I segnalibri 39 – Complotti ovunque, supercomputer umani, Hobbit cinesi, identità personale

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Un bell’articolo di Jesse Walker Slate ripreso dal Post analizza gli studi effettuati negli anni sulle teorie complottiste, giungendo a una sorprendente conclusione: è difficile trovare qualcuno che non creda in alcun modo a cospirazioni e spiegazioni alternative, e le ricerche condotte finora non sono ancora riuscite a dare un quadro davvero esaustivo del fenomeno.

Numerosissime testate nazionali e straniere hanno ripreso il comunicato dell’Università di Reading che riporta i risultati di una nuova sessione del “Test di Turing”: un computer ha simulato così credibilmente una conversazione che l’interlocutore dall’altra parte non è stato in grado di distinguerlo da un essere umano. In poche parole, i titoli dei giornali hanno annunciato l’avvento di una super-intelligenza artificiale che sta abbattendo i confini fra macchina e uomo. Ma è andata esattamente così? Forse non del tutto.

Per un attimo, si è avuto il sospetto che la Terra di Mezzo non si trovi in Nuova Zelanda, ma in Cina, dove alcuni escursionisti hanno avvistato e fotografato – con immagini piuttosto nitide e chiare, a differenza di quanto avviene di solito – una creatura umanoide che, secondo il giornalista, somigliava a Gollum (in redazione pensiamo ricordi di più Dobby, l’elfo domestico di Harry Potter). La notizia, lanciata dal Telegraph, è stata smentita poco dopo da Gollum stesso: a quanto pare, si trattava di un attore impegnato sul set di un film di fantascienza, che ha spiegato dettagliatamente che cosa facesse così nascosto.

Una serie di sondaggi condotti negli ultimi tempi e riportati da IFLscience hanno messo in risalto un dato significativo: non importa quanto approfonditamente si conosca la scienza, nella maggior parte dei casi le opinioni personali si baseranno più sulle proprie convinzioni, attitudini e caratteristiche che sui dati scientifici.

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