L’esercito dei dodici “bias”

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Difficile trovare un equivalente italiano della parola “bias”. Potremmo dire che si tratta di errori di valutazione, piccoli pregiudizi che ci portiamo dietro nella vita di tutti i giorni e che finiscono per influenzare le nostre opinioni e le nostre scelte.

Il canadese George Dvorsky ha provato a metterli in fila, pubblicando su Io9 un elenco dei dodici più importanti “bias cognitivi che ci impediscono di essere razionali”. Una versione in italiano può essere letta sul blog Lo spirito del tempo (traduzione a cura di Daniel Iversen, Vincenzo Barbato, Davide Gaulli, Veronica Tarozzi).

Si comincia così con il bias di conferma:

Ci piace essere d’accordo con persone che sono d’accordo con noi. Ecco perché visitiamo solo siti web che esprimono le nostre opinioni politiche, e perché usciamo maggiormente con persone che hanno punti di vista e gusti simili a noi. Tendiamo a lasciarci scoraggiare da individui, gruppi o fonti d’informazione che ci fanno sentire a disagio o insicuri riguardo ai nostri punti di vista; questo è ciò che lo psicologo comportamentale B. F. Skinner ha chiamato dissonanza cognitiva. È questa la modalità di comportamento preferenziale che porta al bias di conferma – l’atto, spesso inconscio, di riferimento solo alle prospettive che alimentano i nostri punti di vista preesistenti, e al tempo stesso ignorare o respingere i commenti – non importa quanto validi essi siano – che minacciano la nostra visione del mondo.

A seguire il bias del gruppo (la tendenza a dar ragione alle persone che ci sono più vicine), la fallacia di Gabler (l’influenza dell’esperienza passata sulle scelte attuali), la razionalizzazione post-acquisto (quella che ci porta inconsapevolmente a giustificare un acquisto costoso, anche se inutile), e così via. L’elenco completo è disponibile qui.

Un’utile lettura per chi voglia approfondire meglio le motivazioni nascoste alla base di alcune nostre scelte: forse non riusciremo a liberarci totalmente dei nostri pregiudizi, ma capirne i meccanismi è sicuramente il primo passo per limitarne l’influenza.

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