Un manuale per l’investigatore scettico

I ferri del mistero

I ferri del mistero
Andrea Ferrero – Stefano Bagnasco
Quaderni del CICAP, 2014
220 pp.
€ 14,90

Calarsi nei panni di Sherlock Holmes per indagare, con gli strumenti della ragione, insondabili misteri e fenomeni inspiegabili… Chi non sarebbe allettato dalla prospettiva, non fosse altro, per emulare le gesta di uno dei tanti investigatori della letteratura e del cinema? Ma l’indagine del mistero e della pseudoscienza è davvero questione di ingegno sopraffino e improvvisazione? Assolutamente no, stando a quello che sostengono i due autori di questa interessante monografia, che arricchisce di un contributo che spicca per ricchezza e rigore metodologico la collana dei Quaderni del CICAP, prendendo le mosse da due delle rubriche cardine di Query: “Toolbox” e “L’Arrotino di Occam”. Andrea Ferrero – ingegnere e responsabile della Formazione del CICAP – e Stefano Bagnasco – fisico e membro del gruppo Sperimentazioni del CICAP – dimostrano infatti con quest’opera che alla base dell’indagine di ogni fenomeno, in particolar modo di quelli che sembrano contravvenire alle leggi della natura, vi deve essere una solidissima preparazione teorica di base, che consenta innanzitutto di capire come affrontare la questione in maniera corretta. Perché è da questa fase preparatoria che dipende l’esito dell’indagine: premesse scorrette generano, infatti, conclusioni approssimative o completamente erronee.

Da questo punto di vista, l’ultima fatica di Bagnasco-Ferrero si presenta come un vero manuale di lavoro e, soprattutto, di metodo.

Gli autori entrano subito nel vivo del discorso spiegando quali sono le regole per strutturare un esperimento in maniera corretta, soffermandosi sull’importanza del gruppo di controllo, sulla valutazione della significatività dei risultati, ma anche sulla sensibilità e la specificità di un test, che consentono di minimizzare il fenomeno dei falsi positivi e dei falsi negativi. Le altre sezioni esaminano i caratteri della letteratura scientifica (la peer review e i suoi limiti, l’impatto, i problemi connessi con le riviste open access etc.); i principi fondamentali dell’indagine scettica (onere della prova e rasoio di Occam) e il rapporto tra lo scettico e il pubblico cui si rivolge la sua indagine.

Particolarmente interessante sul piano metodologico risulta la parte dedicata alla demarcazione tra scienza e pseudoscienza, nella quale il lettore viene pregevolmente accompagnato nella comprensione di una questione di grande complessità, alla luce delle diverse visioni proposte dalla filosofia della scienza.

Che cosa resterà al lettore che volterà l’ultima pagina? Sicuramente un cassetto degli attrezzi più fornito degli strumenti dell’indagine razionale.

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