Cari omeopati, la verità, vi prego, sui vaccini…

autism_scare_ars

Articolo di Graziella Morace, Primo ricercatore Centro Nazionale per la Ricerca e la Valutazione dei Prodotti Immunobiologici – Istituto Superiore di Sanità, Roma

Le vaccinazioni costituiscono una delle armi più efficaci della sanità pubblica nella prevenzione delle malattie infettive ed i loro notevoli risultati nel bloccare o ridurre grandemente la diffusione di molte malattie sono sotto gli occhi di tutti. Sia a livello individuale, che di popolazione, i vaccini commercializzati in Italia e nel resto del mondo dimostrano livelli di sicurezza straordinariamente elevati ed effetti collaterali gravi estremamente rari, a fronte di grandi benefici. I dati scientifici disponibili supportano ampiamente il valore immunologico dei vaccini nel ridurre sostanzialmente la morbilità e la mortalità da malattie infettive, e nel migliorare la salute degli individui e delle popolazioni.

Ciò nonostante, in questi ultimi anni sono stati diffusi numerosi messaggi allarmanti sui rischi che sarebbero collegati alle vaccinazioni, che si sono recentemente intensificati anche grazie al potere amplificante di internet.

All’interno dell’acceso dibattito che si è scatenato hanno preso posizione anche gli omeopati italiani appartenenti alla FIAMO, con un documento pubblicato sul web. Il documento fa riferimento anche a una lettera aperta, pubblicata sul sito della AsSIS (Associazione di studi ed informazione sulla salute), con la quale vengono richiesti alle Autorità competenti numerosi chiarimenti su diversi aspetti legati ai vaccini ed alle vaccinazioni.

Sebbene la premessa di entrambi i documenti sia che “Oggigiorno, un qualsiasi medico dotato di buon senso e di un minimo di conoscenza scientifica non può essere contro le vaccinazioni pediatriche” (tutte le frasi in corsivo e tra virgolette sono estratte direttamente dai due testi), vengono sollevate così tante critiche e perplessità sulle vaccinazioni in età pediatrica e sui rischi collegati, che di fatto fanno sorgere dubbi sulla sua sincerità.

La prima considerazione che viene alla mente leggendo i due documenti è che tutte le affermazioni che vi sono contenute (alcune anche gravi) non sono supportate da nessuno studio scientifico: si tratta solo e sempre di “osservazioni minuziose e prolungate” che provengono “dall’esperienza clinica quotidiana” da parte dei medici firmatari, ritenute probabilmente più significative degli studi epidemiologici controllati pubblicati sulle più autorevoli e serie riviste di settore, se non addirittura di palesi falsità.

Poiché le obiezioni proposte sono molte non è possibile rispondere puntualmente ad ognuna, dato che sarebbe necessario uno spazio eccessivo; tuttavia in questo breve articolo desidero prendere in considerazione, e controbattere, almeno quelle che ritengo più rilevanti.

1) Le vaccinazioni pediatriche esporrebbero i bambini al rischio di reazioni avverse, più o meno gravi, come risultato di non ben specificate “alterazioni immunitarie”; d’altra parte, “ogni intervento medico ha un impatto sull’organismo che va ben al di là delle conseguenze immediate, che sono le uniche normalmente prese in considerazione” . In effetti l’osservazione “non frettolosa, ma fatta di ascolto” ha mostrato loro che “dopo le vaccinazioni molti bambini, ad esempio, reagiscono con l’innalzamento della temperatura (che è una classica reazione immunitaria ad una noxa esterna)subiscono un’alterazione di quelle che prima erano le loro normali funzioni digestive e/o della regolarità del loro ritmo sonno-veglia (espressione di una risposta multisistemica), diventano più irritabili, piangono in modo inconsolabile e regrediscono in alcune abilità prima acquisite (a testimonianza che c’è stata una irritazione a livello del sistema nervoso centrale)”. A parte il rialzo febbrile, che è un’evenienza nota e piuttosto frequente in seguito alla somministrazione di un vaccino, tutte le altre affermazioni sono allarmistiche e non supportate da nessun dato. In particolare, sebbene non venga chiaramente nominato, sembra di cogliere un implicito richiamo alla correlazione vaccino-sindrome autistica. Non mi sembra opportuno, per ragioni di spazio, riportare qui un’analisi dettagliata dell’argomento, tuttavia desidero ricordare che lo studio di Wakefield che ha dato origine a questa ipotesi è stato smentito ampiamente, e che studi successivi hanno mostrato che l’origine dell’autismo è correlata ad alterazioni genetiche congenite e a fattori, anche ambientali, che intervengono prima della nascita (1, 2).

