Josif, gorilla spaziale russo

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Una nuova serie a fumetti italiana fa rivivere l’epoca della guerra fredda e della corsa allo spazio. Ma basta cani, topi e scimmiette…

3 novembre 1957. Nel pieno della Guerra Fredda, è il caldo a fare danni: la temperatura nella capsula spaziale sovietica Sputnik II, anziché rimanere a sedici gradi come previsto, è salita a quarantuno. La piccola cagnetta Laika, lanciata in orbita con grandi speranze, ha finito così nel giro di poche ore la sua missione e la sua vita.

Nel Cosmodromo di Baikonur, l’implacabile e inflessibile ingegner Sergej Pavlovič Korolëv, miglior progettista del Programma Spaziale Sovietico, è alla disperata ricerca di un’idea che faccia recuperare credibilità al progetto di esplorazione spaziale dell’URSS. Quell’idea si materializza in Iosif Vissarionovič Džugašvili, gorilla nato nello zoo di Mosca il giorno della morte di Stalin. Come si concluderà questa missione improvvisata? E che ruolo ha in tutto questo il nipote dell’etologo Ivan Pavlov?

Nato come protagonista del manifesto ideato e realizzato da Fabiano Ambu per l’edizione 2014 di Cartoomics, Josif ha acquistato vita propria in un albo a fumetti dove si possono trovare un umorismo corrosivo, una scorrettezza politica senza freni e personaggi storici in versioni del tutto inedite. Missione 0.1 — Vita, morte e socialismo reale è il primo albo di una nuova serie realizzata da Davide Barzi e Fabiano Ambu, con la preziosa collaborazione di Rosa Puglisi.

Il volume è arricchito da una carrellata di interpretazioni del protagonista fatte da altri autori, di stile realista come umoristico, da Werner Maresta a Marco Checchetto, da Walter Venturi a Luigi Siniscalchi, da Claudio Villa ad Alessandro Bocci, da Piero Lusso a Sandro Dossi e tanti altri.

Davide Barzi, scrittore e sceneggiatore, licenziato dalla Pravda per le sue posizioni oltranziste, scrive per la testata Nathan Never della Sergio Bonelli Editore. Per ReNoir Comics, dal 2011 cura la serie a fumetti dedicata a Don Camillo, ma naturalmente con un occhio di riguardo alle istanze del compagno Giuseppe Bottazzi. Scrive anche gli adattamenti a fumetti dei racconti di Padre Brown, lavoro che gli costa l’allontanamento dalla scena politica e il processo da parte del Partito. È ideatore di una serie gialla ispirata alle canzoni di Enzo Jannacci, il cui primo volume ha per titolo Unico indizio le scarpe da tennis, nonché di G&G, romanzo a fumetti dedicato a Giorgio Gaber, Le Regine del Terrore (edizioni BD), biografia delle creatrici di Diabolik e Carta Canta — I fumetti nella musica, la musica nel fumetto, Cartoon Club. In queste opere si delinea il fondamento estetico della sua attività, con un fondo prevalentemente lirico che mantiene sempre un occhio di riguardo verso i problemi del proletariato. Suo anche il libro di filastrocche gotiche illustrate Il teatrino delle bambole morte, con illustrazioni di Giovanni Rigano, che denuncia le storture sociali già presenti agli albori del capitalismo.

Fabiano Ambu, diplomato al liceo artistico, consegue il diploma di architetto d’interni presso lo IED di Cagliari e in seguito si laurea in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari. Con il preciso obiettivo di dimostrare come il rinnovamento delle strutture sociali può coincidere con quello delle forme estetiche, lavora per alcuni anni nel settore teatrale come tecnico e direttore di scena su numerosi musical per la Compagnia Della Rancia. Viene in seguito inviato dall’ala bolscevica in missione a Milano, dove collabora come visualizer per alcune agenzie pubblicitarie; in questo contesto, le sue posizioni devono scontrarsi più volte con le poetiche tradizionali. Illustra la campagna pubblicitaria per la mostra Cinema e fumetto tenutasi al Mart di Rovereto (celebre la sua polemica con Sergej Ejzenštejn, che non vede riconosciuta a dovere la sua arte). Inizia la sua esperienza fumettistica disegnando il numero 7 de L’Insonne, Free books. Dopo varie pubblicazioni, entra nello staff di Nemrod, Star Comics e realizza insieme a Leonardo Valenti la graphic novel Il Massacro del Circeo, Becco Giallo. Entra nello staff di Dampyr; il suo primo albo, La Casa Di Faust, lo conferma come una bandiera dell’anticonformismo anarchico.

Josif, Missione 0.1 — Vita,morte e socialismo reale di Davide Barzi (testi), Fabiano Ambu (disegni), Rosa Puglisi (colori, lettering, grafica), ComiXrevolution, cm 21×29,7, colori, 36 pagg., 12,00 euro

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