I Segnalibri 31 – Ipotesi di cura, nuovi antidarwinisti, vecchi alchimisti, poeti xenoglotti

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Sei anni fa, il direttore del centro malattie vascolari dell’Università di Ferrara, professor Paolo Zamboni, ha provato a testare l’eventuale correlazione fra un problema circolatorio e la sclerosi multipla, ottenendo alcuni risultati positivi che hanno però significativamente diviso la comunità scientifica. A breve, tuttavia, verrà concluso il più importante studio sul “metodo Zamboni” e i risultati daranno probabilmente una risposta definitiva sulla sua efficacia. Wired riassume la vicenda.

Altro quadro d’insieme lo offre invece Michele Bellone, che fa il punto sull’evoluzione delle teorie antidarwiniste, in particolare sulla più recente, che vorrebbe prendere le distanze sia dal creazionismo sia dall’Intelligent Design.

Lawrence Principe della John Hopkins University si è invece dedicato per lungo tempo alla decrittazione e interpretazione di alcuni testi alchemici del 1600, e le conclusioni che ha raggiunto sono piuttosto sorprendenti: sembrerebbe infatti che gli alchimisti abbiano svolto esperimenti reali e con fondamenta più scientifiche di quanto siamo abituati a immaginare.

Ecco poi un caso di xenoglossia (la misteriosa capacità di alcuni soggetti di parlare in lingue che non conoscevano fino a un momento prima) il cui debunking è raccontato dal poeta visionario Samuel Coleridge, con una spiegazione perfettamente plausibile del fenomeno, che potrebbe applicarsi anche ad altri casi simili.

Segnaliamo infine la prossima inaugurazione di una mostra dedicata agli errori della ricerca scientifica organizzata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dall’Università degli Studi di Pisa: si terrà a Palazzo Blu, a Pisa, a partire dal prossimo 22 marzo.

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