Storia e scetticismo: gli anniversari della settimana dal 11 al 17 luglio 2016

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Nella settimana che vede la presa della Bastiglia (14 luglio 1789) e il compleanno dell’italianissima Arma dei Carabinieri (13 luglio 1814), ricordiamo i seguenti anniversari:

LA PILLOLA DELLA SETTIMANA

Nella Russia del 17 luglio 1918 impazza la rivoluzione; la famiglia dello Zar (composta da Nicola II e la zarina Alessandra Fedorovna, le 4 figlie granduchesse e il piccolo principe Aleksei, emofiliaco, accompagnata da medico personale, cameriera, cuoco e valletto) si trova incarcerata a Ekaterinburg nella Casa Ipat’ev. Intorno alla mezzanotte, tutti i componenti vengono svegliati e condotti nel seminterrato: sembra che le truppe lealiste bianche siano vicine, ed è quindi necessario prepararli per un trasferimento in un’altra sede. Accompagnati in una stanza non ammobiliata, la famiglia e la servitù presente vengono disposte come se si dovesse scattare una fotografia; l’inganno sarà presto spezzato dall’annuncio della condanna a morte per decisione del Comitato esecutivo degli Urali.

La famiglia imperiale Romanov qualche anno prima del massacro: Alessandra e Nicola II (al centro), le 4 granduchesse (Anastasia a destra) e il piccolo Aleksei. (Flickr Commons project, public domain)

Non sarà lasciato il tempo ai condannati di esprimere alcunché: il plotone d’esecuzione truciderà seduta stante tutti i Romanov presenti a colpi di pistola, insieme alla (altrimenti testimone) servitù. I corpi delle vittime – a eccezione di quello di Aleksei e di una delle granduchesse, Anastasia o Maria – verranno gettati in un pozzo nelle campagne della città, corrosi con l’acido e dilaniati da alcune granate; per poi essere trasferiti in una nuova fossa. La segretezza con cui sarà trattata internazionalmente la questione e il forte connotato emotivo della vicenda daranno luogo a varie leggende, inclusa l’esistenza in vita di una delle Granduchesse (più frequentemente Anastasia). Il ritrovamento dei rimanenti due corpi nel 2007 a poca distanza dal pozzo chiuderà definitivamente la questione. Forse.

COMPLOTTI E LEGGENDE

Se, da un lato, ci troviamo di fronte alla nascita di leggende agli albori dell’Unione Sovietica, troviamo teorie del complotto dall’altra parte della cortina: il 16 luglio 1969 decolla dal Kennedy Space Center in Florida la missione Apollo 11, con a bordo Neil Armstrong, Michael Collins e “Buzz” Aldrin. Nonostante le innumerevoli prove (sostenute anche dagli stessi sovietici, che dimostreranno indipendentemente il primato statunitense e accuseranno il colpo), nasceranno numerose teorie complottistiche negazioniste del completamento di quella missione con lo sbarco sulla luna e il rientro a terra dei tre celebri astronauti.

DÉBÂCLE ED EPIC FAIL

Jacques-Louis David, “La Mort de Marat“, dipinto nello stesso anno della morte del rivoluzionario. (Web Gallery of Art, public domain)

Jacques-Louis David, “La Mort de Marat“, dipinto nello stesso anno della morte del rivoluzionario. (Web Gallery of Art, public domain)

13 luglio 1793: è la vigilia del quarto anniversario della Rivoluzione Francese, e il giacobino Jean-Paul Marat, uno dei suoi principali protagonisti e voce accalorata della stampa più vicina al popolo, si trova, come d’abitudine per lenire i dolori di una violentissima dermatite cronica (probabilmente una dermatite erpetiforme di Duhring), nella sua vasca da bagno. Accoglie una insistente visitatrice, Charlotte Corday, che chiede di lui dalla mattina; non sa che la giovane girondina, di lì a pochi minuti, gli pianterà nel petto il coltellaccio da cucina che nasconde sotto al vestito. Dire “no” a volte può salvarti la vita.

Dall’altra parte dell’Atlantico, nel Nuovo Messico, è il 14 luglio 1881, e Henry McCarty si reca a casa di un amico, Pete Maxwell. Henry, conosciuto dalla polizia come “Billy the Kid” e con una taglia di 500$ sulla testa, non sa che, per una sfortunata coincidenza, il suo instancabile inseguitore – lo sceriffo Pat Garrett – sta interrogando Maxwell proprio in quel momento. Le ultime parole prima che il celebre fuorilegge caschi a terra colpito al cuore sono un goffo “¿Quién es? ¿Quién es?” (“Chi è? Chi è?” in spagnolo). Il suo nome entrerà, nonostante tutto, nel gotha dei pistoleri americani, e la targa posta sulla sua tomba sarà più volte rubata da ammiratori del criminale e successivamente recuperata.

