Dimmi il tuo complotto e ti dirò chi sei

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Qual è il complotto che tira di più negli Stati Uniti? Si crede di più all’esistenza degli alieni o a quella del Bigfoot? È più diffusa l’idea che Bin Laden sia vivo, o quella che Paul McCartney sia morto? A rispondere a queste domande è arrivata la PPP (Public Policy Polling), che tra il 27 e il 30 marzo scorsi ha realizzato un sondaggio per verificare l’opinione degli elettori americani riguardo a 20 possibili complotti (piuttosto eterogenei e non tutti immaginari).

L’inchiesta è stata condotta telefonicamente, con tutti i limiti del caso, primo fra tutti il rischio di una risposta ironica e non veritiera: confessate, quanti di voi, per esempio, di fronte a una domanda del tipo “mi scusi, pensa che Mario Monti potrebbe essere l’Anticristo?”, sarebbero tentati di rispondere affermativamente? Nonostante questo, i risultati danno spunti interessanti.

E così si scopre che a far da padrone è sempre lei, la regina delle cospirazioni: Lee Oswald non ha agito da solo, la morte di Kennedy è frutto di un complotto per un buon 51% degli americani.

A seguire, più che una cospirazione, una controversia politica: si sa che George Bush giustificò la guerra in Iraq con le armi di distruzione di massa costruite dal regime, armi che non vennero mai trovate. Perché lo fece? Fu un errore, venne ingannato, o ingannò consapevolmente i suoi elettori? Il 44% degli americani crede a quest’ultima ipotesi (ma ben il 69% tra gli elettori di Obama).

Terza classificata, con il 37% di consensi, la teoria secondo cui il global warming sarebbe una bufala, o forse un inganno deliberato messo in atto da scienziati compiacenti.

Poco sotto al 30%, una tripletta di cospirazioni: Saddam coinvolto negli attentati dell’11 settembre, l’instaurazione del nuovo ordine mondiale e – stranamente inserita tra le teorie del complotto, per di più con una percentuale di consensi sorprendentemente bassa – l’esistenza degli alieni.

Circa un americano su cinque è convinto che a Roswell sia caduto un disco volante, la stessa percentuale di coloro che credono all’ipotesi secondo cui i vaccini provocano l’autismo: ed è un po’ triste constatare quanto poco siano state recepite le innumerevoli evidenze contrarie, l’ultima delle quali pubblicata sul Journal of Pediatrics appena il mese scorso.

Tra l’11 e il 15% di consensi, poi, troviamo un folto gruppetto di cospirazioni, che vanno dalle malattie inventate ad hoc dalle case farmaceutiche al complotto dell’11 settembre, passando per l’esistenza del Bigfoot. A fianco, tre complotti molto “americani”: quello del crack, che sarebbe stato diffuso negli ambienti metropolitani direttamente dalla CIA, l’esistenza di un segnale nascosto nelle trasmissioni televisive (con l’evidente obiettivo di controllare la mente degli ascoltatori); ma soprattutto l’identificazione di Barack Obama con l’Anticristo, teoria a cui crede il 13% degli intervistati.

A scendere, con un numero di sostenitori che oscilla tra il 6 e il 10%: il lunacomplottismo, l’idea che Bin Laden sia ancora vivo e quella che vorrebbe il fluoro aggiunto all’acqua potabile per oscure (e ovviamente malevole) ragioni. Ultima per popolarità (ma qui i dati diventano un po’ più inaffidabili, e ci si avvicina pericolosamente al margine di errore del 2,8% ipotizzato per questo sondaggio) la tripletta scie chimichePIDrettiliani. Ci spiace un po’ per David Icke, le cui teorie a quanto pare conquistano solo il 4% degli americani.

Public Policy Polling ha anche incrociato questi dati con le generalità e le opinioni politiche degli intervistati: per chi volesse approfondire, i dettagli sono in questo PDF. Qualche spoiler per i più curiosi: ci sono cospirazioni più diffuse tra gli elettori di Obama (la droga spacciata dalla CIA, l’11 settembre come inside job), e cospirazioni più apprezzate da quelle di Romney (global warming, nuovo ordine mondiale e, comprensibilmente, l’idea che Obama sia l’Anticristo). Un piccolo dubbio: tra coloro che credono all’identificazione di Obama con l’Anticristo, si trova un rispettabile 5% di intervistati che affermano di averlo votato. Che vi siano stati costretti dai suoi poteri demoniaci?

In generale, comunque, i repubblicani sembrano apprezzare i complotti più dei democratici, e i giovani tra i 18 e i 29 anni più delle altre fasce di età (tranne poche lodevoli eccezioni, come per il complotto di Kennedy e il global warming).

Che cosa può fare un povero scettico di fronte a questi dati? Come dice giustamente Jamy Ian Swiss, la prima tentazione sarebbe quella di rannicchiarsi in posizione fetale e prendersi un lungo periodo di riposo nello sgabuzzino. E invece no:

Può essere innocuo credere che Paul sia morto, può essere irritante o anche stupido pensare che l’atterraggio sulla Luna sia stato falsificato, ma è lo stesso tipo di pensiero – o mancanza di esso -, è questo genere di conclusioni fallaci e di rifiuto delle prove che porta le persone a credere all’esistenza di un collegamento tra i vaccini infantili e l’autismo. E questa è una conclusione pericolosa e con conseguenze nella vita reale.

E allora bisogna insegnare a distinguere le false credenze, cominciando magari da quelle apparentemente innocue.

Il quattordici per cento degli elettori americani crede nel Bigfoot. E il Bigfoot è un ottimo modo per introdurre le persone ai fondamenti del pensiero critico e dello scetticismo. E’ divertente per i ragazzi pensarci. E per gli adulti è un ottimo esempio di come si valutano le prove. Il Bigfoot è un ottimo mezzo per creare cittadini migliori, perché un pensiero chiaro e razionale produce decisioni migliori, cittadini migliori, e un mondo migliore.

Immagine tratta da Xkcd, distribuita sotto licenza Creative Commons 2.5 Generic (CC BY-NC 2.5)

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