Grecia: la situazione della fantascienza

Rubrica di fantascienza a cura di Fantascienza.com

In questo periodo la Grecia è sulla bocca di tutti, e lo sarà probabilmente in un modo o nell’altro ancora a lungo. Quando si parla di Grecia si parla di civiltà, di cultura, di mare e di isole, o di debito pubblico. Ma non si parla quasi mai – non l’abbiamo mai fatto neppure noi di Delos, che dopotutto da un’isola greca abbiamo preso il nome – di fantascienza. Con una meritevole eccezione: la pubblicazione da parte di Kipple di un racconto di Michalis Manolios, Aethra, tradotto da Francesco Verso, in seguito ripubblicato insieme a un altro racconto dello stesso autore nell’ebook Aethra L’altra mamma da Future Fiction.

Com’è la situazione della fantascienza in Ellade? Se ne è occupata in questi giorni la rivista online Europa SF (http://scifiportal.eu/), che ha intervistato alcuni autori e un’esperta che ha studiato negli Stati Uniti, Domna Pastourmatzi.

La Grecia ha un vivace fandom e tanti lettori. Ma gli autori greci solo molto raramente sono riusciti a uscire dai loro confini, soprattutto a causa della barriera linguistica. Il mercato sembrava fiorire nei primi anni 2000, ma poi, dopo il 2009, la crisi lo ha stroncato, come ha stroncato tutta l’economia greca (ha fatto enormi danni anche all’editoria italiana, del resto). I grossi editori hanno ridotto le pubblicazioni tagliando la fantascienza, i piccoli editori sono spariti, l’unica rivista, 9, che pagava autori e traduttori ha chiuso.

Richiesta di descrivere la fantascienza greca, la Pastourmatzi fa un discorso che potrebbe essere facilmente adattato alla fantascienza italiana. La fantascienza, dice la studiosa, in Grecia è piuttosto poco considerata; è del tutto esclusa dal mondo letterario. Eppure, o forse anche a causa di questo, sebbene in Grecia fossero ben conosciuti Wells, Verne, Poe, gli scrittori greci scrivevano fantascienza ispirandosi a Maupassant, Balzac, Tolstoy o Dostoyevsky. Ambivano, insomma, a un modello di letteratura “alta” mentre l’establishment culturale non voleva saperne di prenderli neppure in considerazione.

Così capita che vengano pubblicate in inglese antologie dedicate alla letteratura fantastica greca che ospitano, anziché gli scrittori fantastici, racconti fantastici degli scrittori mainstream.

Richiesta di un elenco degli autori più importanti la Pastourmatzi cita poi una dozzina di nomi; abbiamo speso qualche minuto a cercarli tutti sul catalogo Vegetti, ma non ne abbiamo trovato nessuno. Non soddisfatti abbiamo fatto qualche ricerca direttamente sul database usando il campo “nazionalità”, senza trovare alcun autore greco. A fronte, per esempio, di oltre 100 spagnoli e una ventina di romeni.

Sembra insomma che dopo Luciano di Samosata la fantascienza greca sia praticamente sparita dai radar mondiali. Un vero peccato.

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