Il sistema elettrico di New York viene messo alla prova da un fulmine alle 21:30 del 13 luglio 1977: una saetta colpisce una linea dell’alta tensione e scollega gran parte della città dalla rete elettrica per quasi un giorno intero. Durante la notte si scatenano le gang della città, appiccando un migliaio di incendi e derubando oltre 1.600 esercizi commerciali; le autorità dichiareranno danni per 300 milioni di dollari (che oggi varrebbero almeno quattro volte tanto). I fulmini sono noti per fare danni: il campanile di San Marco a Venezia nel corso dei secoli ha subito continui restauri e ricostruzioni proprio a causa loro, fino all’installazione di un parafulmine nel 1776. Il segno del loro passaggio però contribuirà, il 14 luglio 1902, a farlo cedere sotto al proprio peso. Completamente distrutto, verrà ricostruito in dieci anni, identico nell’aspetto, ma con evidenti migliorie strutturali. Per ricordare un altro disastro architettonico, a Roma, quasi 79 anni prima – il 15 luglio 1823 – uno stagnino finisce la sua giornata di lavoro presso la Basilica di San Paolo fuori dalle mura (l’evoluzione di un edificio cristiano consacrato nel IV secolo, che per tradizione ospita le spoglie dell’apostolo da cui prende il nome) e si dimentica il acceso il braciere utilizzato per il lavoro sulle grondaie della navata centrale. Non l’avesse mai fatto: l’incendio che ne scaturirà distruggerà quasi completamente la basilica. La ricostruzione partirà già due anni dopo, ma richiederà più di un secolo per il completamento. Già allora sarebbe servita più attenzione verso le opere architettoniche del Bel Paese.

STORIA E TECNOLOGIA

Cominciamo con gli anniversari nello spazio: il 15 luglio 1975 decollano a distanza di 7 ore una missione Soyuz da Baikonur e una Apollo da Cape Canaveral; si incontreranno in orbita due giorni dopo il 17 luglio 1975, completando l’attracco tra la Soyuz 19 e la capsula Apollo. Gli astronauti dei due paesi storicamente antagonisti si incontreranno per la prima volta nello spazio, ponendo fine alla “Space Race” dei due paesi. Quattro anni dopo, l’11 luglio 1979, lo Skylab – la prima stazione spaziale statunitense – si disintegrerà al rientro nell’atmosfera terrestre, dopo sei anni di onorevole servizio; dieci anni prima, invece, il 14 luglio 1965, la sonda Mariner 4 ha scattato le prime foto di Marte, il primo pianeta solare di cui abbiamo acquisito immagini ravvicinate.

Foto scattata 0,016 secondi dopo l’esplosione di Trinity; l’altezza della deflagrazione nell’immagine è di circa 200 metri. (by Berlyn Brixner, PA-98-0520, public domain)

Foto scattata 0,016 secondi dopo l’esplosione di Trinity; l’altezza della deflagrazione nell’immagine è di circa 200 metri. (by Berlyn Brixner, PA-98-0520, public domain)

Vent’anni prima, infine – il 16 luglio 1945 – ad Alamogordo, nel Nuovo Messico, è iniziata l’era atomica, con l’esplosione di Trinity, la prima bomba nucleare della storia). Nella stessa cittadina saranno sotterrate, da parte del produttore Atari, numerose copie invendute del videogioco “E.T.”: solo una coincidenza? Sì.

Ed è una coincidenza che ha permesso, il 15 luglio 1799, di ritrovare la Stele di Rosetta: durante la ricostruzione di un forte nell’omonima città portuale egiziana, un soldato addetto ai lavori scopre la pietra e la consegna ai superiori. È grazie a questo manufatto, che riporta la celebrazione del faraone Tolomeo V Epifane trascritta in tre lingue – geroglifico egizio, demotico egizio e greco antico – che vari egittologi, fra cui l’inglese Thomas Young e il francese Jean-François Champollion, inizieranno a tradurre approfonditamente la scrittura egizia.

GLI IMPERDIBILI

Il Castello della Bella Addormentata a Disneyland, Anaheim (by Cd637, CC BY-SA 3.0)

Il Castello della Bella Addormentata a Disneyland, Anaheim (by Cd637, CC BY-SA 3.0)

Nella calura di questi giorni, non si può non ricordare la nascita del primo condizionatore d’aria il 17 luglio 1902, inventato a Buffalo dall’americano Willis Carrier; ed è nella calda California che invece, il 13 luglio 1923, sulle colline di Hollywood viene completata la celebre omonima scritta, originariamente “Hollywoodland” (un messaggio pubblicitario di una agenzia immobiliare), modificata poi nel 1949. Il 17 luglio 1955, sempre in California, apre infine ad Anaheim il primo Disneyland.

E se voleste twittare questo articolo a qualcuno, ricordatevi che il 15 luglio cade il decennale del lancio al pubblico del celebre social network, inaugurato appunto il 15 luglio 2006, a quasi quattro mesi dal primo tweet di @Jack: “just setting up my twttr” (scritto il 21 marzo dello stesso anno, data ufficiale del “compleanno” di Twitter).

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