L’attentatore di Ansbach era stato trattato con la medicina alternativa per un grave trauma psicologico

exilio

Articolo di Edzard Ernst, pubblicato originariamente qui. Si ringrazia Sofia Lincos per la traduzione.

La sera del 24 luglio, il siriano Mohammad D. ha cercato di entrare in un fesival all’aperto ad Ansbach, in Germania. Dal momento che non aveva un biglietto, gli è stato impedito di entrare. Più tardi si è fatto esplodere di fronte a una delle entrate del festival, uccidendo se stesso e ferendo 15 persone, 4 in modo grave.

Secondo un report pubblicato in tedesco, il ventisettenne attentatore suicida era sotto trattamento da circa un anno e mezzo presso un istituto di Lindau chiamato “Exilio“, dove terapeuti di medicina alternativa (Heilpraktiker) offrono “aiuto olistico” ai migranti, sotto la direzione di Gisela e Axel von Maltitz.

In Germania la figura dell’Heilpraktiker (operatore della salute) è un bizzarro lascito del Terzo Reich. Ai giorni nostri, un Heilpraktiker non deve avere praticamente nessuna educazione o addestramento specifico. Per di più, lui/lei può affermare di fare sedute di psicoterapia senza aver mai aver seguito un corso di psicoterapia. Un Heilpraktiker della Exilio, Axel von Maltitz, si definisce “Primärtherapeut, Heilpraktiker, Traumatherapie and Psychotherapie” (esperto di terapia primaria, operatore della salute, traumaterapeuta e psicoterapeuta). Il dibattito in Germania sull’utilità o meno dell’Heilpraktiker è stato recentemente stimolato dalla pubblicazione di un libro critico sull’argomento, e ci si aspetta che diventi ancora più acceso dopo i fatti di Ansbach.

Exilio gode apparentemente di una pessima reputazione a Lindau, e le autorità locali hanno smesso di collaborare con questa clinica già da un anno fa. Il team di terapeuti di Exilio sembra non includere nemmeno un dottore qualificato, uno psicologo o uno psichiatra.

I trattamenti somministrati ad Exilio comprendono alcuni metodi dubbi come il rebirthing, una tecnica che coinvolge “specifici esercizi di respirazione che permettono all’individuo di ri-sperimentare memorie del passato e di liberare sensazioni e sentimenti  rimossi/contenuti nel proprio sè fisico-emozionale”. Non conosco alcuna buona evidenza che dimostri che il rebirthing sia efficace contro qualsiasi condizione.

Sembra chiaro che l’attentatore siriano era seriamente disturbato; a quanto pare, aveva già tentato in precedenza il suicidio. Nessuno saprà mai se le atrocità di Ansbach avrebbero potuto essere evitate, se avesse ricevuto una corretta attenzione psichiatrica. Col senno di poi, comunque, appare evidente che la terapia alternativa che ha ricevuto non sia stata efficace.

Immagine da www.br.de

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