L’occhio misterioso ritrovato in Florida

Gino Covacci, un cittadino americano che passeggiava sulla spiaggia di Pompano Beach in Florida, si dev’essere sentito osservato quando ha notato un enorme occhio che lo fissava dalla battigia, fresco e ancora sanguinante. L’occhio, delle dimensioni di un pompelmo, è stato prontamente portato al Fish and Wildlife Research Institute a St. Petersburg, Florida, dove i biologi marini lo stanno identificando tramite analisi del DNA. Nel frattempo le ipotesi sul malcapitato proprietario dell’occhio si moltiplicano soprattutto sul web, dove si farnetica di mostri marini e alieni. Non è vero però che i biologi sono “attoniti”, come si legge su alcuni siti. I biologi tendono piuttosto a essere divertiti.

Comunque sia, andiamo con calma e analizziamo tutti gli indizi. I presunti possessori dell’occhio perduto sono:

  1. Polpo gigante
  2. Calamaro gigante
  3. Pesce spada
  4. Grande squalo bianco
  5. Balena
  6. Tonno
  7. Cthulhu
  8. Mostro marino
  9. Alieno

I possibili candidati come possessori dell'occhio misterioso

Ho riunito insieme alcune immagini per aiutare il colpo d’occhio nell’identificazione. Nella foto A potete osservare il corpo del reato. Si nota dall’esterno verso l’interno una capsula rigida e bianca che contiene l’occhio, spesso tessuto muscolare di colore viola, un’iride azzurra e il cristallino che protrude dalla pupilla, conferendole un aspetto azzurrino. La cornea è infossata.

Analizzando la lista degli indiziati, i polpi possiamo immediatamente escluderli, poiché hanno cromatofori sull’iride (cioè l’iride cambia colore insieme al resto del corpo) e soprattutto la pupilla è una fessura orizzontale.
Il calamaro gigante (foto C) è stato quindi il mio primo pensiero. I calamari infatti perdono più facilmente gli occhi rispetto ai vertebrati, dato  che non hanno una scatola cranica ossea che li contenga. Gli occhi sono avvolti in una capsula di cartilagine come sostegno, ma sono molto sporgenti, quindi non è difficile enuclearli perché poco protetti. La pupilla è tonda quando è completamente aperta e l’iride è ben evidente. Il sospetto quindi che la vittima fosse un calamaro gigante è elevato.

D’altro canto, se si guarda la foto B, l’occhio di un pesce della famiglia Istiophoridae che include i pesci spada e i marlin, si nota una somiglianza impressionante: spesso tessuto muscolare che riveste l’occhio, iride azzurra (non si vede benissimo in questa foto, ma i pesce spada hanno gli occhi azzurri), cristallino che conferisce un colore blu alla pupilla. L’occhio degli Istiophoridae è contenuto dentro una capsula ossea all’interno della scatola cranica ed è quindi difficile enuclearlo.

Gli squali hanno occhi relativamente simili al nostro corpo del reato, come si vede dalla foto qui sopra, solo che ci sono due fattori importanti da considerare. Il primo è che l’iride può essere argentea, nera, gialla, verde, a seconda della specie, ma è raro che sia azzurra. Il secondo fattore è che gli occhi degli squali sono piccoli. Secondo Linsey & Collin (2007), che hanno misurato il diametro assiale di 46 specie di squali, quello dagli occhi più grandi, Alopias superciliosus, ha un occhio del diametro di 6.2 cm, mentre un grande squalo bianco ha un occhio di appena 3.7 cm, le dimensioni di una noce; quindi direi che non ci siamo.

La foto D mostra l’occhio di una balena grigia. Le balene, nonostante la loro mole, hanno gli occhi molto piccoli: un’enorme balenottera azzurra ad esempio ha occhi di dimensioni comparabili con quelle dell’occhio in questione. Guardando la foto si nota però un dettaglio interessante: l’occhio delle balene ha la sclera bianca evidente intorno all’iride, come noi umani, tessuto che invece non è visibile nell’occhio in esame, che ha l’iride direttamente in contatto con lo strato muscolare esterno. Vorrei anche vedere chi o cosa riesce ad enucleare l’occhio di una balena, minuscolo, infossato e protetto da un’orbita ossea molto spessa.

La foto E mostra l’occhio di un tonno. Le dimensioni sono un po’ più piccole, ma la struttura è simile. Tuttavia, l’iride è gialla e i fasci muscolari dell’iride sembrano avere una struttura circolare piuttosto che radiale come l’occhio in esame, quindi anche il tonno può tornarsene a casa insieme a polpi e balene.

La figura F mostra invece l’occhio di Cthulhu. Si noti la malvagità nell’espressione e la sete di vendetta, del tutto assente nell’occhio ritrovato. Quando i Grandi Antichi risorgeranno, sembra quindi che Cthulhu non li guiderà con una benda da pirata sull’occhio.

Per quanto riguarda i Mostri marini, è un po’ dura escluderli, non foss’altro che per mancanza di campioni con cui comparare. Un Kraken è fondamentalmente un grosso calamaro, di cui si è già parlato, e un serpente marino avrebbe la pupilla verticale, come minimo, a meno che non fosse un re d’aringhe (Regalecus glesne), nel qual caso avrebbe però l’iride bianca. Un mostro abissale invece sarebbe adattato ad una pressione elevatissima per cui l’occhio sarebbe giunto in superficie esploso. Avendo candidati più probabili (ed esistenti), come i calamari giganti e i pesce spada, mi sembra inutile andare a scomodare Grandi Antichi e Mostri non determinati.

Gli Alieni hanno un po’ lo stesso problema dei mostri, ovvero manchiamo di un olotipo con cui compararli. La struttura dell’occhio si è indubbiamente evoluta molte volte sulla Terra, quindi potrebbe essersi evoluta in modo analogo su Alfa Centauri, non lo metto in dubbio. Rimarrebbe però da chiarire che cosa ci faceva un alieno al largo della Florida, e cosa ne avrebbe enucleato l’occhio. Ancora una volta, avendo sotto mano candidati più probabili, mi sembra scomodo tirare in ballo una catena di se e di ma lunga almeno un paio di parsec. Tanto varrebbe dire che si tratta dell’occhio che l’Ammiraglio Nelson perse in Corsica: le probabilità sono sicuramente più alte a favore di Nelson che degli alieni.

Riassumendo, siamo rimasti con due potenziali candidati: i calamari giganti e i pesci spada. Avendo l’occhio a disposizione la questione sarebbe presto risolta: se la capsula esterna è cartilaginea è un calamaro, se ossea è un pesce spada. In mancanza di questa informazione, mi è venuto in mente un dettaglio: il teste, il signor Covacci, dichiara che l’occhio era ancora sanguinante quando lo ha messo in un sacchetto per portarlo alla polizia. Il sangue dei calamari è azzurro al contatto con l’aria perché contiene rame invece di ferro e difficilmente viene identificato come sangue da chi non è del ramo (e il signor Covacci, dalle sue dichiarazioni, non sembra esserlo). Il sangue in questione doveva quindi essere rosso, e questo significa una sola cosa: la vittima era un pesce spada.

Lisa Signorile, biologa, vive a Londra, dove si occupa di genetica di popolazioni. E’ l’autrice del libro “L’orologiaio miope” e dell’omonimo blog, dedicato alle “creature strane, a volte brutte e poco simpatiche”.

(Immagine di copertina: Florida Fish and Wildlife Conservation Commission)

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