Scienziati tedeschi contro l’omeopatia

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Che l’omeopatia sia uno dei nostri argomenti preferiti ormai è chiaro, vista la frequenza di articoli con cui ne parliamo. Questa volta però si tratta di una buona notizia: in Germania, la patria dell’omeopatia, un gruppo di medici e scienziati di varie discipline ha deciso di creare una rete tramite la quale informare apertamente il popolo tedesco circa l’inutilità delle pratiche omeopatiche.

E’ stata redatta come primo passo una dichiarazione ufficiale in cinque punti che esprime in modo chiaro e semplice cos’è l’omeopatia e perché non dovrebbe avere una rilevanza speciale nella medicina. Anzi, non dovrebbe averne alcuna, visti i presupposti scientifici approvati e replicabili pari a zero. Di seguito la traduzione:

Dichiarazione di Friburgo sull‘omeopatia

L’omeopatia non è naturopatia né medicina

Nonostante il sostegno della politica e il silenzio di coloro che dovrebbero saperne di più, l’omeopatia è e resta un metodo chiaramente in contrasto con fondamenti scientifici accertati. I membri e sostenitori della “Rete di informazione sull’omeopatia” considerano l’omeopatia un tenace sistema di pensiero duro a morire, che non rientra né nella naturopatia né nella medicina. Di questa rete fanno parte medici, farmacisti, veterinari, biologi, scienziati e altri ancora, uniti nella critica contro l’omeopatia e con l’obiettivo di trattare apertamente questo argomento ancora non chiaro alla società poco consapevole.

Nessuno status speciale per l‘omeopatia

Da 200 anni a oggi, l’omeopatia non è riuscita a provare la sua reale efficacia secondo criteri oggettivi. Eppure continua a sopravvivere solo grazie a uno status speciale acquisito nel sistema sanitario tedesco che, secondo gli esperti della Rete, è immotivato. Mentre i farmaci devono dimostrare la loro efficacia seguendo criteri oggettivi, l’omeopatia non è tenuta a farlo. Noi ci opponiamo a questo sistema dove si seguono due approcci diversi.

L’omeopatia non è riuscita nemmeno a fornire un metodo di efficacia plausibile, mentre i suoi sostenitori danno l’impressione che ci siano incertezze ancora da chiarire. Noi contestiamo tutto questo. L’omeopatia non è un metodo non-convenzionale che ha bisogno di ulteriori prove scientifiche. Il suo fondamento si basa sui principi già confutati, quali “la regola dei simili”, “la forza vitale” o “il potenziamento tramite diluizione”.

Auto-inganno di pazienti e terapeuti

Non potremmo negare gli effetti terapeutici che possono avvenire nell’ambito di un trattamento omeopatico, ma questi non sono direttamente generati dai prodotti omeopatici somministrati. Anzi, la presunta e provata efficacia di questi ultimi si basa sulla suggestione e autosuggestione di pazienti e terapeuti. I meccanismi di tale (auto-)inganno sono svariati, ma ben noti e studiati. I miglioramenti nello stato di salute dovuti a effetti contestuali non possono e non devono essere attribuiti ai prodotti omeopatici. Partiamo dal fatto che i medici e i naturopati non siano consapevoli dell’esistenza e della varietà di tali meccanismi e agiscano con le migliori intenzioni. Ciò non cambia il fatto che le loro conclusioni siano errate, e quindi potenzialmente pericolose.

Medicina e scienza

Non affermiamo assolutamente che gli attuali metodi da noi accettati possano dimostrare e spiegare tutto. Tuttavia ci pongono nella condizione di affermare che l’omeopatia non può dimostrare se stessa. E la scienza è il miglior metodo di cui disponiamo per distinguere trattamenti efficaci da quelli inefficaci. Una credenza in certe affermazioni in ambito medico, diventata popolare e alimentata da interessi personali, politici e giornalistici non può in nessun modo orientare il modo di agire della medicina.

Obiettivo di questa dichiarazione

Gli obiettivi di questa critica non sono i pazienti in cerca di cure e i singoli terapeuti che praticano l’omeopatia, ma la teoria omeopatica in sé e le istituzioni della sanità, che da tempo hanno riconosciuto l’assurdità dell’omeopatia e tuttavia non sono mai intervenuti. Invitiamo tutti coloro che fanno parte del sistema medico (fondato su certezze scientifiche) ad allontanarsi dall’omeopatia e altre medicine pseudoscientifiche, e ritornare a ciò che dovrebbe essere ovvio: regole scientificamente valide, oneste e generalmente riproducibili in direzione di una medicina valida e costruita per il benessere dei pazienti.

                                                                                                                                 Febbraio 2016, Friburgo

Autori:

Dott.-Ing. Norbert Aust, Promotore della Rete di informazione sull’omeopatia
Dott. Natalie Grams, Direttrice della Rete di informazione sull’omeopatia
Amardeo Sarma, Presidente del GWUP e membro del CSI (Committee for Skeptical Inquiry)

Primi firmatari:

Edzard Ernst, Professore Emerito, Università di Exeter, Regno Unito
Prof. Dr. Rudolf Happle, Autore della Dichiarazione di Marburgo sull’omeopatia
Prof. Dr. Wolfgang Hell, Presidente del Consiglio scientifico del GWUP
Prof. Norbert Schmacke, Istituto per la Sanità Pubblica e la ricerca clinica infermieristica, Università di Brema
Christian Weymayr, Dott. in Scienze Naturali, giornalista medico freelance

Qui il link al testo, che si pone come petizione che può essere sottoscritta da chiunque. La stampa tedesca di stampo scientifico e scettico appoggia apertamente l’iniziativa, in quell’onda di pubblicazioni informative che descrivono l’omeopatia come uno spreco di tempo e denaro, nelle migliori delle ipotesi, e come un grave danno alla salute, nelle peggiori. Un esempio è il libro “Der Glaube an die Globuli” di Norbert Schmacke.

E in Italia?

Nel Bel Paese è molto facile trovare farmacie e altre strutture che vendono prodotti omeopatici e l’omeopatia è abbastanza popolare sia tra i consumatori medi che nella classe politica e nelle istituzioni. Gli scienziati e gli scettici scrivono continuamente sull’inefficacia dell’omeopatia: sono un esempio gli ottimi articoli di Salvo Di Grazia sul suo blog Medbunker, e, per citare proprio quest’ultimo, è innegabile che “l’omeopatia è alternativa alla medicina come il tappeto volante è alternativo all’aeroplano”. E il problema non risiede tanto nella sua diffusione, che fortunatamente sembra in diminuzione, ma nella mentalità che c’è alla base, che crea un terreno fertile per la proliferazione di questa e altre teorie pseudoscientifiche, come ad esempio l’agromeopatia, che arricchisce il terreno tramite vibrazioni (es. qui o qui).

L’Italia comunque non è al pari di Francia, Austria o della stessa Germania in quanto a diffusione della prassi omeopatica; ciononostante questa continua a essere una spina nel fianco della medicina scientifica, che si basa invece sull’efficacia comprovata ed è sempre sulla strada della revisione e del miglioramento. Quello che spinge la neo-nata Rete informativa tedesca è il bisogno di sottolineare che le medicine alternative, non realmente efficaci, possono costituire un pericolo e spesso un danno per chi ne fa uso, soprattutto se vengono coinvolti anche i più piccoli.

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