Il documentario sui Maya e gli extraterrestri

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Tra il 2011 e il 2012 molti appassionati di archeologia misteriosa sono andati in fibrillazione alla notizia che il governo del Messico avrebbe dato l’ok a rivelare prove scottanti in suo possesso sul rapporto tra i Maya e gli extraterrestri. L’incredibile rivelazione sarebbe stata affidata a un documentario la cui uscita al cinema era fissata per il dicembre 2012. Una vicenda dai contorni grotteschi che dà un’idea di come funziona la macchina del marketing apocalittico.

Lanciata nell’agosto 2011 dal sito TheWrap.com, fonte d’indiscrezioni di primo piano sul mondo di Hollywood, l’intervista al produttore cinematografico messicano Raul Julia-Levy aveva fatto fare un salto sulla sedia a molti lettori . Sarebbe stato nientemeno che il presidente Calderon a ordinare la desecretazione di informazioni tenute riservate per oltre 80 anni riguardanti i Maya; informazioni che sarebbero state messe a disposizione dei produttori del documentario. A sguazzare nell’affare anche il governo locale di Campeche, stato messicano sul cui territorio sorge la piramide Maya che avrebbe fornito la location del documentario. “Nel sito di Calakmul, i lavoratori dell’INAH (Istituto nazionale di Antropologia e Storia) hanno scoperto stanze all’interno della piramide mai viste o esplorate prima”, aveva rivelato il ministro del turismo locale, Luis Augusto Garcia Rosado. Secondo Raul Julia-Levy, il contenuto di questa camere era stato tenuto segreto per decenni e la notizia gli era giunta all’orecchio tramite una rivelazione intima dell’ex presidente Vincent Fox, amico di famiglia. Dopo quattro anni di telefonate e pressioni, il governo messicano avrebbe deciso di rivelare tutto al grande pubblico.

I due produttori, Raul Julia-Levy e Ed Elbert, stavano già lavorando insieme a un film in 3D sullo stesso argomento, basato sempre sulla presunta “fonte segreta”. Problemi fiscali li avrebbero poi convinti a optare per un più economico documentario, dal titolo Revelations of the Maya. 2012 and Beyond, la cui regia era stata affidata a Juan Carlos Rulfo, e le cui riprese dovevano iniziare alla fine del 2011. “Il Messico renderà disponibili codici, manufatti e documenti significativi che evidenziano il contatto tra i Maya e gli extraterrestri, e tutte queste informazioni saranno confermate dagli archeologi”, aveva sottolineato Julia-Levy. Notizie confermate dal ministro del turismo dello stato messicano di Campeche, dove il film doveva essere girato: secondo Luis Augusto Garcia Rosado, sarebbero emerse nuove prove “del contatto tra i Maya e gli extraterrestri, supportate dalle traduzioni di alcuni codici che il governo ha tenuto al sicuro nei propri sotterranei per diverso tempo”. Parlando al telefono con la redazione di TheWrap.com, Rosado aveva inoltre parlato di “un’area di atterraggio nella giunga, antica di tremila anni”.

Di fronte al palese scetticismo dei lettori e all’accumularsi di accuse di fanta-archeologia, Julia-Levy aveva rilanciato nel luglio 2012 rilasciando una foto “esclusiva” in cui veniva mostrata una gigantesca statua di pietra con le sembianze di un volto umano. Una statua che secondo l’archeoloogo Hector Mejia, autore di una lettera di accompagnamento alla foto inviata dalla produzione, risalirebbe a un’epoca tra il 3500 e il 5000 a.C., quindi non attribuibile a nessuna delle civiltà precolombiane note, ma piuttosto a una “civiltà superiore”. La statua, che sarebbe stata rinvenuta negli anni ’30 nella giungla guatemalteca, sarebbe stata portata negli USA e tutte le copie della rivista su cui questa foto fu pubblicata vennero fatte scomparire dal governo britannico.

Inoltre, Julia-Levy aveva reso noto che il fisico inglese Stephen Hawking avrebbe collaborato con la produzione del film, mostrando le prove dei precedenti contatti tra razza umana e alieni. L’attore citava una frase attribuita a Hawking: “Metto in guardia l’umanità sul fatto che gli alieni sono lì fuori. Solo perché gli alieni erano amici dei Maya non vuol dire che sono anche nostri amici. Gli esseri umani dovrebbero evitare il contatto con gli alieni a tutti i costi”. Ma, alle richieste di conferma da parte della stampa, lo staff di Hawking non aveva risposto.

Poco prima della fatidica data del 21 dicembre 2012, di fronte all’assenza di notizie sul film, il produttore Raul Julia-Levy aveva annunciato su Twitter che Revelations of the Maya sarebbe uscito nell’estate 2013, mancando quindi l’appuntamento con la presunta fine del mondo prevista dai Maya. Un mese dopo, la prevedibile fine: la produzione è stata definitivamente bloccata dopo un giudizio d’arbitrato sollevato in seguito alla violazione delle condizioni contrattuali originarie da parte di Julia-Levy. Oltre ad aver assunto impropriamente il controllo della produzione, che non gli spettava, il regista avrebbe falsificato prove archeologiche e rilasciato informazioni mendaci riguardo il sostegno del governo messicano nel documentario e la presenza del fisico Stephen Hawking tra gli intervistati, secondo il The Hollywood Reporter.

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