Perché vaccinare i bambini contro l’epatite B?

epatite

Ripubblichiamo questo interessante intervento del prof. Roberto Burioni, ordinario di Microbiologia e Virologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Uno dei vaccini che suscita maggiori perplessità è quello contro il virus dell’epatite B (HBV), contenuto nel vaccino esavalente. Molte persone, in privato e in pubblico, mi hanno chiesto “perché mai dovrei vaccinare mio figlio contro una malattia che si prende solo con i rapporti sessuali o con le trasfusioni?”. Ebbene, oggi spieghiamo perché bisogna vaccinare i bambini contro HBV.

Molti pensano che HBV si trasmetta come HIV: questo è sbagliatissimo. Infatti HBV ha le stesse vie di trasmissione di HIV (con rapporti sessuali, con esposizione parenterale al virus e da madre a figlio); ma è un virus che si trasmette in maniera immensamente più efficace, per cui se è vero che le vie sono le stesse, le modalità pratiche sono molto differenti.

HBV è presente in quantità mostruose nel sangue, ed è pure presente in quantità sufficienti ad infettare in molti liquidi biologici, come la saliva. Mentre HIV è un virus delicatissimo che si fatica a mantenere in vita in laboratorio con cure amorevoli, HBV resiste alla temperatura, ai detergenti più comuni, all’alcool e – pensate – può rimanere stabile nelle superfici in una goccia di sangue o di saliva seccata per sette giorni. Pensate che mentre le probabilità di contrarre HIV dopo essersi punti con un ago contaminato sono nell’ordine dello 0,3%, quelle di contrarre HBV sono il 30% (trenta per cento, avete letto bene).

A causa di questo, mentre contrarre HIV senza esporsi a specifici rischi è quasi impossibile, la stessa cosa non si può dire per HBV e il vostro bambino è a rischio anche facendo la sua vita normale, al contrario di quanto alcuni erroneamente dicono e pensano. A conferma di ciò esiste la descrizione documentata di casi CERTI di bambini che si sono presi HBV all’asilo. Specifichiamo che in questo contesto “casi certi” significa che è stato dimostrato in maniera indiscutibile, analizzando il DNA del virus, come è avvenuto il contagio. In altre parole il virus della fonte del contagio e il virus ritrovato nella persona contagiata erano molecolarmente identici, quindi l’avvenuto contagio e le modalità relative sono quelle descritte, e non altre.

Negli Stati Uniti è stato riportato il caso di un bimbo di 4 anni che si è preso questa malattia da un compagno di asilo che, HBV positivo, aveva la brutta abitudine di mordere e graffiare; lo stesso è accaduto in Australia qualche anno dopo. Ma ci sono anche altri esempi che illustrano come sia facile infettarsi: nel nostro paese sei genitori sono stati contagiati da HBV da  bambini cronicamente infetti che avevano adottato (ovviamente semplicemente vivendo in casa con loro) e addirittura un’insegnante ha contratto questa malattia quando uno studente HBV positivo ha starnutito sulle sue mani screpolate!

Per farla breve, circa il 30% delle persone che contrae questa malattia non ha avuto nessuna attività a rischio e non riesce a capire come si possa essere preso il virus, il che chiude definitivamente il discorso sulla “mancanza di rischio”, considerando che nei bambini spesso la malattia decorre in modo asintomatico. Certo, il rischio non è quello del morbillo, ma c’è ed è indiscutibile. Tanto che tutte le nazioni che non vaccinavano i bambini, adesso li vaccinano (e non penso che tutti i loro oltre 200 ministri abbiano preso tangenti!).

C’è poi un altro aspetto del quale molti non sono al corrente: non solo i bambini si infettano, ma sono quelli nei quali l’infezione è più grave. Mentre quando si infetta un adulto nel 95% dei casi sta male, però alla fine guarisce, i bambini si infettano spesso senza sintomi, ma in grande maggioranza non riescono a liberarsi del virus e se lo tengono per tutta la vita. E quando ci si infetta da bambini sono dolori: molti di loro avranno guai grossi prima dei 40 anni, e il 25% morirà per l’epatite.

Per cui se non vaccinate vostro figlio non solo rischia di essere infettato, ma rischia di essere infettato dal virus nel momento in cui può fare più danni. E sappiate bene che mentre la medicina con il vaccino può proteggerlo dall’infezione, una volta infettato ben poco si può fare, se non tentare di trapiantare un fegato quando quello di vostro figlio sarà devastato dalla cirrosi.

Il vaccino, direte voi, è un rischio. Tagliamo corto: il vaccino contro HBV è nell’esavalente e l’unico rischio serio e documentato è una reazione anafilattica. Nel lavoro che vi riporto sono descritti cinque casi su settemilioniseicentocinquantamila bambini (molto meno del rischio di anafilassi che vostro figlio corre quando gli fate assaggiare una arachide), e nessuno è morto perché basta rimanere per una mezz’oretta nello studio del medico per non correre rischi. Invece ogni anno in Italia muoiono oltre mille persone a causa dell’infezione da HBV, che spesso hanno contratto da bambini.

Insomma, c’è un serpente velenoso (il virus) che minaccia i vostri figli, che ha ucciso e uccide migliaia di persone. E c’è un cane buonissimo e mansueto – il vaccino – che mai ha morso nessuno e che quel serpente lo tiene lontano. Voi mandate via il cane e lasciate libero il serpente di mordere vostro figlio.

Vedete un poco voi se è il caso, a me pare che questo mondo sia abbastanza rischioso così.

Bibliografia

  • Risk and management of blood-borne infections in health care workers. Clin Microbiol Rev 2000;13:385–407.
  • Hepatitis B virus transmission between children in day care. Pediatr Infect Dis J 8(12):870-5, 1989.
  • Horizontal transmission of hepatitis B in a children’s day-care centre: a preventable event. Aust N Z J Public Health 21(7):791-2, 1997.
  • Hepatitis B “by proxy”: an emerging presentation of chronic hepatitis B in children. J Pediatr Gastroenterol Nutr 44(2):268-9, 2007.
  • Hepatitis B virus transmission in an elementary school setting. JAMA Vol. 278(24):2167-9, 1997.
  • Risk of anaphylaxis after vaccination of children and adolescents. Pediatrics 2003 Oct;112(4):815-20.

Grafico tratto da diapositiva del CDC estrapolata dal HBV pinkbook, che reperite sul sito.

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