Fiume rosso in Siberia, il mistero è risolto

redriver

Una settimana fa ne avevano parlato un po’ tutti i giornali: quelle acque color rosso sangue sembravano davvero ricordare castighi biblici. Le fotografie ritraevano infatti il Daldykan, il fiume siberiano che attraversa Norilsk, che dal 6 settembre si presenta con un’inquietante tinta rosso acceso.

Fin da subito le autorità avevano avanzato sospetti nei confronti del colosso siderurgico MMC Norilsk Nickel (Nornickel), primo fornitore mondiale di nickel e palladio. Dopo aver prima negato ogni coinvolgimento (in un primo momento si era data la colpa alle argille del fiume), l’industria ha dovuto ammettere le sue responsabilità: in un comunicato stampa rilasciato ieri ha affermato infatti che la colpa è di uno sversamento dal loro impianto di Nadezhda, attualmente in fase di riammodernamento. Un eccesso di pioggia avrebbe fatto tracimare le acque di un bacino di decantazione, e il liquido si sarebbe riversato nel fiume. Ovviamente la Nornickel ci tiene a far sapere che

La temporanea colorazione del fiume, dovuta ai sali di ferro, non presenta alcun pericolo per le persone e la fauna del fiume.

Cosa che ovviamente dovrà essere appurata dalle autorità competenti, che hanno avviato un’indagine in quella che è attualmente considerata una delle città più inquinate del mondo (ed è ironico pensare che il nome dello stabilimento, Nadezhda, significhi invece “speranza”).

Nel mondo del mistero, fiumi e laghi “trasformati in sangue” non sono una novità, e spesso vengono legati a oscuri presagi apocalittici o a castighi divini: una spiegazione semplicistica che purtroppo non è di alcun aiuto. Sarebbe invece importante che ogni colorazione sospetta venisse analizzata, per poter individuare e rimediare a questi tristi episodi di inquinamento ambientale.

Hai gradito questo post? Aiutaci con una