I Segnalibri 47 – Omeopatia, giornalismo, Scientology e Alcatraz

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A tirare le somme, come si fa ogni anno di questa stagione, sembra proprio che il 2014 non sia stato una buona annata per l’omeopatia: fra cause perse in tribunale, qualche problemino con Wikipedia, Servizi Sanitari Nazionali che rifiutano ulteriori sostegni economici e una netta diminuzione di pazienti che vi ricorrono. pare che il grande successo dell’acqua zuccherata cominci ad incrinarsi. Finalmente, aggiungeremmo noi.

Meno buone, invece, le notizie sul fronte del rapporto scienza-giornalismo: una ricerca dell’Università di Cardiff pubblicata sul British Medical Journal ha infatti mostrato come, spesso, l’eccessiva enfasi nella comunicazione delle notizie scientifiche, che comporta anche un’errata percezione dei risultati riportati, non sia del tutto imputabile alla mancata preparazione dei giornalisti, ma si origini invece negli stessi comunicati stampa delle associazioni e dei laboratori, che cercano, in questo modo, di attirare la maggiore attenzione possibile sui propri studi.

Una notizia che esula dai meri confini politici e richiederebbe invece una ulteriore riflessione anche sociale: quanto è lecito che le proprie convinzioni religiose influenzino l’operato che riguarda tutti i cittadini? E’ una risposta che si rende ancora più necessaria quando tali convinzioni sono riconducibili a dottrine controverse e discutibili, come Scientology.

Per finire, un interessante studio su uno dei casi criminali più affascinanti di sempre: nel 1962, tre detenuti evasero da Alcatraz, la fortezza da cui nessuno è mai riuscito a fuggire, e di loro non si è mai saputo più niente. La teoria più accreditata è  che siano morti nel tentativo di attraversare le gelide acque della baia di San Francisco, ma un recente studio dimostrerebbe invece che, a certe condizioni, avrebbero potuto farcela.

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