2) Un’altra delle tesi sostenute è che i bambini non vaccinati “appaiono indubbiamente e globalmente più sani dei vaccinati”. In realtà, numerosi studi scientifici mostrano che nei bambini vaccinati la frequenza di infezioni (diverse da quelle per le quali ci si vaccina) è uguale o inferiore a quella osservata nei bambini non vaccinati (3-6).

3) Inoltre, i bambini riceverebbero troppi vaccini e troppo presto. La domanda formulata è “E’ opportuno e valido programmare la prima vaccinazione a soli due mesi di vita, peraltro con sette vaccini contemporaneamente, quando il sistema immunitario è ancora immaturo?”. Secondo questo concetto il sistema immunitario “immaturo” di neonati e bambini non sarebbe in grado di rispondere in modo sicuro al “gran numero”’ di antigeni vaccinali, e tale sovraccarico antigenico causerebbe una “tempesta di citochine”’ o “una cascata immunitaria”’ che provocherebbe numerosi eventi avversi per la salute. Tali affermazioni sono pretestuose, non sono sostenute da nessuna prova scientifica e sono inoltre smentite da diversi dati. In primo luogo, dal momento della loro nascita i neonati vengono a contatto con una quantità di microrganismi e loro antigeni di gran lunga superiori a quelli contenuti nei vaccini, sia come quantità che come varietà. In secondo luogo, i neonati e i bambini in realtà ricevono oggi, con il programma di vaccinazione di routine, molti meno antigeni che in passato. Infine, gli studi condotti sia prima del rilascio dell’autorizzazione alla commercializzazione di ogni vaccino, che quelli successivi, che coinvolgono da decine di migliaia a milioni di bambini, non hanno mai fornito prove a sostegno di un tale sovraccarico antigenico o di sue conseguenze (7,8). Similmente, non vi sono prove che i vaccini possano provocare malattie autoimmuni (9).

Le vaccinazioni vengono effettuate nella prima infanzia proprio per proteggere i bambini il più precocemente possibile. Alla nascita, e per un breve periodo, il bambino è protetto dagli anticorpi di origine materna, inclusi quelli che riceve attraverso il latte, se allattato al seno. Successivamente perde velocemente questa difesa e il suo sistema immunitario è continuamente esposto a molti agenti infettivi. In assenza di vaccinazione, le malattie prevenibili hanno una più alta incidenza e manifestazioni cliniche gravi proprio nei bambini piccoli (10-12).

Oltre al principio attivo (virus o batterio o loro componenti), nei vaccini possono essere contenuti conservanti (formaldeide, in passato anche tiomersale) e adiuvanti, sostanze che migliorano e velocizzano la risposta immunitaria (alluminio o squalene). Nonostante quanto sostenuto nella Lettera aperta, nessuna di tali sostanze ha mai dimostrato tossicità o pericolosità alle dosi somministrate, sia negli studi condotti prima della commercializzazione, che successivamente (13-16).

4) Nei due documenti si asserisce inoltre che il contatto con gli antigeni vaccinali avviene in maniera innaturale, al contrario di quello con i germi del mondo circostante, poiché i vaccini sono somministrati per via parenterale e quindi “ by-passano completamente le barriere fisiologiche dell’organismo pediatrico ed entrano direttamente in circolo”. L’affermazione che i vaccini vengono iniettati direttamente nella circolazione sanguigna è una vera bestialità, diffusa consapevolmente per creare confusione ed allarmismo: infatti non è possibile credere che dei medici non sappiano che vi sono solo tre tipi di somministrazioni possibili di un vaccino, ovvero intradermica, sottocutanea e intramuscolare, ma che nessun vaccino viene iniettato per via endovenosa.

