La storia di Max Tomlinson raccontata da Salvo Di Grazia

Max Tomlinson

Salvo Di Grazia racconta sul suo blog la storia di Max Tomlinson, un naturopata, omeopata e nutrizionista molto famoso nel Regno Unito. Nel 2004 lui e sua moglie si trovarono a scegliere tra un parto naturale e uno indotto. Purtroppo l’estrema fiducia di Tomlinson nella natura e nei suoi principi lo spinse a rifiutare i consigli medici, con gravi conseguenze.

Filipa, la moglie di Tom è in gravidanza e suo marito fa di tutto per convincerla a partorire a casa. Ricordo che il parto a casa (ovvero partorire senza recarsi in ospedale, generalmente assistiti da un’ostetrica), presenta un lieve rischio di complicanze superiore al parto “canonico” (oggi) in ospedale. Il problema è essenzialmente statistico (e si può estendere anche ad altri ambiti della medicina): se tutto va bene si può partorire anche in mezzo alla strada. Il problema sorge quando va male qualcosa, sorge una complicanza, cosa sempre possibile anche in un parto, evento fisiologico e naturale. In quel caso trovarsi in ospedale fa la differenza tra poter provare a rimediare o non fare nulla e quando non si fa nulla in presenza di una complicanza la natura non perdona, è un problema serio.

Filipa, nonostante qualche suo dubbio, acconsente al parto in casa, per il marito il “parto omeopatico” (lui lo definisce così) è sicuro, naturale e senza pericoli.

La coppia rimane fedele alla sua decisione, anche quando alla donna viene diagnosticata una colestasi gravidica, un problema epatico che aumenta il rischio di complicazioni. L’ipotesi del parto indotto viene scartata come “non naturale”, nonostante le linee guida lo consiglino in queste circostanze.

Neanche a farlo apposta, passano solo 5 ore ed il travaglio inizia naturalmente, tutto sembra dare ragione al “naturopata” ma dopo qualche ora tutto si ferma, la dilatazione del collo uterino raggiunge i 5 centimetri (fisiologicamente siamo a “metà strada”, la dilatazione completa per il parto è di 10 centimetri) e le contrazioni scompaiono, passano ben 10 ore di ulteriore attesa, la situazione è grave e, nonostante la dilatazione sia progredita, non va come dovrebbe andare, la condizione della madre inoltre, espone il nascituro a rischi non indifferenti.

Solo a quel punto la coppia e l’ostetrica omeopata decidono di recarsi in ospedale (anche se non dicono ai medici ciò che era successo e che erano passate già 15 ore di travaglio, ben al di sopra dei limiti fisiologici, senza dimenticare la patologia della donna). Ma più di 17 ore di travaglio sono state fatali e Jaspar, questo il nome del figlio della coppia, sta male, ha sofferto e nasce con una paralisi cerebrale che gli provoca un gravissimo stato generale, convulsioni e la necessità di ricoveri continui. Un dramma evitabile ma non impedito solo per una questione di principio e di false convinzioni. La descrizione che il naturopata fa del figlio alla nascita è terribile e la risparmio, pensate che parla di “buchi nel cranio” e che il bambino sembrava fosse stato picchiato… la sostanza è che Jaspar, oggi un bambino, non cammina ed ha importanti problemi neurologici.

Per chi volesse approfondire, l’articolo completo è qui.

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