Il prossimo film di Nolan e le teorie di Thorne

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Nei giorni scorsi ha fatto molto scalpore la notizia che Steven Spielberg avrebbe accantonato la versione cinematografica del romanzo Robopocalypse, per motivi economici secondo alcuni, per girare Jurassic Park 4 secondo altri. Ora si scopre che la rivolta robotica non è l’unico progetto messo in archivio da Spielberg, ma che esisteva una vera e propria “space opera” che pensava di dirigere per poi spostarsi su altri lidi, ovvero il progetto Interstellar.

Tutto comincia qualche anno fa da una sceneggiatura originale firmata da Jonathan Nolan per un film che doveva essere diretto da Spielberg e prodotto dalla Paramount. Per motivi ignoti, il regista/produttore decise di accantonare il tutto ed è in quel momento che entrò in scena Christopher Nolan, alla ricerca del suo nuovo progetto dopo la chiusura della trilogia dedicata al Cavaliere Oscuro.

Nolan decide di entrare in trattative per l’acquisizione del progetto, che dovrebbe diventare una produzione congiunta Paramount-Warner Bros, con cui da tempo il regista ha un accordo preferenziale. Malgrado le trattative vengano definite complicate, Nolan non ha perso tempo, e ha cominciato a riscrivere la sceneggiatura, per inserire una sua idea originale e portare il film più vicino al suo stile (e di fatto lontano da quello di Spielberg).

Questa parte è meno strana di quanto si possa immaginare, in quanto normalmente i due fratelli non lavorano fianco a fianco allo script di un film, bensì Jonathan scrive la sua versione su cui Christopher apporta le variazioni del caso (in questo caso David Goyer non è parte della partita, almeno per ora).

Cosa sappiamo quindi di Interstellar? In questo, Nolan sembra condividere il fascino del mistero di JJ Abrams, in quanto le informazioni sono poche e lasciano molto spazio all’immaginazione. Ci sono solo due dati certi: la storia parlerà di un gruppo di esploratori spaziali che viaggeranno attraverso un wormhole e avranno a che fare con viaggi nel tempo e realtà alternative.

Il tutto è basato sulle teorie del fisico Kip Stephen Thorne, professore al California Institute of technology (meglio noto come Caltech). I campi di specializzazione di Thorne sono l’astrofisica relativistica, l’interazione gravitazionale, le stelle, i buchi neri e le onde gravitazionali. Ma soprattutto, almeno in questo contesto, Thorne è noto per la sua controversa teoria secondo la quale i wormholes potrebbero essere usati per viaggiare nel tempo. Lo scienziato farà anche da consulente alla produzione.

Insomma, Interstellar si prospetta come un Inception nello spazio, dove i salti non si fanno più in vari livelli di sogno, ma nel tempo e nelle realtà. Non vediamo l’ora di cominciare il viaggio.

Leo Lorusso

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