Scienza e fantascienza: intervista a Silvio Sosio

2007-09-Copenhagen-Eurocon-176

Silvio Sosio è uno dei personaggi più importanti della fantascienza italiana, curatore della rivista Robot, fondatore dell’associazione e casa editrice Delos Books e direttore responsabile del portale fantascienza.com (che con Alessandro Muré mantiene su Query Online la rubrica settimanale “Fanta-scienza”). Lo abbiamo intervistato sui rapporti tra scienza, fantascienza e pseudoscienza.

Sappiamo che sei un simpatizzante del CICAP. Secondo te gli amanti della fantascienza sono più “scettici” della media del pubblico sul paranormale e sulle pseudoscienze?

Per la mia esperienza personale, può capitare che ci siano “fan” delle pseudoscienze che leggono fantascienza, ma in generale gli appassionati di fantascienza sono decisamente schierati con gli scettici. Uno dei punti cardine della fantascienza è la verosimiglianza scientifica; in generale noi fantascientifici siamo convinti che sia probabile che esista vita e intelligenza su altri pianeti, se vuoi non aspettiamo l’ora di vedere un’astronave aliena che scende sulla Terra. In molti romanzi si teorizza l’esistenza di telepatia e altri poteri vari. Tutto deve però essere corredato da una sua coerenza interna. L’appassionato di fantascienza sa distinguere bene tra l’ipotesi di un romanzo e la realtà.

Si dice a volte che la differenza tra la fantascienza e il fantasy è che nel primo caso non c’è spazio per la magia. Sei d’accordo? Se sì, vuol dire qualcosa sulla nostra società secondo te il fatto che rispetto a qualche decennio fa il fantasy sia diventato molto più popolare della fantascienza?

“Una tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia” diceva Clarke. Il punto a mio avviso non è quello. Anche il fantasy deve avere una sua coerenza, altrimenti diventa una buffonata; e c’è una quantità di libri che potrebbero essere ascritti, a pieno titolo, all’uno o all’altro genere (pensiamo per esempio a Game of Thrones). Certamente, la fantascienza di solito cerca la verosimiglianza scientifica, mentre all’estremo opposto la fantasy più fiabesca abbonda di deus ex machina magici.

In generale però possiamo anche dire che la fantascienza tende più spesso a occuparsi del mondo che ci circonda, ad analizzarlo e a commentarlo, estrapolandolo o usando metafore, cosa che nel fantasy accade di rado. Al di là dell’andamento delle mode, che può essere o mano casuale, la mia impressione è che l’uomo – e soprattutto il ragazzo – di oggi più che guardare al futuro con curiosità o con paura eviti proprio di prenderlo in considerazione. Cerca quindi più la fuga che la speculazione.

Condividi l’idea di Isaac Asimov che la fantascienza abbia spesso ispirato la scienza?

Assolutamente sì. Ci sono numerose testimonianze di scienziati, tecnologi o astronauti che lo provano. Moltissime persone sono cresciute leggendo di viaggi nello spazio o di robot e sono state stimolate a cercare di realizzare quei sogni di quando erano ragazzi. Purtroppo le nuove generazioni non leggono più fantascienza, preferiscono il fantasy. Quando cresceranno anziché scienziati ci troveremo una generazione di maghi e allevatori di draghi.

Una domanda che non ti avranno mai fatto: come vedi il futuro della fantascienza?

Risponderò in modo molto ottimista: può solo migliorare.

Scherzi a parte: mi auguro che la fantascienza conosca un nuovo momento di popolarità. Anche perché questo vorrebbe dire che la gente ricomincia a interessarsi del suo futuro, delle sfide che le nuove tecnologie ci pongono ogni giorno e che cambieranno la nostra vita sempre più rapidamente. Se questo avverrà, tornerà anche la fantascienza. Ma potrebbe anche accadere il contrario: la fantascienza potrebbe tornare di moda per altri motivi e in qualche modo riaccendere le coscienze.

Quali sono i prossimi progetti di Delos Books e di Fantascienza.com?

Come casa editrice stiamo passando attraverso una fase di transizione. Ci stiamo in parte ritirando dalle librerie, dove la crisi ha reso quasi impossibile la sopravvivenza per i piccoli editori, e stiamo investendo sempre di più nel settore degli ebook. A ottobre scorso abbiamo lanciato una linea di ebook dedicati ai racconti e ai racconti seriali, chiamata Bus Stop – libri che puoi leggere in un viaggio sui mezzi pubblici – che sta riscuotendo un enorme interesse: ne abbiamo pubblicati già oltre duecento, di tutti i generi, dalla fantascienza al romance, dal romanzo storico al giallo sherlockiano. Fantascienza.com l’anno prossimo entrerà nel ventesimo anno di pubblicazioni, probabilmente per allora ci saranno grosse novità, ma è prematuro parlarne.

Quali autori e quali romanzi consigli ai lettori del CICAP?

Tra i classici certamente Asimov o Clarke, scrittori scienziati. Tra i più recenti certamente Charles Stross, che spesso affronta il tema della singolarità tecnologica, o Ted Chiang, autore che ha vinto più premi dei racconti che ha scritto. Come titolo carino in particolare propongo La voce dall’aldilà di Connie Willis, che parla dello spirito del famoso scettico Henry Louis Mencken che collabora con l’equivalente di un emissario CICAP per smascherare una medium.

Fotografia di Roberto Quaglia tratta dall’Eurocon 2007.

Hai gradito questo post? Aiutaci con una