La cometa Ison rilancia le teorie su Nibiru

Lo scorso 22 settembre è stata ufficialmente annunciata la scoperta di una nuova grande cometa, battezzata “Ison” dal nome del network di astrofili con base in Russia che ne ha permesso la scoperta. Attualmente intorno all’orbita di Giove, Ison non comporterà rischi per la Terra ma dovrebbe regalarci uno spettacolo straordinario. Se infatti sopravvivesse al calore del Sole, che ne potrebbe provocare lo scioglimento come già accaduto lo scorso anno per la più piccola cometa Elenin, la Ison potrebbe essere visibile nei nostri cieli tra l’ottobre 2013 e il gennaio 2014, con una magnitudine negativa, superiore anche di dieci volte a quella di Venere e forse persino alla Luna piena. Uno spettacolo raro che renderebbe la Ison una delle comete più belle degli ultimi anni, anche se gli astronomi mettono le mani avanti chiarendo che bisognerà attendere per verificare che Ison non vada incontro a una sublimazione dovuta all’incontro ravvicinato con il Sole.

Intanto  però sui siti catastrofisti Ison è già diventata la nuova nemesi del 2013. Il fatto che alcuni astronomi stiano valutando la possibilità che si tratti di una cometa già apparsa in passato, la Grande Cometa del 1680, ha fatto destare il sospetto tra i sostenitori dell’ipotesi Nibiru che Ison altri non sia che il temuto pianeta X, ormai entrato nel nostro sistema solare dopo una lunghissima orbita intorno al Sole. L’apocalisse prevista per il dicembre di quest’anno sarebbe allora posticipata di un solo anno, forse un banale errore di calcolo dei Maya o un lieve ritardo per i temibili alieni Anunnaki che abiterebbero Nibiru. A queste ipotesi fantasiose si associano quelle di chi ha già ripreso in mano le quartine di Nostradamus. Nella VI centuria, quartina 6, il veggente declama: “Apparirà verso il Settentrione / Non lungi dal Cancro la stella capelluta: / Susa, Siena, Boece, Eretrion, / Morirà di Roma grande, la notte dispersa”. Il fatto che la cometa Ison sia stata avvistata nella costellazione del Cancro ha subito ridestato interesse verso questa quartina assai poco chiara, come tutte quelle di Nostradamus. Altri hanno fanno notare che, se la Ison fosse la stessa cometa apparsa nel 1680, la sua orbita sarebbe di 333 anni, la metà esatta dell’infausto numero apocalittico 666. Insomma, ce n’è abbastanza da star sicuri di una cosa: ne sentiremo molto parlare nei prossimi mesi.

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