Abusi rituali satanici

La presente traduzione è autorizzata da Skeptoid Media, Inc. sulla base dell’articolo originale a firma di Brian Dunning, pubblicato su Skeptoid. Copyright Skeptoid Media, Inc. Si ringrazia Paolo Marco Ripamonti per la traduzione.

A sentire le accuse, sembra assurdo. Sacrifici animali, viaggi segreti in mongolfiera, reti di cunicoli sotterranei, abusi sessuali, sacrifici di neonati, rapimenti e torture, gente che vola grazie a poteri magici; eppure affermazioni di questo genere hanno direttamente portato ad indagini, processi e – in alcuni casi – condanne di decine di anni. Puntiamo il nostro sguardo scettico sugli abusi rituali satanici.

Gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso furono un tempo di rinnovato interesse popolare circa i rituali satanici. Film come L’esorcista, In corsa col Diavolo, Il presagio, The Devil Rides Out e Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York suggerivano che l’antica figura di Satana non fosse solo un nemico spirituale volto a corrompere le persone, ma una forza oscura e malefica sostanzialmente uguale a Dio e capace di garantire poteri a chi lo adorasse. Da tutto il paese (gli Stati Uniti, NdT) giungevano storie di mutilazioni animali e di bambini scomparsi, e dietro ad esse i cultisti.

Gli anni ’70 videro anche la crescita della letteratura apocalittica, come I cieli e la terra finiranno di Hal Lindsey e altri libri che suggerivano come il mondo fosse giunto all’orlo della distruzione e che, prima della fine, i seguaci di Satana avrebbero spadroneggiato con le loro attività oscure e malvagie. Padre Malachi Martin agghiacciò i suoi lettori con la storia di cinque presunti esorcismi in Ostaggi del Diavolo. Milke Warnke, auto-descrittosi come sopravvissuto a un culto satanico, narrò la propria esperienza come prete di Satana nel suo libro confessione del 1972, The Satan Seller.

Tutto era predisposto per ciò che i sociologi chiamano panico morale. Di cosa si tratta? È un fenomeno culturale in cui la gente diviene iper-attenta a una minaccia dello stauts quo, e tende a scartare logica e raziocinio per cercare protezione a tutti i costi da una minaccia percepita. Il sociologo Stanley Cohen lo descrive così nel suo Demoni popolari e panico morale:

Una condizione, un episodio, una persona o un gruppo viene ad essere definito come minaccia ad interessi e valori di una società; la sua natura viene presentata in maniera stilizzata e stereotipata dai mezzi di informazione; editori, uomini di Chiesa, politici e altri benpensanti salgono sulle barricate morali; esperti che godono di credito sociale rilasciano diagnosi e suggeriscono soluzioni; si sviluppano modi di affrontare l’evento che quindi scompare, viene nascosto, si deteriora e diventa più visibile. A volte l’oggetto del panico è nuovo, oppure si tratta di un fenomeno che esiste da tempo, ma improvvisamente si trova sotto i riflettori. (Cohen, 1972)

La paura americana degli abusi rituali satanici è solamente una piccola parte di un fenomeno molto più vasto, solitamente definito Panico Satanico. Si trattò di un periodo di intensa paura dei culti satanici tra il 1970 e i primi anni ’90. Questo episodio di Skeptoid si focalizza unicamente sull’affermazione che i culti satanici abbiano portato in questo lasso di tempo a abusi rituali e omicidi in tutti gli Stati Uniti. Un episodio futuro di Skeptoid sarà dedicato al fenomeno del Panico Satanico in toto.

Cosa sono, dunque, gli abusi rituali satanici? A volte abbreviati come ARS, si tratta della percezione che le organizzazioni dedite al culto di Satana controllassero segretamente strutture di assistenza all’infanzia e usassero la loro posizione per molestare, uccidere e torturare i bambini a loro affidati. Vi furono molte denunce e processi in quegli anni. Esamineremo alcuni di questi casi, ma prima consideriamo un paio di opere chiave, che non sono romanzi, e che furono diretti precursori della paura degli ARS.

Nel 1972, il libro di Mike Warnke, The Satan Seller, introdusse al mondo il fenomeno misterioso e mortale dei culti satanici. Warnke sosteneva di essere stato parte di uno di questi culti in California, noto come La Fratellanza Satanica, membro di una rete di associazioni guidata da una cupola di capi-setta nota come “gli Illuminati“.  Così lo storico Scott Poole:

Warnke era estremamente appetibile al suo pubblico costituito da bianchi, residenti in periferie, Carismatici e Evangelici. Le registrazioni dei suoi spettacoli divennero top-seller nel mondo della commedia Cristiana contemporanea, con oltre un milione di copie vendute nel 1991. The Satan Seller vendette più di 3 milioni di copie in 10 anni. (Poole, 2009)

In questo libro, Warnke descrive un gruppo oscuro e potente, forte di oltre 1000 membri. Racconta di sacrifici di sangue, stupri e abusi di bambini. Il successo lo portò ad essere un conferenziere e un acclamato esperto di sette sataniche.