5) Una pesante critica rivolta al Sistema sanitario nazionale è che, nonostante la pericolosità dei vaccini in termini di effetti collaterali, in Italia la vaccino-sorveglianza sarebbe trascurata, se non addirittura ostacolata, dai medici e dalle istituzioni sanitarie. Anche questa è un’accusa senza fondamento. Infatti la sicurezza dei vaccini costituisce un requisito fondamentale per il loro utilizzo, poiché essi vengono somministrati ad individui sani per prevenire l’insorgenza di malattie, e prevalentemente nei primi anni di vita. Perciò, prima dell’autorizzazione alla vendita, la loro sicurezza viene accuratamente valutata, e tale verifica continua anche dopo l’immissione in commercio attraverso i sistemi di farmacosorveglianza e, se necessario, con studi epidemiologici mirati. In Italia, il sistema di sorveglianza delle reazioni avverse a farmaci, inclusi i vaccini, è in vigore dalla fine degli anni 80 ed è analogo a quelli presenti nella maggioranza delle nazioni europee e negli USA. Dal 2003, inoltre, la Rete nazionale di farmacovigilanza raccoglie le segnalazioni di sospette reazioni avverse a farmaci, sia chimici che biologici, trasmesse via web da tutto il territorio nazionale, registrandole in un unico database presso il Ministero della Salute. I dati raccolti dalle reti di sorveglianza tutti i paesi europei vengono anche comunicati all’EMA (Agenzia Europea del Farmaco). Questo scambio di informazioni permette di controllare continuamente l’eventuale comparsa di eventi inattesi dopo la loro somministrazione, tenendo sotto controllo una popolazione di grandi dimensioni come quella Europea.

6) Oltre a proteggere il soggetto vaccinato dalle malattie e dai danni che potrebbero provocare, le vaccinazioni sono importanti anche in termini di sanità pubblica: infatti, per la maggior parte delle malattie, ottenere elevate coperture vaccinali permette di contenere la circolazione del microrganismo responsabile nella popolazione (e quindi di bloccare rapidamente eventuali epidemie), proteggendo così anche coloro che, per vari motivi, non possono vaccinarsi. Questo meccanismo è conosciuto come “immunità di gregge” (17). Perché si abbia un effetto sulla popolazione è necessario che le percentuali di vaccinazione siano molto alte, e che la protezione fornita dal vaccino sia sufficientemente elevata. Per le malattie più contagiose, come ad esempio il morbillo, l’OMS, a seguito di numerosi studi epidemiologici, ha stabilito che la percentuale di individui vaccinati non deve essere inferiore al 95% (18). L’attuale diminuzione delle vaccinazioni che si sta registrando in Italia a seguito delle campagne allarmistiche pone a rischio il successo dell’immunità di gregge, a discapito degli individui più deboli (si pensi al recente caso verificatosi in Toscana, dove una bambina, affetta da un’immunodeficienza che le impedisce di sottoporsi alle vaccinazioni, ha dovuto cambiare scuola perché – secondo quanto riportato dalla stampa- nella sua classe meno del 60% dei bambini risultava vaccinato contro le malattie esantematiche). Ciò nonostante la Lettera aperta afferma che “il dato del 95% di copertura vaccinale è l’obiettivo prefissato dal Piano Nazionale Vaccini, non però dalla letteratura scientifica” e che “la soglia minima del 95% è totalmente ingiustificata”.

7) I firmatari della Lettera aperta sostengono che la prevenzione delle malattie (anche infettive) può essere ottenuta semplicemente attraverso “una corretta igiene di vita (alimentare, cinetica, psicologica, socioculturale, ecc.)” e non tramite le vaccinazioni di massa. In effetti, le migliorate condizioni igienico-sanitarie e dell’alimentazione hanno sicuramente avuto un impatto importante sulla diminuzione della mortalità da malattie, comprese quelle infettive, ma ad esse si deve necessariamente aggiungere l’effetto diretto che hanno avuto i vaccini, sia nel passato che ai giorni nostri. Infatti le malattie infettive si possono diffondere indipendentemente dal livello di igiene e di nutrizione di una popolazione. Se le malattie fossero scomparse per le migliorate condizioni di vita ci si dovrebbe aspettare una diminuzione graduale e sovrapponibile dei casi di malattia dovuti a diversi microrganismi, senza rapidi cambiamenti, indipendentemente dall’introduzione delle vaccinazioni specifiche, ma i dati mostrano che non è così (19, 20). Resta d’altra parte oscuro come una corretta igiene cinetica e psicologica possa contribuire alla protezione contro le malattie infettive.

La conclusione dei due documenti è che le vaccinazioni non dovrebbero essere somministrate in modo generalizzato a tutti i bambini (vaccinazioni di massa), ma che dovrebbero essere “personalizzate”, decidendo caso per caso la loro necessità. Si dovrebbe quindi andare “verso la  liberalizzazione delle vaccinazioni, lasciando ai genitori, dopo averli concretamente e correttamente informati sui pro e contro dei farmaci vaccinali, la decisione finale di accettare o meno questo trattamento”.

