Storia e scetticismo: gli anniversari della settimana dal 29 agosto al 4 settembre

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Mentre in Italia ricordiamo tristemente l’omicidio – avvenuto il 29 agosto 1991 – di Libero Grassi, imprenditore palermitano che decise, con una lettera alla stampa locale, di opporsi al pizzo sempre più oppressivo richiesto dalla mafia – raccontiamo le ricorrenze di questa settimana:

IL MISTERO IRRISOLTO PER ECCELLENZA

Mary Ann Walker (poi Nichols), conosciuta sulle strade londinesi come “Polly”, vive di espedienti dopo la burrascosa separazione dal marito William Nichols, da cui ha avuto cinque figli; da tempo lei alza spesso il gomito e, per mantenere il suo vizio, guadagna qualche soldo lavorando illecitamente come prostituta. È l’una passata nella notte del 31 agosto 1888, e Mary Ann si presenta al Wilmott’s Lodging House di Thrawl Street per dormire, anche se non ha abbastanza soldi per la solita stanza; al rifiuto dell’affittacamere, un po’ stizzita risponde che guadagnerà presto il denaro nei vicoli grazie al suo nuovo cerchietto per capelli, e si addentra nei vicoli di Whitechapel. Ha superato i 44 anni ma ne dimostra almeno 10 di meno, e spera di cavarsela anche questa notte; le sue aspettative saranno drammaticamente disattese. Un’ora dopo, ancora per strada, incontra la sua compagna di stanza Emily, a cui confida, palesemente ubriaca, di essersi bevuta più volte il guadagno della serata, e che presto recupererà la cifra necessaria per la camera. È l’ultima persona a cui rivolgerà parola prima di incontrare il suo assassino. Il suo corpo sarà trovato orribilmente mutilato sul marciapiede di Bucks Row.

La Lettera "Dear Boss" in cui per la prima volta appare il nome "Jack the Ripper" (Credit: Pubblico Dominio)

La prima pagina della lettera “Dear Boss”, firmata per la prima volta come “Jack the Ripper” (Credit: Pubblico Dominio)

Nell’arco di otto giorni, il ritrovamento del secondo cadavere di una serie di almeno 5 vittime dimostrerà l’esistenza di un assassino che, a seguito di una lettera (probabilmente di un impostore) inviata alla stampa firmata “Jack the Ripper”, sarà conosciuto come Jack lo Squartatore. Il modus operandi del famigerato serial killer non sarà più riscontrato dopo l’omicidio di Mary Mary Jane Kelly, quinta vittima, nel novembre dello stesso anno, anche se altri omicidi potrebbero essere comunque collegati all’assassino misterioso; comunque sia, tale resterà ancora oggi, non esistendo prove che rivelino l’identità del colpevole con maggior certezza della semplice speculazione.

VERI COMPLOTTI (E FALSE FLAG)

C’è oggi chi passa il tempo a definire maliziosamente qualsiasi evento drammatico recente come un “false flag” – un’attività, solitamente criminale, realizzata per farla apparire come compiuta da un altro stato; se oggi queste speculazioni sono prevalentemente basate sull’incompetenza dell’accusatore, eventi di questo tipo sono avvenuti più volte nel passato. Uno dei più celebri cade nella sera del 31 agosto 1939, quando una stazione radio nella tedesca Gleiwitz (oggi Gliwice, polacca) viene assaltata da 13 soldati polacchi: in onda si sentono spari e grida, a cui fa seguito un messaggio di sollevazione popolare destinato alle minoranze polacche in Germania. I cadaveri trovati nella stazione sono la pistola fumante con cui Hitler dichiarerà seduta stante guerra alla Polonia. Ma… Al comando del gruppo di “polacchi” è Alfred Naujocks, ufficiale nazista del Sicherheitsdienst, il servizio segreto delle SS; l’assalto, completamente simulato (anche nei cadaveri) e compiuto in realtà da militari tedeschi, è parte della “Operazione Himmler”, necessaria a giustificare un ordine di invasione già dato alle truppe schierate sul confine.

La torre radio ancora in piedi a Gliwice, il più alto edificio d'Europa costruito in legno (Credit: Tomasz Gòrny/Nemo5576, CC BY-SA 3.0)

La torre radio ancora in piedi a Gliwice, il più alto edificio d’Europa costruito in legno (Credit: Tomasz Gòrny/Nemo5576, CC BY-SA 3.0)

La Seconda Guerra Mondiale inizia ufficialmente il 1 settembre 1939, giorno in cui Adolf Hitler trova anche il tempo per firmare una lettera informale in cui, scavalcando il ministero della salute, chiede a uomini fidati l’avvio del progetto Aktion T4 (in origine “EU-AKtion”, facendo riferimento all’eutanasia), volto alla soppressione sistematica di disabili mentali e portatori di malattie genetiche, sia adulti che bambini. In questo secondo caso, spesso le vittime sono allontanate dalla famiglia con la convincente prospettiva di cure specializzate, e sono poi soppresse (prevalentemente con un’iniezione letale) all’insaputa dei genitori. Il segreto durerà poco per le indiscrezioni della parte del personale medico contrario e per l’approssimazione di quella consenziente (ad esempio, referti di casi di morte per appendicite in pazienti già operati di appendice); le successive proteste nei due anni successivi all’inizio delle operazioni costringeranno il governo interrompere, nell’agosto 1941, il progetto di eugenetica (i soli istituti di cura avranno perso così un quinto della popolazione degente, pari a circa 70.000 vittime). Gli omicidi, tuttavia, non si fermeranno (grazie a zelanti sostenitori del Reich), arrivando anche a falciare persone inserite a forza nei già mostruosi canoni del precedente programma (piccoli criminali, persone di origine ebraica, portatori di handicap…). Aktion T4 sarà anche responsabile della sperimentazione per gli omicidi di massa con il monossido di carbonio, gas che farà da apripista per i campi di sterminio e la macchina dell’olocausto.

