Continuum e Apple, relazioni pericolose

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A chi non conosce la serie Continuum non possiamo fare a meno di raccomandarla. Senza fare spoiler, diciamo brevemente che la serie racconta di una poliziotta del futuro che torna indietro nel tempo di circa sessant’anni dando la caccia a un gruppo di terroristi della sua epoca. Buoni, cattivi, tutto semplice? Tutt’altro. Perché il futuro da cui proviene Keira Cameron — interpretata da Rachel Nichols — è un futuro in cui i governi non esistono più e le corporation hanno preso il potere, e non esitano a usarlo senza scrupoli per raggiungere i propri scopi. I terroristi si battono contro questo regime, ma sono a loro volta difficilmente classificabili tra i buoni, visti i metodi che adoperano, che includono la violenza e attentati sanguinari.

A parte qualche breve scena, la maggior parte della storia si svolge però nel presente, dove la Cameron collabora con la polizia dando la caccia ai terroristi, che cercano di modificare il corso del tempo per distruggere alla base il regime futuro da cui provengono. È interessante quindi l’analisi che viene fatta nella serie della società attuale come prima fase di una tendenza che ci porterà a un futuro tutt’altro che auspicabile. Le aziende chiamate in causa sono di fantasia, ma hanno nomi talvolta tutt’altro che oscuri, come la “Sonmanto”, che richiama in modo piuttosto evidente la Monsanto.

Nella terza stagione Apple ha stretto un accordo di product placement con la produzione della serie, per cui tutti i computer e i telefoni utilizzati (solo dai buoni o quantomeno non dai più cattivi) che si vedono sullo schermo sono Apple.

Ma c’è una connessione più particolare tra Continuum e Apple che forse non compare su nessun contratto ed è certamente molto più interessante. Uno dei protagonisti della serie, Alec Sadler (interpretato da Erik Knudsen), è un adolescente geniale, che nel futuro da cui proviene Keira è a capo di una corporation di informatica da lui creata. Ragazzo problematico, adottato, rapporti difficili con la famiglia, ma grande intelligenza e visione; ovviamente, il modello richiama il giovane Steve Jobs, anche se il fenotipo è del tutto diverso.

La grande impresa in cui si lancia Sadler nella terza stagione, e qui viene il bello, è la progettazione di un braccialetto in grado di tenere sotto controllo la salute di chi lo indossa, monitorando e persino curando tutta una serie di problemi. Il braccialetto è stato inventato da lui stesso, ma non nel presente, nel futuro: è basato su tecnologia più avanti di decenni rispetto a quella odierna, ma il giovane Sadler è riuscito a metterci le mani sopra e a fare il reverse engineering della sua invenzione futura.

Cosa c’entra questo con Apple? A inizio giugno Apple ha annunciato la nuova versione del suo sistema operativo per dispositivi mobili, iOS 8. Tra le funzioni di iOS 8 c’è HealthKit, una serie di funzioni pensate per tenere sotto controllo salute e fitness. Secondo alcune voci i nuovi dispositivi in arrivo saranno provvisti di specifici sensori per monitorare pressione e altri valori critici. E tra i nuovi dispositivi in arrivo, come molti sanno, c’è anche iWatch, il dispositivo da polso. Un braccialetto, insomma.

Il dispositivo inventato da Sadler nella serie tv si chiama Halo, termine che viene spesso usato quando si parla dell'”Halo Effect” di alcuni prodotti Apple, che fa sì che il successo di singoli prodotti come iPod o iPhone traini tutti gli altri prodotti Apple. Per concludere la carrellata, nell’ultimo episodio della stagione Sadler tiene un keynote, ovvero una presentazione del prodotto, replica perfetta dei famosi keynote di Steve Jobs.

A parte il fatto che di questo dispositivo si comincia a parlare nei primi episodi della stagione, ben prima quindi che Apple annunciasse il suo HealthKit o lo stesso iWatch (che peraltro non ha neppure ancora annunciato), e sappiamo bene come Apple non tolleri le anticipazioni incontrollate, la cosa interessante resta comunque che, nella consueta ambivalenza della serie, anche Halo non è visto come un prodotto positivo, o almeno non del tutto. Causa dipendenza (uno dei personaggi della serie è soggetto a crisi di astinenza) e può essere utilizzato per manipolare le emozioni di chi lo indossa, per esempio per sedare una rivolta oppure per compiere un atto terroristico distribuendo il puro terrore senza neppure bisogno di un attentato, ma solo inviando il comando di immettere nell’organismo il suo equivalente biochimico.

Alla Apple avranno valutato questi aspetti? Ne saranno stati messi al corrente o la produzione avrà giocato sulle ambiguità della sceneggiatura senza farsi troppi problemi — come del resto capita nelle serie canadesi, a differenza di quelle americane? Siamo davvero curiosi, a questo punto, di scoprire se nella prossima quarta stagione la polizia di Toronto userà ancora iMac o se sarà tornata ai soliti aggeggi Windows…

Silvio Sosio

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