Un “drago” sulla spiaggia…

Sea_Monster_Spain

Il giorno di Ferragosto, per i bagnanti che si sono recati nella spiaggia di Luis Siret, a Cuevas del Almanzora, in Andalusia, è stato movimentato dal ritrovamento della carcassa di un grosso animale, lunga più di quattro metri e di colore bianco-grigiastro, che, rimbalzando di foto in foto attraverso i social network, ha scatenato le più fantasiose ipotesi di identificazione.

A saltare particolarmente all’occhio era la lunghezza di quella che appariva come una grossa pinna caudale, che evocava, probabilmente, le immagini di mitologici mostri marini dai pericolosi flagelli.

Come riporta Repubblica.it, interpellata in merito all’identificazione, la zoologa Lisa Signorile (autrice del libro L’orologiaio miope e nostra collaboratrice) aveva ipotizzato si trattasse di un thresher shark, in italiano squalo volpe  (Alopias vulpinus), una specie caratterizzata da una coda che può superare la lunghezza del corpo stesso, come è possibile riscontrare in questa foto:

 alopias_vulpinus

 

La zoologa ha ammesso, comunque, che istintivamente, in un primo momento, il suo pensiero era andato al cosiddetto re d’aringhe o regaleco (Regalecus glesne), un enorme pesce degli abissi che può raggiungere gli 11 metri, anche se le sue dimensioni  medie sono di circa 3 metri.

L’ipotesi della nostra Lisa (ovvero l’identificazione con lo squalo volpe) è stata confermata da altri ricercatori, tra cui Dean Grubbs, esperto di squali. Lo scienziato, rispondendo a NBC news in una email, ha dichiarato di riconoscere nelle “corna” visibili nelle foto (e che avevano indotto alcuni fantasiosi a pensare a un drago) le scapulocoracoidi che sostengono le pinne pettorali dello squalo.

L’enigmatico mostro sembra, quindi, avere un’identificazione certa. Ancora una volta è la natura a rivelarsi il più affascinante tra i misteri.

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