Vedere Gesù in un toast è perfettamente normale

Gesù tostato

L’articolo Seeing Jesus in toast: Neural and behavioral correlates of face pareidolia di Kang Lee dell’University of Toronto insieme ai suoi colleghi dell’Institute of Automation Chinese Academy of Sciences di Pechino ha appena vinto il premio Ig Nobel 2014, nella categoria “Neuroscienze”. Questi premi, organizzati da Improbable Research, vengono ogni anno attribuiti a lavori scientifici che “prima ci fanno ridere, e poi ci fanno pensare”.

L’articolo, pubblicato in Cortex l’aprile scorso dimostra che è molto frequente credere di riconoscere volti in oggetti, macchie, e profili. Questo fenomeno si chiama pareidolia (si veda l’articolo John Travolta è commestibile? nel n. 12 di Query). Succede perché il nostro cervello è predisposto a riconoscere volti, tanto che anche una pur minima sembianza di caratteristiche facciali ci fa interpretare come faccia, spesso conosciuta, una qualsiasi conformazione. E se vediamo un volto, una particolare area della parte destra del nostro cervello, chiamata Giro Fusiforme (o popolarmente Area delle Facce), si attiva.

Il Dr. Lee e i suoi colleghi hanno indotto pareidolia in volontari sani che si sono prestati all’esperimento e ne hanno studiato, per mezzo di neuroimmagini funzionali, la risposta cerebrale, cioè cosa succede nel nostro cervello quando crediamo di vedere un volto. I ricercatori hanno mostrato delle facce chiaramente distinguibili (come in figura a), o poco riconoscibili (figura b), delle lettere chiaramente riconoscibili (come in figura c) o poco riconoscibili (d), o immagini che non contenevano nulla, come una TV che non funziona (figura e), oltre a immagini di controllo (f).

studio pareidolia

La manipolazione sperimentale di questo esperimento intrigante consisteva nel fatto che durante la presentazione delle immagini prive di significato (solo puntini in scala di grigio), i ricercatori dicevano ai partecipanti che in metà di essi erano nascoste delle facce o delle lettere. Quando le persone credevano di vedere una faccia, che non c’era, l’Area delle Facce del loro cervello si attivava. Questo studio dimostra che nel nostro cervello c’è un’area non solo selettivamente deputata al riconoscimento di volti reali, ma che “vede” volti ovunque. Cioè se solo pensiamo che ci possa essere una faccia, il nostro cervello legge quell’immagine come fosse una faccia. Quindi vedere facce dove non ci sono è un fenomeno normale. Ricordiamocene quando leggiamo la prossima notizia dell’ennesima improbabile apparizione di Padre Pio su un qualche muro scrostato. Non facciamoci però troppi scrupoli di sognare guardando le nuvole!

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