Milano insolita e segreta

Milano insolita e segreta
Massimo Polidoro
Edizioni Jonglez, 2012
€ 17,90

Clicca qui per sfogliare alcune pagine in anteprima della guida.

Massimo Polidoro è un chiaroveggente: non poteva sapere che uno dei miei hobby prediletti consiste nel passeggiare per Milano dotato di macchina fotografica, alla ricerca di cose interessanti e belle ma soprattutto insolite e curiose. Può trattarsi di ben note opere d’arte, monumenti o reperti archeologici, ma la mia preferenza va senz’altro a quelle minuzie e a quei dettagli un po’ nascosti che possano testimoniare un frammento di storia della città o, semplicemente, farsi notare per la loro bizzarra e residuale esistenza.

Per fare qualche esempio, potrei citare il proiettile di artiglieria infisso nella facciata del palazzo di Corso di Porta Romana 3 e risalente al 1848, oppure la casa in cui visse il giovane Albert Einstein in Via Bigli 21, con la famosa equazione E = mc2 riportata su di una targa, o ancora i coloratissimi piatti di ceramica sulle finestre di Via Casati 13. Di solito si tratta di cose alla portata dello sguardo di chiunque, le quali tuttavia passano per lo più inosservate a quella vasta moltitudine di ignari bipedi che si aggira per negozi il sabato e la domenica pomeriggio.

Dunque, la guida si aggiunge ad alcune altre che già fanno parte della mia biblioteca personale. La differenza più evidente è nella ricchezza di illustrazioni, insieme all’eterogeneità dei soggetti presi in esame, opportunamente raggruppati per dislocazione topografica. Trovo molto apprezzabili le indicazioni per raggiungere ciascuna meta con i mezzi pubblici, anche se le migliori scoperte a volte si fanno andando in giro a piedi, senza fretta e senza mete prefissate.

Rispetto alle guide compilate da storici, archeologi ed esperti d’arte, Polidoro ha finalmente, e opportunamente, considerato anche soggetti attinenti alla cultura scientifica e alla storia della tecnologia. E forse avrebbero potuto essere anche più numerosi.

Si passa con disinvoltura dalla cripta di San Giovanni in Conca allo scheletro di un cavallo appartenuto a Napoleone, da un diabolico automa di legno costruito nel ‘600 al museo dei Vigili del Fuoco, dalla Pietà Rondanini di Michelangelo al telescopio con il quale Giovanni Schiaparelli “vide” i cosiddetti canali di Marte. Non sapevo dell’esistenza di quel respingente ferroviario in Corso Sempione, residuo di una stazione scomparsa: devo urgentemente andare a vederlo, prima che sparisca inghiottito da qualche lavoro stradale!

Essendo Milano enormemente ricca di soggetti che avrebbero potuto essere descritti in questa guida, non si può certo pretendere che essa sia esauriente. Per esempio, non vi troverete la decoratissima casa di Via Malpighi 3, né le fondamenta della cappella di Sant’Aquilino in San Lorenzo, o le enormi e un po’ inquietanti formiche che si arrampicano sulla facciata di un palazzo in Via del Torchio (andate a vederle, prima che qualcuno le cancelli…), né il gatto di lamiera che vi osserva sornione dal seminterrato di Corso Monforte 43 o gli altri ferri battuti del grande artigiano Mazzucotelli: i miei preferiti sono quelli ai balconi di Via Spadari 3, di fianco alla celeberrima gastronomia.

Questa città è così colma di curiosità che il loro insieme, difficilmente numerabile, potrebbe essere oggetto di un’intera serie di guide a ciò che di interessante, ma anche di insolito e curioso, vi si trova. È davvero incredibile quante cose si possano non conoscere di Milano, pur avendoci vissuto per decenni.
La raccolta delle informazioni utili per compilare il volume deve avere richiesto una notevole quantità di tempo e, come si sa, nel tempo le cose cambiano. Di conseguenza, troverete che la lupa di Corso Venezia 21 non è più, in realtà, “protetta da una lastra di vetro” ed è quindi molto ben visibile, al contrario di quanto dice la guida. Tuttavia, alcune inesattezze non tolgono certamente interesse e utilità a questa guida, semmai possono fornire un ulteriore incentivo a non considerarla soltanto una fonte di consultazione da sfogliare pigramente sdraiati sul divano, bensì a utilizzarla per verificare personalmente, con spirito scientifico, come stanno davvero le cose recandosi sul posto.

Per quanto mi riguarda, la prima uscita in compagnia di questo piacevolissimo libro ha già dato i suoi frutti, portandomi a conoscere diverse cose tra le innumerevoli che ancora devo vedere, a cominciare dagli inquietanti satiri che ornano l’ingresso di Via Guastalla 15. Del resto il volumetto, di formato molto contenuto rispetto alla ricchezza di informazioni, ha le dimensioni adatte per essere portato ovunque comodamente. Se avete qualche problema di vista, però, non dimenticate a casa gli occhiali, perché il corpo tipografico è di quelli piccoli. Molto piccoli.

Tra le decine di monumenti, opere d’arte, oggetti curiosi, piccole testimonianze del passato e luoghi nascosti, talvolta un po’ “misteriosi”, ce n’è davvero per tutti i gusti, sempre con il corredo di una descrizione puntuale e dettagliata.
Ottimo e stimolante lavoro, direi. Mi aspettano molte passeggiate in città.

Giorgio Bardelli

Hai gradito questo post? Aiutaci con una