Dal Giappone con furore: il cerotto che sconfigge le tossine con la forza del bambù

cerotti detox

Da qualche anno sono comparsi sul mercato occidentale, commercializzati da diverse aziende, cerotti disintossicanti a base di aceto di bambù, di origine giapponese. Trattasi di cerotti adesivi da apporre principalmente sui piedi e preferibilmente durante la notte per ottenere un effetto disintossicante e rivitalizzante su tutto il corpo. La pubblicità afferma che il loro progressivo scurirsi a contatto della pelle sarebbe proprio la prova della avvenuta rimozione delle tossine dal nostro organismo.

Il contenuto dichiarato di questa tipologia di cerotti può comprendere molte sostanze, tra cui principalmente aceto di bambù, tormalina, destrine, foglie polverizzate, chitosano e vitamina C. L’aceto di bambù, o acido pirolegnoso, è il liquido di condensazione ottenibile nella preparazione del carbone di bambù, o del legno in genere. E’ composto da oltre 200 sostanze organiche, tra cui soprattutto acqua, acido acetico, acetone e metanolo, e sul piede può avere una leggera azione antiodorante e antibatterica.

Nel 2008, la giornalista scientifica Sarah Varney si propose di testare la validità di questo tipo di prodotto e di divulgare i risultati alla stazione radiofonica KQED di San Francisco, per cui lavorava.

Acquistata una confezione di cerotti dell’azienda giapponese Kinoki, lei e suo marito li applicarono ai piedi secondo le istruzioni prima di andare a dormire. Al mattino, i cerotti si erano effettivamente scuriti e avevano un cattivo odore, segno apparente della loro efficacia. Una volta fatti analizzare da un laboratorio, però, si scoprì che la composizione chimica di quelli usati era praticamente la stessa di quelli nuovi, e che in particolare non vi era nessuna diversità per quanto riguardava la presenza di metalli pesanti o di altre comuni tossine.

Non solo. Si scoprì che per far annerire il cerotto era sufficiente esporlo alla umidità. A riprova di questo, l’intensità dell’imbrunimento era proporzionale al tempo di contatto tra il cerotto e il piede, e dunque al suo sudore. Secondo l’azienda produttrice, il colore scuro ottenibile si sarebbe dovuto schiarire col procedere delle applicazioni per la diminuita quantità di tossine estraibili dal corpo, sempre più purificato dal trattamento stesso; ma questa previsione fu disattesa.

Il prodotto non è pertanto efficace, se non per un suo eventuale effetto placebo.

Il risultato non è sorprendente, in quanto la pelle non è una membrana facilmente permeabile: in condizioni normali, le sostanze poste sulla superficie del piede (caratterizzato tra l’altro da pelle più spessa rispetto a altre parti del corpo) e quelle in circolo nel sangue non fluiscono liberamente da una parte all’altra. Nel corpo umano, le tossine vengono normalmente espulse attraverso feci e urine in seguito all’azione congiunta di fegato e reni, e la pelle riveste solo un ruolo marginale in questo processo.

Secondo altri sostenitori di questo tipo di cerotti, la loro efficacia reale non sarebbe in realtà attribuibile al loro diretto assorbimento di tossine, quanto alla loro azione di stimolazione di fegato e reni, qualora opportunamente posizionati sulla pianta del piede, secondo meccanismi propri dell’agopuntura. È da notare che questa ipotesi, oltre a negare implicitamente l’efficacia dei cerotti in quanto tali, sposta l’attenzione su un’altra pratica ancora tutta da dimostrare.

Alberto Costanzo

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