I Segnalibri Speciali – Giornata della Memoria 2015

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Quest’anno la Giornata della Memoria ricorda anche i 70 anni dall’apertura dei cancelli di Auschwitz e della prima presa di consapevolezza di quanto era accaduto nei campi di sterminio.

Nonostante le prove, il negazionismo dell’Olocausto continua a diffondersi. Ma come nasce e si sviluppa una corrente di pensiero volta a negare lo sterminio di intere popolazioni in nome del concetto di “razza”? Qui un articolo che prova a farne un quadro complessivo.

L’Olocausto fu alimentato anche dalle teorie pseudoscientifiche che sostenevano il razzismo: nel 2008, a settant’anni dal famigerato “Manifesto della razza” e dall’emanazione delle leggi razziali, alcuni importanti scienziati italiani hanno voluto pubblicare un “Manifesto degli scienziati antirazzisti“.

Il nipote di Rudolf Hoess (primo direttore del campo di concentramento di Auschwitz) si dedica a tempo pieno a combattere il razzismo e il negazionismo dell’Olocausto, come spiega in questa interessante intervista.

Il dibattito sull’opportunità di proibire il negazionismo attraverso norme giuridiche dedicate è molto acceso, dato che si scontrano libertà di espressione e lotta al razzismo e all’antisemitismo: in alcuni Paesi, come l’Austria e la Germania, negare la Shoah è un reato; in altri, come la Francia, lo è negare qualsiasi genocidio; in altri ancora, come il Regno Unito e l’Italia, non ci sono leggi specifiche contro il negazionismo.

In ogni caso, un luogo che andrebbe visitato almeno una volta è la casa di Amsterdam che per tre anni fu “l’alloggio segreto” di Anne Frank e della sua famiglia. Il nascondiglio è rimasto vuoto come lo lasciarono i tedeschi dopo aver prelevato e deportato gli inquilini; così ha voluto il padre di Anne, Otto, l’unico sopravvissuto. I negazionisti hanno sostenuto che anche il diario sarebbe un falso storico, adducendo le più svariate motivazioni, ma le indagini tecnico-scientifiche che sono state condotte sulle pagine non hanno rilevato alcuna anomalia. Qui qualche informazione sull’opera.

Auschwitz

In questa foto, il campo di Auschwitz ripreso in una fotografia aerea del 1944. Il fumo sulla sinistra viene dalle fosse in cui venivano bruciati i cadaveri degli ebrei uccisi nelle camere a gas. (fonte: www.corriere.it)

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