Il secondo evento mediatico collegato all’inizio della paura degli ARS fu il libro Michelle ricorda. Scritto da Michelle Smith e dal suo terapista (e poi marito) Lawrence Pazder, descriveva la storia scioccante dei prolungati abusi sessuali e fisici che Pazder scoprì sotto forma di ricordi rimossi mentre trattava Smith. Secondo il libro, Michelle ricordò di bambini tenuti in gabbie, persone che si amputavano un dito come segno di fedeltà a Satana, sacrifici di bambini, tentativi dei cultisti di evocare Satana, e altro. Anche Michelle ricorda ebbe successo e contribuì a “preparare” l’opinione pubblica a quello che venne dopo. Pazder diventò una sorta di consulente sul satanismo, avvertendo chiunque gli prestasse attenzione dell’esistenza di un vasto e segreto culto satanico che si trovava, a suo avviso, dietro ad ogni male nel mondo.

Il processo dell’asilo McMartin

Quello dell’asilo McMartin è probabilmente il processo più famoso tra quelli avvenuti durante il periodo di paura degli ARS. La famiglia McMartin gestiva un asilo molto rispettato dalla locale comunità in California, fino quando Judy Johnson vi iscrisse il proprio figlioletto Matthew, di due anni. Dopo che il bimbo presentò alcuni episodi di irritazione rettale e difficoltà ad evacuare, la madre si convinse che fosse stato molestato sessualmente all’asilo. Si rivolse alle autorità e Matthew venne sottoposto ad esame medico da parte di personale non qualificato che suffragò i suoi sospetti. Il caso esplose nella comunità dopo che i genitori dei bambini che frequentavano l’asilo McMartin ricevettero una lettera che li invitava ad interrogare i propri figli in merito. Nel passare dei mesi, un bizzarro ciclo di feedback di accuse, interrogazioni coercitive, pettegolezzi e totale mancanza di scetticismo alzarono sempre di più il livello di paranoia della comunità. Sembra che l’ultimo elemento che portò un processo molto pubblicizzato contro le insegnanti McMartin fu un’incombente elezione. Judy Johnson continuò a fare accuse sempre più strane. Il dottor Lawrence Pazder, del caso Michelle ricorda, venne coinvolto e suffragò l’ipotesi che non si trattasse unicamente di molteplici casi di abuso infantile, ma che questi fossero motivati e gestiti da un culto satanico segreto. Johnson, parlando a nome del proprio figlio, raccontò come questi avesse visto persone della setta volare, uccidere bambini, fare giri in mongolfiera e che esistesse una rete di tunnel e ferrovie sotterranee per trasportare le vittime ai luoghi rituali.

Il processo alle maestre dell’asilo McMartin fu, a quell’epoca, il più costoso della storia statunitense. Durò sette anni, per un costo complessivo di 15 milioni di dollari. Gli imputati passeranno anni in carcere, alcuni senza essere mai stati formalmente accusati. Le cauzioni vennero fissate in milioni di dollari.

Alla fine si concluse che non vi erano prove sufficienti per emettere alcuna condanna. Non solo, le principali prove a carico erano date da testimonianze di bambini interrogati con tecniche molto dubbie, usando domande suggestive e bambole anatomiche. Le accuse di Judy Johnson si fecero via via più bizzarre e alla fine questa ebbe un crollo e le fu diagnosticata una schizofrenia paranoide. Il fatto che la principale accusatrice si rivelasse affetta da problemi mentali e la sua morte legata all’alcolismo non rallentò minimamente la vagonata di storie dei mass media. Molte vite furono danneggiate irreparabilmente, amicizie vennero distrutte e un’intera comunità implose quando i vicini iniziarono ad accusarsi a vicenda. Milioni di soldi pubblici vennero sprecati processando persone per fatti che non si erano mai verificati. Nacque anche un gruppo, Believe the Children, la cui missione era quella di far si che le storie di questi bambini fossero ritenute vere anche in assenza di prove a sostegno.

