Telepatia? No, tecnologia

Articolo di Sergio Della Sala, presidente del CICAP.

Qualche tempo fa avrete letto sui giornali che la telepatia esiste. Ed è stata dimostrata da un esperimento scientifico.

Ma lo studio in questione, pubblicato sulla rivista online Plos One da un gruppo interdisciplinare, non dimostra la telepatia, non ne parla nemmeno. Si tratta invece di un interessantissimo esperimento che dimostra una trasmissione cosiddetta brain-to-brain (da cervello a cervello) mediata da alta tecnologia, ma non da un passaggio diretto attraverso i sensi. I passaggi, riassunti nella figura degli autori, sono complessi.

Ad un partecipante allo studio, che si trovava in India, è stato chiesto di concentrarsi su una parola (fra le altre, la parola “ciao”, in italiano) mentre era connesso ad un elettroencefalogramma. Le onde risultanti sono state compresse e trasferite via internet in Francia, dove un’interfaccia computer-cervello le ha tradotte in segnali leggibili da un’altra macchina, la TMS dalle iniziali inglesi, cioé una stimolazione magnetica transcranica, che ne ha trasmesso gli impulsi al cervello di una persona ricevente. Questi segnali sono stati trasformati in una specie di codice Morse visivo, che con una probabilità superiore al caso, il ricevente ha potuto identificare con la parola “ciao”.

Un esperimento importante, e che potrebbe aprire strade nuove di comunicazione, ma che, come potete capire, nulla ha a che vedere con la telepatia come s’intende nel linguaggio corrente, nei film di fantascienza, nel linguaggio della pseudoscienza, e nei titoli dei quotidiani italiani. Cioé un passaggio da cervello a cervello senza intermediazione sensoriale o meccanica. Del resto perfino Spock, il Vulcanoide di Star Trek, aveva bisogno di toccare gli individui per carpirne il pensiero.

Se volete, potete ascoltare una breve intervista sull’argomento, sul postcast della trasmissione di Radio 1 “Restate Scomodi” di venerdì 19 settembre (podcast dal minuto 57).

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