L’indemoniata. Nascita ed evoluzione di una sindrome da possessione

L’indemoniata. Nascita ed evoluzione di una sindrome da possessione
Armando De Vincentiis (prefazione di Luigi Garlaschelli)
Libellula Edizioni
pp. 111
€ 13

Nel 1970 lo scrittore William Peter Blatty sconvolse l’opinione pubblica con quello che sarebbe diventato l’horror più citato nella storia della letteratura contemporanea: L’Esorcista.

Il libro non è forse notissimo al grande pubblico, ma il film omonimo che ne è stato tratto, diretto nel 1973 da William Friedkin, è un capolavoro che non ha bisogno di presentazioni.

Da allora si sono susseguite, sia in forma stampata che in celluloide, centinaia di storie ispirate alle possessioni demoniache. Una credenza legata a più di un culto religioso che sembrava ormai far parte del passato, ma che in questi decenni sta riacquistando nuova linfa vitale, complici anche queste popolari trasposizioni fantastiche, spesso pubblicizzate come ispirate a storie vere.

L’idea di possessione demoniaca è stata sviscerata in tutti i possibili modi: inizialmente collegata solo a contesti religiosi cristiani si è poi evoluta in altre forme, alcune delle quali cercano addirittura di  conferire una certa aura di scientificità al fenomeno.

Celebre il caso della vicenda realmente accaduta cui si ispira il film The Exorcism of Emily Roses, che tratta della morte di un ragazza in seguito a un esorcismo. La storia è interessante, ma il messaggio finale che il film lascia è una forma di possibilismo nei confronti della possessione diabolica.

In tutti i casi di esorcismo, in realtà, la scienza viene messa da parte e si dà per scontato che effettivamente una qualche entità esterna al nostro corpo possa prenderne possesso costringendo l’individuo a compiere azioni che sarebbero impensabili da parte di chi non è sottoposto alla sua influenza.

Nel marasma delle strumentalizzazioni pseudoscientifiche dei disturbi psichici, leggere libri come l’ultimo lavoro di Armando De Vincentiis lascia piacevolmente stupiti. L’autore non cavalca, infatti, l’onda del successo riproponendo stereotipati racconti di possessione in cui la scienza soccombe di fronte alla religione, ma al contrario ci regala un racconto avvincente e illuminante in cui, alla fine, è la ragione a prevalere contro il fanatismo di una famiglia che stava trasportando la mente di una ragazza oltre l’abisso della follia, costringendola a credere di essere posseduta.

Il libro “L’indemoniata” di Armando De Vincentiis si articola essenzialmente in tre parti. La prefazione è a cura di Luigi Garlaschelli, chimico e socio effettivo del CICAP, che introduce magistralmente la storia che si andrà a leggere, un racconto che vorrei evitare di anticipare per non togliere al lettore il gusto della scoperta; vi è, infine un approfondimento sulla psicologia delle possessioni, dal quale si evince tutta la competenza che l’autore ha acquisito sull’argomento.

Sui contenuti del racconto mi limito a dire che il dipanarsi della storia mostra una dimensione nascosta fatta di incomprensioni, coincidenze e associazioni fallaci che portano una ragazza alle prese con le normali pulsioni della giovinezza a credere, a causa di una rigida educazione di stampo fondamentalista, di essere sotto l’influsso del Maligno.

Si tratta insomma di un libro che apre le porte ad un mondo inesplorato, quello dell’analisi delle possessioni sotto il profilo della psicologia e non della religione, che non vuole essere un affronto a chi crede in una dimensione trascendente, ma un monito a chi dà per scontato che ad ogni azione negativa sia da associare all’influenza del Diavolo.

Qui è possibile vedere il booktrailer del libro di Armando De Vincentiis.


Armando De Vincentiis esprime qui il suo parere sulla questione.

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