Il processo all’asilo Oak Hill

Nel 1991 un altro asilo venne coinvolto in accuse di ARS, questa volta nella cittadina di Oak Hill, Texas, vicino ad Austin. In questo caso le accuse emersero durante alcune sedute terapeutiche con un bambino di 3 anni affetto da disordini comportamentali durante il divorzio dei genitori. Le accuse colpirono la famiglia Keller che gestiva l’asilo e, quando la storia emerse, i genitori iniziarono ad interrogare i propri figli. Il processo di indagine venne condotto secondo i suggerimenti del gruppo Believe the Children. Ci furono storie su come i Keller avessero ucciso animali domestici e, addirittura, un bambino. Si disse che i bambini venissero trasportati in elicottero o aereo in Messico, dove sarebbero stati abusati dai militari, e quindi riportati indietro all’asilo in tempo perché i genitori venissero a prenderli. Un medico legale ritenne di aver individuato tracce di abusi sessuali, ma alcuni anni dopo venne scoperto che si trattava di normali variazioni fisiologiche nel corpo di un bambino.

I Keller vennero condannati a 48 anni di reclusione ciascuno. Non vi erano prove di abusi, solamente testimonianze ottenute con dubbie tecniche d’interrogatorio. I Keller restarono in prigione fino alla fine del 2013.

Abusi rituali nella Contea di Thurston (Paul Ingram)

Nel 1983, Paul Ingram – politico e membro del dipartimento di polizia locale – venne accusato da sua figlia di ARS. Ingram era un Pentecostale e credeva nell’idea che Satana potesse averlo controllato, ma oltre a lui anche altri membri del suo dipartimento vennero accusati di atti altamente improbabili.

Le accuse vennero mosse da Ericka, la figlia di Ingram, in seguito a un ritiro spirituale. Paul non ricordava di aver commesso alcun abuso, ma credeva nell’onestà della sua bambina. Gli investigatori cercarono di spingerlo a visualizzare i fatti e a cercare di ricordare se avesse abusato dei propri figli e, alla fine, ce la fece, costruendo memorie dei fatti presunti.

Durante gli interrogatori avrebbe detto cose come “Vedo questo” oppure “Mi sento come se stessi guardando un film”, ma i capi di imputazione si basarono proprio si questi ricordi appena emersi. Sua figlia sostenne di essere stata stuprata in oltre 800 riti satanici. Venne accusato di essere membro di una setta che avrebbe ucciso almeno 25 bambini. Con le indagini ancora in corso, Paul venne rinchiuso per mesi in una cella le cui luci non vennero mai spente e gli venne fatta pressione affinché scrivesse ulteriori ricordi. Non emerse mai alcuna prova fisica, nonostante i presunti ripetuti abusi e, alla fine, Paul venne condannato a 20 anni di carcere per fatti che probabilmente non erano mai successi. Scontò l’intera pena e venne scarcerato nel 2003.

Problemi rigurdo ai casi di abuso rituale satanico

Come discusso nella puntata numero 446 di Skeptoid, la memoria non è un registratore affidabile, contrariamente a quanto comunemente si pensi. La memoria è malleabile e l’atto del ricordare e ripensare a quanto abbiamo visto, o sentito, o capito da racconti altrui, va a modificare i nostri ricordi. Negli adulti, come nei bambini che, nei casi visti finora, venivano spinti a rievocare dei ricordi rimossi, o meglio dei ricordi che gli venivano detti esistere ed essere stati rimossi. Figure autorevoli  si complimentavano con loro quando ricordavano qualcosa, mentre non dicevano assolutamente nulla quando affermavano che non era successo nulla. Venivano sottoposti a domande condizionanti, gli era permesso di discutere con altri bambini che erano stati sottoposti ad interrogatori simili e gli veniva fatta pressione affinché raccontassero certi fatti. I lavori di ricerca sulla memoria, come quelli di Elizabeth Loftus, hanno dimostrato come i falsi ricordi non solo siano comuni, ma circa il 90% della popolazione possa essere indotto a credere a falsi ricordi sul proprio vissuto quando una terza persona afferma di avervi assistito personalmente.

Sia nel caso McMartin che in quello di Oak Hill, parte del problema fu che accuse infondate vennero rinforzate dall’errata interpretazione medica fatta da periti inesperti. In entrambi i casi i periti, dopo aver acquisito la giusta esperienza, realizzarono come avessero esaminato dei bambini perfettamente normali che non avevano affatto subito violenze sessuali. Bambini di quell’età avrebbero dovuto rimanere seriamente feriti, o uccisi, dal tipo di violenze di cui gli imputati erano accusati. Non ci sarebbe stata nessuna ambiguità in merito. Sfortunatamente per le persone arrestate, il sistema legale non è rapido nell’ammettere un’erronea carcerazione.

