Il mostro migratore

Nessie

Il 2013 è stato un anno particolare per i mostri lacustri.

Per la prima volta dal 1925, ad esempio, non ci sono stati avvistamenti “confermati” di Nessie, il mostro di Loch Ness. Le uniche tre segnalazioni si riferivano a un’anatra, a un’onda e a un falso fotografato addirittura in un altro lago. Gli scozzesi sono molto preoccupati per il loro mostro preferito, perché Nessie per la prima volta in 90 anni non si fa vedere da ben 18 mesi. A dire il vero il 2013 è stato un anno particolare per la Scozia in generale: è stato l’anno in cui lo Scottish National Party, il partito nazionalista scozzese, è riuscito a far passare la delibera per il referendum che deciderà se gli scozzesi vogliono o no l’indipendenza dal Regno Unito.

Che Nessie sia invece lealista alla corona e abbia già votato con le proprie pinne abbandonando questa ingrata terra di separatisti? In questo caso, che fine avrebbe mai fatto il nostro plesiosauro di fiducia, considerando che in Inghilterra non ci sono laghi abbastanza grandi per fornirgli supporto trofico?

Considerando che oramai ha una certa età, visto che è in giro, se non dal Giurassico, almeno dal 1920, è possible che Nessie abbia deciso di abbandonare le nebbiose coste natie per passare gli anni della pensione in terre più calde e soleggiate, come fanno molti suoi connazionali.

Il 2013 è stato infatti anche l’anno in cui si sono moltiplicati misteriosi avvistamenti di un “mostro” serpentiforme nel lago di Garda. Non è la prima volta che nel lago ci sono segnalazioni di “mostri”, si parlò già nel 1965 di un mostro che mangiava i pesci presi nelle reti dei pescatori e nel 2001 un sub avrebbe avvistato un “enorme siluro”, ma non se ne è saputo più nulla fino ad ora, quando nel 2013 improvvisamente sono incominciate le segnalazioni. Ha fatto ad esempio il giro del web il presunto avvistamento fatto nell’agosto 2013 da un bambino di 9 anni. Il testimone descrive una creatura con la testa da capodoglio e la coda di serpente, lungo 15 metri. Il quotidiano Bresciaoggi riporta invece un “servizio speciale” condotto dalla TV tedesca Zdf sul mostro del Lago di Garda, con tanto di interviste al gruppo di subacquei dell’associazione “Deep Explorers” che si prefiggono di ritrovare il mostro, ribattezzato “Bennie” per analogia con Nessie, dall’antico nome del lago di Garda, Benaco.

Ma c’è un fondo di verità in tutti questi avvistamenti?

Le ipotesi che vengono comunemente fatte sono quella di un enorme pesce siluro, o di uno storione di 8 metri, o di una immensa anguilla endemica. Oppure che, come nel caso del mostro di Loch Ness, si tratti di onde o anatre reinterpretate con un po’ di fantasia da chi davvero ci vuole credere.

Il pesce siluro è una specie alloctona in Italia, ed è stata introdotta nei nostri laghi e fiumi alcuni decenni fa. Nel suo ambiente naturale la specie ha una lunghezza media di 1.3-1.6m, con una lunghezza massima registrata di 3 m e una segnalazione aneddotica del 1856 di un animale di 5 m. In Italia la lunghezza massima riportata è di 2.78 m nel delta del Po. Se quindi il mostro è davvero un siluro, ed uno di 4-5 m, si tratterebbe indubbiamente di una bella bestia, ma sicuramente niente che si avvicini ai 15 m riportati. Oltretutto questa è una specie molto longeva che ha bisogno di tempo per crescere sino a simili dimensioni. In Italia, dove è introdotto, non avrebbe avuto il tempo di arrivare a lunghezze da record, soprattutto non nelle gelide acque del lago di Garda.

Lo storione in Italia è estinto. In ogni caso questo pesce arriva massimo a 6 m vivendo in mare. Come i salmoni, anche gli storioni risalgono i fiumi per deporre le uova ma né per il Mincio, l’emissario del lago di Garda (controllato da una chiusa), né per il Po in cui il Mincio confluisce ci sono sono mai state segnalazioni di storioni. Non si comprende quindi come un gigantesco storione sarebbe potuto arrivare nel lago e sopravvivervi, dato che la specie italiana (Acipenser sturio) è un pesce tendenzialmente marino.

Riguardo una specie endemica di anguille giganti (ipotizzata per via di grandi fori trovati in prossimità dei fondali), anche le anguille, come gli storioni, hanno il problema della migrazione riproduttiva, invertita questa volta, poiché le anguille migrano verso il mare per riprodursi. Considerando però che non stiamo parlando delle misteriose profondità del lago d’Aral, ciò che rimane dell’antichissimo oceano Tetide del tempo dei dinosauri, ma di un lago ben conosciuto, ben scandagliato e frequentatissimo dai pescatori, sembra davvero improbabile che un pesce gigante, o almeno la sua prole, non sia mai stato riportato prima, e che passi regolarmente la chiusa per riprodursi.

Per il Loch Ness un geologo italiano, Luigi Piccardi, ha recentemente ipotizzato che gli avvistamenti del mostro siano fenomeni naturali dovuti a una linea di faglia che corre lungo il fondo del lago e che causerebbe fenomeni sismici con conseguenti strani movimenti dell’acqua. Anche il lago di Garda è interessato da line faglia e fenomeni sismici. Che l’origine dei due fenomeni sia la stessa, e che in entrambi i laghi tremori sismici portino a scambiare strani movimenti dell’acqua per creature misteriose?

E se invece si trattasse davvero di Nessie, alla ricerca di acque calde e soleggiate dove passare gli ultimi eoni della sua solitaria esistenza? Certo che, se il motivo del trasloco fosse la fuga dai separatisti dell’ultim’ora, che nessuno getti nel Lago di Garda un volantino della Lega Nord, o rischiamo l’anno prossimo di ritrovarlo nel delta dell’Okavango in Botswana, dove almeno c’è stabilità politica.

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