Com’è facile credere ai complotti…

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Rivelazioni. Il libro dei segreti e dei complotti
Massimo Polidoro
Piemme, 2014
pp. 364
€ 17

I potenti non ci dicono tutta la verità, anzi è indubbio che di quello che conta davvero non raccogliamo che le briciole, mentre i fini ultimi sono chiusi a tripla mandata dietro porte che non si apriranno mai. Certo, ogni tanto qualcosa trapela comunque, e queste verità a lungo taciute sono così sconvolgenti da spingerci a scavare ulteriormente per portare alla luce l’intera storia, in barba ai “poteri forti”.

Se questa è la tua Weltanschauung, se immagini a ogni piè sospinto trame occulte e cospirazioni (dal latino conspirare, etimologicamente “respirare, soffiare insieme”) probabilmente hai fatto indigestione di teorie del complotto e faresti meglio a rivedere le tue fonti, trasmissioni televisive, libri o siti internet che siano. In quest’opera di decostruzione di pregiudizi e costruzione di nuove certezze basate sull’evidenza e la razionalità, potrà essere di valido ausilio il nuovo saggio di Massimo Polidoro, celebre “cacciatore” scettico di misteri.

L’aspetto più interessante in questa nuova opera di Polidoro sta nel fatto che non si tratta solo di un (comunque interessante) catalogo di avvenimenti e personaggi misteriosi, bensì anche di un compendio degli studi sul complottismo, che indaga ed espone le ragioni della diffusione di quest’atteggiamento paranoide nell’opinione pubblica. Veniamo, così, a sapere che la tendenza a vedere complotti non è una novità dei nostri tempi, ma è l’onnipresente conseguenza di una caratteristica della psiche umana, per la quale immaginare l’esistenza di una cospirazione è un modo tutto sommato semplice per risolvere quella che tecnicamente si chiama “dissonanza cognitiva”, ovvero il senso di disagio che si prova quando convivono in noi idee che percepiamo come contraddittorie. Come sottolinea Polidoro, la conseguenza più grave di questo atteggiamento è una generale deresponsabilizzazione: se crediamo che tutto sia in mano a loschi figuri e a potenze che agiscono nell’ombra, finiremo col considerare inutile impegnarci per cambiare una situazione di fronte alla quale ci sentiamo impotenti. Di qui un pericoloso disinteresse per la politica e l’impegno sociale.

In quest’ottica, i capitoli che prendono in esame le più note teorie del complotto acquisiscono un valore che va ben oltre la semplice aneddotica e la curiosità storica finalizzata al piacere della lettura, diventando altrettanti paradigmi che il lettore potrà applicare a contesti simili.

Muovendosi tra enigmatiche morti di personaggi famosi, leggendarie sette e rapimenti alieni ci si lascerà trasportare da pagine dalle quali è difficile staccarsi, ma l’effetto collaterale – certo non spiacevole – sarà un affinamento della capacità di porsi di fronte a una questione con atteggiamento razionale, sgomberando il campo dalle fallacie logiche e dagli errori procedurali più comuni.

Nulla vieta di unire l’utile all’interessante, sosteneva Manzoni. Il suo conterraneo Polidoro, come dimostrano le sue opere, sembra essere dello stesso avviso.

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