Gli Haarp e il Grunt

Nei giorni scorsi molti giornali online e moltissimi siti italiani hanno rilanciato la notizia secondo cui la sonda interplanetaria russa Grunt, che avrebbe dovuto dirigersi verso Marte, è rimasta inspiegabilmente silente in orbita terrestre per via di un sabotaggio americano.

La notizia sembra essere nata in un pezzo sul sito online del Corriere della Sera a firma di Giovanni Caprara, il quale sotto un titolo perentorio e sensazionalistico riporta in realtà con un certo distacco l’ipotesi del “tenente generale Nikolay Rodoniov, che comandava il sistema di allerta russo nella rete di difesa dagli attacchi dei missili balistici” riportata a sua volta dall’agenzia stampa Ria Novosti. La causa del sabotaggio secondo il generale russo sarebbero le antenne del sistema HAARP site in Alaska.

Passando di sito in sito la notizia si gonfia: Rodoniov avrebbe sostenuto che Haarp in realtà è una potente arma elettromagnetica e nelle sue dichiarazioni avrebbe scomodato l’area 51 e gli UFO.

Il fatto che molti siti italiani abbiano fatto un semplice copia e incolla della notizia del Corriere “ricamandoci su” un po’ si dimostra dal fatto che il nome esatto del generale russo è Nikolaj Rodionov (in russo Николай Родионов), inoltre nel sito dell’agenzia Ria Novosti, sia nella versione inglese che in quella russa, non sembra esserci traccia della notizia (a meno che non si sia trattata di una release riservata ai giornalisti), inoltre la notizia non è nuova, ma risale ad almeno una settimana prima (a 24 novembre) e la fonte parrebbe essere l’agenzia Interfax.

Quanto al famigerato generale Rodionov, in epoca sovietica, tra il 1980 e il 1988 fu effettivamente a capo delle difese missilistiche dell’URSS, ma oggi è un pensionato e non ha più incarichi operativi. Il suo nome era caduto totalmente nel dimenticatoio finché di recente era tornato alla ribalta, quando gli Stati Uniti avevano annunciato di voler installare alcuni missili balistici nell’Europa orientale e il presidente russo Medvedev lo aveva sentito come consulente, in quanto quest’ultimo si era occupato del problema della difesa del territorio da attacchi missilistici circa 30 anni prima.

Stando alla notizia originale, Rodionov avrebbe semplicemente fatto notare che in Alaska e Norvegia sono installati dei potenti radar americani (messi lì per individuare ipotetici attacchi russi) che trasmettono sulle frequenze di Grunt, e questo avrebbe potuto disturbare le comunicazioni con la sonda. Tutta la storia di Haarp (che si trova pure lui in Alaska) sembra una montatura.

In ogni modo, Rodionov è senza dubbio un esperto di guerra missilistica (e vista la passata carriera non deve nutrire particolare simpatia per gli Stati Uniti) ma non lo è di satelliti e sonde spaziali. Per capire che il generale in pensione si sbaglia basterebbe notare che le comunicazioni per molti giorni non sono riuscite neppure al telescopio ESA posto a Perth in Australia, dalla parte opposta del mondo e ben lontana dalle presunte interferenze radar. Pensare di mandare “in tilt” il computer di un satellite orbitale con un potente fascio di onde radio sarebbe veramente ingenuo: gli apparati spaziali vengono sottoposti a seri test di compatibilità elettromagnetica che dimostrano il loro corretto funzionamento anche in condizioni di disturbi ben maggiori di quelli che si possono raggiungere “sparando” onde radio da centinaia di chilometri di distanza.

Inoltre, anche conoscendo con esattezza la frequenza e il tipo di modulazione su cui riceve una sonda spaziale sarebbe praticamente impossibile inviarle comandi sbagliati: per inviare comandi “sensati” per il computer di bordo è necessario passare attraverso una complicata serie di “layer” fatti di codici di ridondanza, codici di compressione, pacchetti di telemetria, parole di controllo, ecc… potendo fare prove solo per pochi minuti al giorno e non ricevendo mai risposta se non in caso di comandi corretti o quasi. Insomma, un’impresa impossibile anche per il più bravo degli hacker.

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