Tempi duri per l’omeopatia

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Si mette male per le aziende che producono rimedi omeopatici. Dopo le class action dell’anno scorso negli Stati Uniti, è ora la volta del Canada. La filiale canadese del Center for Inquiry (CFI) ha recentemente annunciato di aver fornito il proprio sostegno scientifico per l’assistenza ad una causa collettiva da 30 milioni di dollari contro due rivenditori canadesi, accusati di aver violato le leggi di protezione dei consumatori per aver venduto un prodotto omeopatico privo di efficacia, l’Oscillococcinum, che viene venduto (anche qua da noi) come rimedio per i sintomi dell’influenza.

Sul banco degli imputati ci sono due grandi rivenditori di rimedi omeopatici: Shoppers Drug Mart e Boiron Canada, incolpati di aver venduto e promosso questo prodotto. Dall’altra parte uno studio legale specializzato in class action, Roy, Elliott, O’Connor e il CFI Canada.

Ma non solo. Leggiamo dal comunicato del CFI:

Il CFI e il Committee for Skeptical Inquiry, hanno recentemente inoltrato una petizione alla Food and Drug Administration (l’Agenzia americana per la sicurezza alimentare e dei medicinali) in cui viene richiesto che i medicinali da banco omeopatici vengano sottoposti alle stesse regole e rispondano agli stessi standard d’efficacia dei medicinali convenzionali.

Sebbene la FDA abbia l’autorità di prescrivere test di efficacia per i medicinali omeopatici, fino ad oggi ha rifiutato di farlo. [Traduzione di Giulia Frattini]

E voi, che cosa ne pensate?

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