Piemonte e agricoltura olistica: le precisazioni della Regione

cornoletame

In seguito alla pubblicazione dell’articolo La regione Piemonte e l’agricoltura olistica siamo stati contattati dalla Direzione Agricoltura – Settore Servizi alle Imprese della Regione Piemonte, che ci ha chiesto di pubblicare una smentita.

Si fa riferimento all’articolo apparso sulla rivista on line “Query Online” del 13.11.2013  dal titolo “La Regione Piemonte e l’agricoltura olistica” – che riprende un’inchiesta effettuata dal coordinamento CICAP di Cuneo – per smentire le affermazioni contenute nel suddetto articolo in particolare sui finanziamenti ottenuti dall’Agribio Piemonte per i corsi di formazione sull’agricoltura biodinamica.

Nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 – misura 111.1, la Regione Piemonte ha finanziato corsi di formazione che rispondono alle esigenze degli agricoltori per migliorare le competenze e le capacità tecniche e imprenditoriali e diffondere le conoscenze scientifiche e le pratiche innovative in particolare nel contesto dei cambiamenti climatici, della gestione delle risorse idriche e della biodiversità.

Tali corsi sono stati approvati da un apposito Comitato composto da rappresentanti delle Province e delle Comunità Montane, che hanno anche il compito di controllo “in situ” dei corsi.

Il Piano corsi, presentato da Agribio nell’ambito dei bandi pubblicati ai sensi della suddetta Misura 111.1, è stato valutato ed approvato in base ai criteri previsti dai bandi stessi. Nessuno dei titoli dei corsi citati nel predetto articolo risulta essere presente nei Piani corsi approvati e pertanto gli stessi corsi non hanno potuto usufruire di qualsivoglia finanziamento regionale.

Si riterrebbe utile che gli autori di detto articolo si informassero debitamente sulle modalità e criteri di finanziamento di corsi da parte della Regione Piemonte, al fine di evitare immotivate polemiche.

Alle nostre ulteriori richieste di chiarimento, siamo stati invitati a un incontro con la responsabile del settore servizi alle imprese, Caterina Ronco e con il referente della misura 111, Sergio De Caro, che ringraziamo per la disponibilità.

Ronco e De Caro ci spiegano che l’iter della misura 111.1A, che ha permesso di finanziare i corsi di biodinamica di cui abbiamo parlato si articola in tre passaggi:

1) la Regione emette un bando. Le proposte arrivate sono valutate da una commissione formata da Regione, Province e Comunità montane, sulla base dei titoli presentati e di altri parametri formali (la struttura dell’ente di formazione, la sua esperienza pregressa, ecc). In questo primo passaggio la commissione vede solamente i titoli dei corsi, non il contenuto. Sulla base delle decisioni della commissione si approva un piano corsi, che viene poi inviato alle province interessate;

2) una settimana prima dell’effettivo svolgimento di un corso, l’ente di formazione riferisce alla provincia i dettagli organizzativi, in particolare il calendario, il numero di ore e gli argomenti che verranno trattati;

3) al termine del corso l’ente di formazione presenta alla Provincia un rendiconto in cui riferisce il numero di ore effettuate e il numero di persone presenti. La Provincia approva il rendiconto e lo riferisce ad Arpea, l’ente regionale incaricato di erogare i finanziamenti.

Come potete notare, il controllo dei contenuti dei corsi si fa solo in seconda battuta, quando l’ente di formazione fornisce il piano dettagliato delle lezioni.

Nel caso specifico di Agribio, commenta Ronco, gli argomenti che sono stati inviati alle province sono assolutamente diversi da quelli che sono stati pubblicati sul sito di Agribio.

Ce ne siamo accorti soltanto dopo aver letto il vostro articolo. I titoli, presenti sul sito di Agribio, non coincidevano con quelli presenti negli atti in nostro possesso, sono diversi.

Continua Ronco:

Ho scritto una lettera [che noi abbiamo avuto modo di visionare, ndr], in cui chiedo alle Province di fare controlli specifici, proprio perché ci siamo accorti che il dettaglio presentato e quello presente sul sito erano diversi.

Ovviamente non è detto che questo invito abbia un seguito:

La regione ha demandato alle province tutta la parte di controllo. […]Siamo enti diversi.
Io posso scrivere questa lettera, ma non so che uso ne faranno.

Però, se si verificassero incongruenze tra le lezioni svolte e quelle dichiarate, l’ente di formazione potrebbe potenzialmente perdere i finanziamenti. Infatti, precisa Ronco:

La regione non ha ancora pagato Agribio. Noi non abbiamo ancora le rendicontazioni, per cui faremo le nostre valutazioni del caso.

Da parte nostra continueremo a seguire la storia, e vi aggiorneremo se ci saranno ulteriori sviluppi.

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