I Segnalibri 53 – Leggende metropolitane, religione e scienza, peer review, cura Di Bella, sfortuna

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Un interessante articolo della BBC analizza il fenomeno di SlenderMan, lo spettro che si aggira su Internet senza essere legato ad alcuna leggenda metropolitana o storia specifica: un affascinante fenomeno che ci dice molto su come la Rete e il villaggio globale stiano cambiando anche le forme narrative archetipiche.

I numerosi errori commessi nel corso degli anni anche dalle riviste scientifiche più accreditate e con i più alti Impact Factor ha fatto da più parti dubitare della validità del sistema di peer review. Tuttavia, una recente analisi condotta da tre ricercatori ha messo in luce come, nonostante il margine di migliorabilità, la peer review continui ad essere un processo valido ed efficace.

Un’altra indagine condotta invece in USA mostra come le persone con un forte credo religioso siano disposte ad accettare le evidenze scientifiche, purché queste non contraddicano i principi basilari della loro fede: una forma di cherry picking che probabilmente potrebbe essere riscontrata in molte altre categorie di persone.

L’AIRC torna a fare il punto sul metodo Di Bella, spiegando ancora una volta come non esistano prove scientifiche della sua validità nella cura per il cancro.

Sempre in materia di cancro, la rivista Science sembra prendere le distanze dallo studio pubblicato qualche settimana fa, secondo il quale la casualità riveste il ruolo centrale nelle possibilità di contrarre o meno il cancro (ne abbiamo parlato qui): in una sola giornata sono state pubblicate infatti 5 lettere che lo mettono fortemente in discussione e anche l’autrice dell’articolo col quale veniva presentato ha dovuto chiarire alcuni aspetti.

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