COMPLOTTI E LEGGENDE

31 agosto 1997, ore 00:23: una Mercedes-Benz S280 sfreccia sotto al Pont d’Alma di Parigi; l’autista, Henri Paul, sotto l’effetto di alcool e anti-depressivi, perde il controllo dell’auto, che dopo una sbandata si schianta contro uno dei piloni del ponte. Insieme al conducente, muore sul colpo, spezzandosi l’osso del collo, Dodi Al-Fayed, ricchissimo imprenditore e produttore cinematografico e discografico. Degli altri due passeggeri, Trevor Rees-Jones – guardia del corpo della famiglia Al-Fayed – sopravvivrà nonostante le gravissime ferite riportate, mentre l’ultima presente nell’auto – Diana Spencer, la “Lady D” separata da un anno da Carlo d’Inghilterra, inizierà una lotta tra la vita e la morte che finirà drammaticamente tre ore e mezza più tardi. Mentre è ormai assodato dalle indagini che le cause dalla morte sono l’eccessiva velocità dell’auto (circa 100km/h in un tratto impegnativo), la negligenza del conducente, il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e l’assenza di guardrail nel tratto interessato, è già il padre di Dodi, il magnate Mohamed Al-Fayed, che dal febbraio 1998 comincia a parlare di un complotto per eliminare l’ex moglie dell’erede al trono del Regno Unito.

Un Lockheed SR-71B in volo; la versione B è dedicata all'addestramento dei piloti. Le strisce nere lucide sulla fusoliera sono causate da un precedente rifornimento in volo del carburante (Credit: Pubblico Dominio)

Un Lockheed SR-71B in volo; la versione B è dedicata all’addestramento dei piloti. Le strisce nere lucide sulla fusoliera sono causate da un precedente rifornimento in volo del carburante (Credit: Pubblico Dominio)

Se la morte di Diana lascia un senso di amarezza, esprime quasi tenerezza l’annuncio, da parte del governo dittatoriale della Corea del Nord, del lancio del suo primo satellite avvenuto il 31 agosto 1998. Chiamato “Kwangmyŏngsŏng-1” (Stella splendente I), l’apparato è rilevabile solo sui comunicati stampa: il lancio in realtà è stato un fallimento, ma la propaganda nordcoreana finge imperterrita il completamento della missione. Bisognerà aspettare parecchi anni e lanci dopo – in violazione degli accordi internazionali – per far sì che un satellite, il Kwangmyŏngsŏng-3 Unit 2, raggiunga l’orbita terrestre nel dicembre 2012. Un successo solo a parole anche in questo caso, dato che l’unico satellite nordcoreano in orbita è da subito completamente fuori controllo. Nessun complotto, invero, ma semplice propaganda farlocca. Per nulla farlocchi sono le conquiste del SR-71 Blackbird, l’aereo militare supersonico che il 1 settembre del 1974 vola da New York a Londra in poco più di un’ora e 54 minuti, e quella dello spaventoso e mastodontico Super Guppy, che vola per la prima volta il 31 agosto del 1965: si rivelerà indispensabile per trasportare gli enormi componenti delle missioni spaziali tra gli stabilimenti NASA.

Il Super Guppy utilizzato dalla NASA (Credit: Pubblico Dominio)

Il Super Guppy utilizzato dalla NASA (Credit: Pubblico Dominio)

Che le loro forme insolite abbiano ispirato qualche avvistamento UFO?

DÉBÂCLE ED EPIC FAIL

Tre sono gli eventi che ricadono nell’angolo dei fallimenti epocali: il primo in ordine cronologico avviene il 4 settembre 476, quando Romolo Augusto (curiosamente ripreso dal primo re di Roma), da meno di un anno imperatore romano d’occidente (anche se considerato un usurpatore), viene deposto da Odoacre, un militare germanico che si dichiara Re d’Italia, ma sottoposto all’impero Bizantino; è la fine del potere di Roma antica e l’inizio del medioevo. La seconda débâcle cade il 2 settembre 1666, quando una piccola bottega di un panettiere londinese viene avvolta dalle fiamme; l’incendio, incontrollato, durerà più di tre giorni e distruggerà più di 13.000 abitazioni, 88 edifici religiosi (compresa la cattedrale di St. Paul) e molte strutture pubbliche. È invece il 2 settembre 1870 quando Napoleone II di Francia, imperatore d’oltralpe, viene fatto prigioniero insieme a centomila dei suoi uomini dalle forze prussiane a Sedan. Sarà, oltre che una sconfitta memorabile, la fine dell’impero francese e l’inizio della (terza) repubblica.

STORIA, ARTE E TECNOLOGIA

È il 4 settembre 1882 quando Thomas Edison, con l’accensione della prima centrale elettrica (a corrente continua), porta la luce al downtown di Manhattan; il mondo cambierà volto con una rapidità mai vista prima; 116 anni esatti più tardi, inizierà una nuova rivoluzione, con la nascita di Google, fondata il 4 settembre 1998 da Larry Page e Sergey Brin, due studenti della Stanford University (il dominio, però, risale all’anno precedente). Ma vi lasciamo con un capolavoro degli esordi del cinema, “Viaggio nella Luna” (Le Voyage dans la Lune), la parodia di Verne e H.G. Wells creata da Georges Méliès e proiettata in Francia per la prima volta il 1 settembre 1902. Se vi sembra poco comprensibile, è perfettamente normale: nei cinema dell’inizio del XX secolo, era richiesto un presentatore che raccontasse la storia – una figura che oggi sarebbe impietosamente condannata a morte dal pubblico.

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