Con lo svilupparsi delle bizzarre accuse di abusi nelle comunità coinvolte, nessuna voce della ragione si fece sentire per controbilanciare l’isteria. Le buone intenzioni di gruppi come Believe the Children causarono una completa credulità da parte dei genitori che cercavano unicamente di proteggere i propri figli e da parte della comunità stessa. Escluso ogni approccio razionale, insinuazioni, dicerie e l’immaginazione dei bambini vennero prese per buone dalle persone in grado di arrestare i presunti criminali.

Mentre i sociologi possono definire questo fenomeno come panico morale, capite bene che nei fatti si tratta di una caccia alle streghe (sia in senso figurato, che letterale), e che in una caccia alle streghe l’unica preoccupazione è di trovarle – non di stabilire se esistano davvero. È probabile che alcune persone eccedettero in prudenza, assumendo che quelle parti dei racconti dei bambini totalmente implausibili potessero essere ignorate ma che, comunque, si fossero verificati degli abusi. Chiaramente, altri genitori credettero (e alcuni ancora ne sono convinti) che un colossale culto satanico sia all’opera, ancora al giorno d’oggi.

Il ruolo dei mezzi di informazione nei casi di ARS

Durante il panico satanico si assistette a un costante incremento della copertura mediatica sui casi collegati a culti satanici. Geraldo Rivera produsse diversi special televisivi, coinvolgendo esperti come Ozzy Ozbourne e Lawrence Pazder. Il suo speciale del 1998 sui rituali satanici fu il documentario televisivo più apprezzato, all’epoca della messa in onda. In seguito produsse altri show di successo, fino a quando prese le distanze da gruppi come Believe The Children e ammise di essersi sbagliato riguardo alla portata e al potere dei culti satanici. Fu un notevole cambiamento rispetto a quando affermava che ci fossero oltre un milione di satinati all’opera in segreto in tutto il paese. Rivera non era certamente da solo. Satana era un “ospite fisso” ai talk show di quell’epoca e vi fu scarso dibattito perché molte persone trovavano che l’argomento fosse interessante, anche quando non ci credevano.

Conseguenze e sviluppi

La paura degli ARS fu certamente un incubo per presunte vittime e presunti perpetratori. La comunità sprecò denaro pubblico per combattere immaginarie streghe, molti bambini vennero traumatizzati da interrogatori ripetuti e un’infinità di ore lavoro di polizia e volontari furono spesi invano cercando inesistenti carcasse di animali, cadaveri di bambini e gallerie segrete. Innocenti furono incarcerati per decine di anni. Famiglie distrutte. Fondi pensioni gettati in cause da parte delle ipotetiche vittime che immaginavano di essere state stuprate in rituali satanici, ricordi portati alla luce in sedute terapeutiche di validità molto dubbia.

E il caso originale? Le fantastiche storie narrate in Michelle ricorda e The Satan Seller?

Lawrence Pazder, marito di Michelle Smith, divenne un consulente sull’occulto. Fu pubblicamente coinvolto nei principali processi contro gli ARS e venne frequentemente ospitato in trasmissioni televisive. Nel 1990 il giornale conservatore britannico The Mail on Sunday pubblicò un articolo che smentiva gran parte delle accuse riportate dal libro e metteva in dubbio le rimanenti. Altri ricercatori iniziarono a scavare ed intervistarono amici e parenti, svelando che, come ci si aspettava, il libro sembra essere il risultato degli sforzi di Pazder di impiantare ricordi nella narrativa di Michelle –  sino a farle “ricordare” e credere a storie fantastiche che, semplicemente, non possono essere veramente accadute.

I racconti di fantasia di Mike Warnke iniziarono a cadere a pezzi non appena vennero sottoposti a un minimo di analisi. Non vi erano prove di un culto satanico, l’evolversi dei fatti che aveva raccontato venne investigato e apparve chiaro come questi avesse mentito ed inventato gran parte della storia. Aveva creato un bel giro d’affari in conferenze, vagando tra innumerevoli chiese per raccontare la storia della sua fuga da un culto satanico e facendo cabaret di stampo cristiano. Il reddito di Warnke nel 1992 ammontava a centinaia di migliaia di dollari l’anno, quando la rivista Cornerstone pubblicò i risultati della propria indagine circa le sue affermazioni. Le accuse di frode devastarono la carriera di Warnke come comico e conferenziere dell’occulto; nonostante ciò, continua a sostenere di aver narrato gli eventi esattamente come accaddero, nonostante le evidenti inconsistenze tra il suo libro e la realtà.

È possible che gran parte del dolore, angoscia, disperazione e spese che vennero causati dai casi di ARS avrebbero potuto essere evitati se solo, ad un certo punto della catena degli eventi, qualcuno fosse riuscito ad essere, anche solo un poco, scettico.

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