JFK: il mistero del primo proiettile (forse) risolto

jfk

Cinquant’anni fa moriva il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, in un attentato destinato a cambiare la storia degli Stati Uniti e a generare innumerevoli teorie del complotto (secondo un recente sondaggio Gallup, circa il 61% degli americani è convinto che le cose siano andate diversamente dalla cosiddetta “versione ufficiale”). In quest’occasione facciamo il punto su uno dei misteri più citati dai cospirazionisti: che fine ha fatto la prima pallottola sparata da Lee Oswald?

Il 22 novembre del 1963, a Dallas, il presidente Kennedy veniva ucciso da tre colpi di fucile sparati da Lee Harvey Oswald appostato al sesto piano del Deposito di Libri del Texas in Dealey Plaza (quello che si vede alle mie spalle nella foto).

Massimo Polidoro nella Dealey Plaza a Dallas: alle sue spalle il tratto di strada in cui il presidente Kennedy fu colpito e l’edificio noto come Texas School Book Depository dal sesto piano del quale Lee Harvey Oswald

Appurato che di storie di complotti e cospirazioni ne sono fiorite a decine in questi quasi 50 anni, ma nemmeno una riesce a superare l’esame delle prove a sostegno, resta il fatto che Oswald sparò tre colpi (a questo link esamino le 10 leggende più persistenti sull’assassinio del presidente Kennedy). Di quei tre colpi è stato chiarito “ad nauseam” il percorso seguito dal secondo (quello che ha ferito prima Kennedy e poi il Governatore Connolly seduto davanti a lui e che i cospirazionisti, alterandone il percorso, chiamavano il “proiettile magico”) e dal terzo (quello fatale che ha centrato la testa del presidente). Ma c’era sempre un bel punto di domanda su che fine avesse fatto il primo colpo che aveva mancato il bersaglio.

Un documentario del National Geographic Channel, JFK: The Lost Bullet, ha riproposto una teoria avanzata alcuni anni fa dal giornalista Max Holland. Analizzando tutti i filmati disponibili di quegli attimi fatali, e non solo il celebre filmato di Zapruder, Holland si è convinto che il primo proiettile potrebbe essere stato sparato prima di quanto si credeva. Nel momento, cioè, in cui la limousine svolta su Elm Street, cioè esattamente davanti al Deposito libri, Oswald aveva la migliore visuale del bersaglio e qui potrebbe avere premuto il grilletto per la prima volta. Ma il colpo mancò il bersaglio. Com’è possibile?

L’ipotesi di Holland è che il proiettile abbia in realtà colpito il sostegno del semaforo sospeso sopra la strada e sia stato così deviato. A sostegno di questa ipotesi c’è tra l’altro la visione dei filmati girati all’epoca, compresi quelli dell’FBI girati pochi giorni dopo il delitto per ricostruire la scena (e presi anche dal punto di vista dell’assassino), in cui si vede chiaramente che il semaforo ha un foro. Non c’è la prova concreta che sia andata così, quel vecchio semaforo è sparito da tempo, ma è la prima volta che un’ipotesi riesce a spiegare in modo convincente come poté quel primo colpo (udito da tutti i testimoni nella piazza) mancare Kennedy.

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Una veduta dal sesto piano del Deposito dei libri sulla strada percorsa dal corteo: il semaforo potrebbe avere intercettato il primo proiettile sparato da Oswald

Inoltre, ha l’indubbio fascino della “lettera rubata” di Poe. Una soluzione, cioè, che spiega i fatti riuscendo a vedere qualcosa che nessuno ha mai notato prima anche se, per cinquant’anni, era sempre stata sotto gli occhi di tutti. Un cambio di prospettiva riuscito solo dopo che Holland si rese conto che probabilmente il filmato di Zapruder (che lo ricordiamo era senza sonoro) non riprendeva tutti e tre gli spari, come si era sempre creduto, ma solo gli ultimi due. Anticipando invece il primo sparo al momento della curva, si ha inoltre una dilatazione dei tempi: i tre spari sarebbero stati sparati in 11 secondi, un tempo assolutamente plausibile, anziché nei più difficili 5 o 6 di solito indicati dai teorici della cospirazione.

Interessante anche vedere nel documentario, per la prima volta restaurato, il filmato di Robert Huges, che riprende da lontano il Deposito dei libri e alla finestra del sesto piano sembra di vedere Oswald muoversi (si intravede qualcosa, ma anche dopo il restauro bisogna lavorare di fantasia per riconoscere un volto).

Per chi ne vuole sapere di più segnalo questo approfondito articolo di Kenneth R. Scearce in cui si esamina l’ipotesi di Holland, mentre a questo link si trova il più approfondito e credibile sito in italiano dedicato al caso Kennedy. E’ possibile ascoltare qui una puntata del mio podcast dedicata all’assassinio del presidente Kennedy e qui sotto il trailer dello speciale del National Geographic:

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