Il più piccolo film del mondo

A boy and his Atom

È il più piccolo film del mondo, poco ma sicuro. Questo perché i protagonisti di A Boy and His Atom sono atomi. Migliaia di atomi, collocati con precisione, per creare circa 250 fotogrammi di ripresa con la tecnica dello stop motion. Il corto racconta la storia di un essere umano chiamato — indovinate un po’? — Atomo, il quale fa amicizia con un singolo atomo e, insieme, ballano, giocano a palla e saltano su un trampolino.

Il progetto è stato realizzato nei laboratori IBM con un miscrospio a scansione a effetto tunnel inventato da IBM stessa (e lo strumento ha fatto vincere a Big Blue il premio Nobel, per la cronaca). “Il microscopio — spiega Christopher Lutz, Research Scientist, IBM Research — pesa due tonnellate, funziona a una temperatura di meno 268 gradi Celsius e ingrandisce la superficie dell’atomo di oltre 100 milioni di volte. La capacità di controllare la temperatura, la pressione e le vibrazioni a livelli esatti fa del nostro laboratorio IBM Research uno dei pochi posti al mondo in cui è possibile spostare gli atomi con tale precisione.”

I ricercatori IBM hanno utilizzato il microscopio, controllandolo remotamente da un computer, per muovere un ago lungo una superficie di rame e “sentire” gli atomi. A solo un nanometro dalla superficie, che equivale a una distanza di un miliardesimo di metro, l’ago può attirare fisicamente gli atomi e le molecole verso la superficie e quindi posizionarli in un punto specifico. Il “trascinamento” di un atomo genera un suono caratteristico che fornisce un feedback essenziale per determinare l’entità dello spostamento. Durante la creazione del film, gli scienziati hanno reso immagini fisse degli atomi posizionati individualmente, producendo 242 fotogrammi.

“Questo film è un modo divertente per condividere il mondo su scala atomica, aprendo un dialogo con studenti e altri interlocutori sulle nuove frontiere della scienza e della matematica,” spiega Andreas Heinrich, Principal Investigator, IBM Research.

Ad aiutare gli scienzati negli aspetti più narrativi è stata chiamata l’agenzia Ogilvy & Mather e Nico Casavecchia, regista argentino titolare della casa di produzione 1st Avenue Machine di New York. Interessante cogliere il lato artistico del film: “Dopo ore di riunioni — racconta Casavecchia — abbiamo iniziato a capire potenzialità e limitazioni del microscopio. Abbiamo per esempio capito che non avremmo potuto superare cinquemila movimenti di singoli atomi, per cui dovevamo realizzare una sceneggiatura che riducesse al minimo il numero di operazioni per frame. Da qui siamo partiti per costruire una storia realizzabile, che potesse fra l’altro essere compresa da qualsiasi cultura, senza l’esigenza di parole, e che trasmettesse emozioni. Dovevamo raccontare qualcosa con pochi pixel e un solo colore: ecco perché ci siamo messi a studiare i videogiochi degli anni Ottanta, anche se gli atomi — abbiamo imparato — non possono essere allineati in modo ortogonale come i pixel, ma solo in modo esagonale. Dovevamo mettere in conto anche questo”.

Realizzata la storyboard, è iniziato un processo collaborativo per tradurla in un linguaggio comprensibile dal computer che controlla il microscopio. Finita poi la fase delle “riprese” con gli atomi a cura degli scienziati, Casavecchia si è occupato del montaggio.

Ed ecco A Boy and His Atom, il film più piccolo del mondo: clicca qui.

Alessandro Muré

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