Tuttavia, se l’idea di informazione dei genitori che queste persone hanno è quella della disinformazione allarmistica attraverso la diffusione di panzane prive di evidenza scientifica, la strada per attuare questo suggerimento è ancora molto lunga…

Bibliografia

1) Iossifov I, O’Roak BJ, Sanders SJ, Ronemus M, et al. The contribution of de novo coding mutations to autism spectrum disorder. Nature 2014; 515: 216-221.

2) Ornoy A, Weinstein-Fudim L, Ergaz Z. Prenatal factors associated with autism spectrum disorder (ASD). Reprod Toxicol 2015; 56: 155-169.

3) Black SB, Cherry JD, Shinefield HR, et al. Apparent decreased risk of invasive bacterial disease after heterologous childhood immunization. Am J Dis Child 1991; 145:746-749.

4) Davidson M, Letson W, Ward JI, et al. DTP immunization and susceptibility to infectious diseases: is there a relationship? Am J Dis Child 1991; 145:750-754.

5) Storsaeter J, Olin P, Renemar B, et al. Mortality and morbidity from invasive bacterial infections during a clinical trial of acellular pertussis vaccines in Sweden. Pediatr Infect Dis J 1988; 7:637-645.

6) Otto S. Mahner B, Kadow I, et al. General non-specific morbidity is reduced after vaccination within the third month of life-the Greifswald study. J Infect 2000; 41:172- 175.

7) Offit PA, Quarles J, Gerber MA, Hackett CJ, Marcuse EK, Kollman TR, Gellin BG, Landry S. Addressing parents’ concerns: do multiple vaccines overwhelm or weaken the infant’s immune system? Pediatrics 2002;109:124-9.

8) Gregson AL, Edelman R. Does antigenic overload exist? The role of multiple immunizations in infants. In: Poland GA, editor. Immunology and allergy clinics of North America: Vaccines in the 21st century. Philadelphia: WB Saunder Company; 2003.

9) Schattner A. Consequence or coincidence? The occurrence, pathogenesis and significance of autoimmune manifestations after viral vaccines. Vaccine 2005; 23: 3876-3886.

10) Ciofi degli Atti ML, Tozzi AE, Salmaso S, Cerquetti M, Mastrantonio P. Sorveglianza delle malattie invasive da Haemophilus influenzae in Italia. Rapporti Istisan 1999; 99:1-50.

11) Heininger U, Klich K, Stehr K, et al. Clinical findings in Bordetella pertussis infections: results of a prospective multicenter surveillance study. Pediatrics 1997; 100: E10.

12) Farizo KM, Cochi SL, Zerr EL, et al. Epidemiological features of pertussis in the United States, 1980-1989. Clin Infect Dis 1992; 14:708-719.

13) Andrews N, Miller E, Grant A, Stowe J, Osborne V, Taylor B. Thimerosal exposure in infants and developmental disorders: a retrospective cohort study in the United Kingdom does not support a causal association. Pediatrics 2004; 114: 584-591.

14) Fombonne E , Zakarian R, Bennett A, Meng L, McLean-Heywood D. Pervasive developmental disorders in Montreal, Quebec, Canada: prevalence and links  with immunizations. Pediatrics 2006; 118(1): e139-50.

15) World Health Organization 1997. International Programme on Chemical Safety. Environmental Health Criteria No. 194, Aluminium, Geneva .

16) Giovannetti F. Vaccinazioni pediatriche: le domande difficili. 2015. http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/pdf/Le_domande_difficili_2015.pdf

17) Rashid H, Khandaker G, Booy R. Vaccination and herd immunity: what more do we know? Curr Opin Infect Dis. 2012; 25: 243-249.

18) Andre FE, Booy R, Bock HL, Clemens J, Datta SK, John TJ, Lee BW, Lolekha S, Peltola H, Ruff TA, Santosham M, Schmitt HJ.  Vaccination greatly reduces disease, disability, death and inequity worldwide. Bulletin of the World Health Organization 2008; 86: 81-160. http://www.who.int/bulletin/volumes/86/2/07-040089/en/

19) Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Impact of vaccines universally recommended for children – United States, 1990-1998.  MMWR Morb Mortal Wkly Rep. 1999; 48:243-248.

20) Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Decline in annual incidence of varicella-Selected Stases, 1990-2001. MMWR Morb Mortal Wkly Rep. 2003; 52:884-885.

Hai gradito questo post? Aiutaci con una