Charles Darwin, lo scettico

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Articolo di Ben Radford, originariamente pubblicato qui. Si ringrazia Giulia Maffucci per la traduzione.

Charles Darwin è stato molto più di uno scienziato e uno scrittore; era, infatti, anche un esploratore ed era molto legato alla famiglia. Essendo immerso in diversi ambiti scientifici, era inoltre uno scettico, ed esigeva prove valide per confermare affermazioni straordinarie.

La corrispondenza tra Darwin e gli amici, la famiglia e i colleghi mostra il suo forte scetticismo nei confronti di sensitivi, paranormale e medicina alternativa. Ad esempio, in una lettera del 4 settembre 1850 indirizzata a un suo cugino di secondo grado, il reverendo William Darwin Fox, Darwin descrisse con aspro disprezzo i poteri psichici (la chiaroveggenza) e l’omeopatia:

Tu parli di omeopatia, un argomento che mi fa adirare persino più della chiaroveggenza: la chiaroveggenza trascende così tanto il credere che le ordinarie facoltà umane sono messe fuori discussione. Ma con l’omeopatia entrano in gioco il buon senso e l’osservazione, ed entrambi andrebbero in rovina se le dosi infinitesimali avessero un qualunque effetto.

(Qui Darwin si riferisce al presupposto illogico che piccolissime quantità di un farmaco siano più efficaci di dosi più grandi.)

Darwin inoltre nota che, per essere validata scientificamente, l’omeopatia dovrebbe essere studiata confrontandola con i risultati di un gruppo di controllo:

Quanto è vera un’osservazione in cui mi sono imbattuto l’altro giorno… riguardo alla dimostrazione dei processi curativi, considerato che non si sa quali siano le semplici conseguenze del non intervenire di fronte ad una malattia, questo dovrebbe essere lo standard con cui confrontare l’omeopatia e cose del genere. È una patetica imperfezione, e non posso che pensare al mio caro Dr. Gully che crede in qualsiasi cosa…

Un anno dopo, in una lettera del 19 marzo, Darwin scriveva della credulità del medico James Manby Gully, che aveva in cura suo padre:

Il Dr. Gully era uno spiritista [un membro di un gruppo che regolarmente comunicava con i morti] e credeva nella chiaroveggenza [conosciuta anche come “ESP”, percezione extra-sensoriale, o telepatia mentale]. Per un po’ di tempo ha infastidito mio padre affinché avesse un consulto con una chiaroveggente di Malvern che si riteneva potesse vedere l’interno delle persone e scoprire la vera natura dei loro malanni.

Per placare il suo amico medico, il padre di Darwin acconsentì ad incontrare l’auto-proclamatasi sensitiva che tanto aveva impressionato il Dr. Gully, ma insistette per verificarne i poteri di persona.

Così, andando all’appuntamento, mise una banconota in una busta sigillata. Dopo esser stato presentato alla signora, disse: “Ho sentito parlare molto dei vostri poteri, e della vostra abilità di saper leggere scritture nascoste, e vorrei averne prova io stesso. In questa busta c’è una banconota; se riuscirete a leggerne il numero, sarò lieto di donarvela.

Era un test corretto e semplice: se la sensitiva fosse stata in grado di leggere attraverso gli abiti e il corpo di un paziente per diagnosticare malattie, avrebbe saputo sicuramente vedere attraverso una semplice busta di carta sottile e capire il valore di una banconota. La sensitiva rifiutò dicendo di sentirsi offesa perché qualcuno le aveva chiesto di mettere alla prova le sue straordinarie capacità:

La chiaroveggente rispose con sdegno “A casa ho una serva che sa farlo”.

La donna comunque andò avanti affermando, in maniera errata, che il padre di Darwin aveva una malattia interna terribile – forse la ripicca nei confronti di uno scettico aveva messo in dubbio le sue abilità mentali.

Le lettere di Darwin forniscono, dunque, un affascinante contesto storico per le affermazioni sul paranormale. 160 anni dopo che Darwin e suo padre avevano messo in dubbio l’omeopatia e i sensitivi disonesti, abbiamo ancora a che fare con discipline non verificate. Possiamo trovare i rimedi omeopatici sugli scaffali di gran parte delle catene farmaceutiche e oggi sono in molti ad affermare di poter diagnosticare e curare le malattie con poteri mentali; non si definiscono più “chiaroveggenti”, ma “ medici intuitivi”.

Benjamin Radford è un investigatore scientifico del paranormale, ricercatore al Committee for Skeptical Inquiry, vice direttore dello Skeptical Inquirer, autore e coautore di sei volumi e oltre un migliaio di articoli sullo scetticismo, il pensiero critico, la scienza. Il suo libro più recente è The Martians Have Landed: An History of Media Panics and Hoaxes (scritto insieme a Robert E. Bartholomew). Radford è anche curatore di una rubrica per Discovery News e LiveScience.com

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