Boiron: una transazione da 5 milioni di dollari

Se decidi di curare con pilloline di zucchero senza alcuna virtù terapeutica devi almeno informare il consumatore. Vendere a caro prezzo innocui ma inefficaci confettini senza traccia di principio attivo non è vietato, ma solo se l’acquirente non è tratto in inganno da una campagna pubblicitaria intesa a presentare questi preparati come se fossero farmaci e, quindi, cure di comprovata efficacia per debellare o prevenire una serie di disturbi. Questa la morale di una vicenda che appare una svolta storica nel campo della pseudo-medicina, che, ricordiamolo, fa anche delle vittime, tra le quali si può annoverare il caso italiano della povera Clara Palomba. Query si era già in passato occupata della class action presentata ad una corte federale della California da parte di alcuni clienti della multinazionale dell’omeopatia Boiron. Le ultime notizie ci informano ora che la Boiron ha accettato di sottoscrivere un accordo transattivo che le impone di mettere a disposizione 5 milioni di dollari per risarcire i propri consumatori.
L’azienda in questione è particolarmente nota per essere la casa produttrice di quello che viene spesso erroneamente definito “vaccino antinfluenzale omeopatico”, ossia l’Oscillococcinum, ricavato dalla diluizione omeopatica di fegato e cuore di anatra (l’incredibilmente illogica storia di questo presunto farmaco e il perché dell’uso del volatile da cortile si può leggere nel blog di Medbunker), ma la causa coinvolge anche altri preparati come Arnicare, Quietude, Camilia, Coldcalm ed altri. La grave accusa rivolta alla Boiron è quella di aver consapevolmente ingannato i propri acquirenti, poiché non vi è modo né di distinguere i diversi preparati omeopatici né di attribuir loro le virtù terapeutiche che pure vengono ampiamente sbandierate nelle campagne promozionali promosse da Boiron. Di qui la pubblicità ingannevole e l’obbligo risarcitorio nei confronti di chi ha pensato di curarsi e, invece, ha contribuito soltanto a incrementare il rischio di carie dentaria.
Questo perché, come si è più volte sottolineato (ma mai tanto bene come nella guida illustrata di Medbunker), dal momento che le diluizioni omeopatiche superano il cosiddetto “numero di Avogadro”, il loro esito sono preparati privi di principio attivo, dove neppure una molecola può essere ascritta alla sostanza da cui si è partiti. Si tratta, in pratica, di “medicina senza molecole” o, per essere più precisi, di non-medicina e di pseudoscienza.
Per confermare le accuse rivolte all’azienda è sufficiente dare una rapida occhiata al sito della Boiron, anche nella sua versione italiana. Nelle diverse sezioni vediamo come, anche a posteriori rispetto alla class action statunitense, i rimedi omeopatici vengano presentati come medicinali di comprovata efficacia, sostenuti da dati scientifici inequivocabili. La sezione dedicata alla storia dell’azienda esordisce sottolineando «la passione per il rigore scientifico» e le FAQ sono un florilegio di encomi nei riguardi delle virtù terapeutiche dei vari prodotti. Nel video che mostra un dibattito tra Christian Boiron e il farmacologo Silvio Garattini, Boiron parla con entusiasmo dei propri prodotti paragonandone l’efficacia a quella degli antibiotici e dei corticosteroidi. Hahnemann, padre dell’omeopatia, è per lui anche «padre della farmacologia e della tossicologia moderna»: un’affermazione gratuita, non condivisa dalla comunità scientifica. Molti ignari acquirenti hanno prestato fede alle sue affermazioni: ora, però, sembra proprio che per alcuni di questi sia venuto il tempo di ottenere giustizia.

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