Quando il mondo non finisce

Vi ricordate di Harold Camping, il predicatore californiano che aveva previsto la fine del mondo per il 21 maggio 2011, poi rimandata al 21 ottobre?

Se siamo qui a raccontarvi come è andata, è ovvio che l’Apocalisse non è arrivata. Ma che fine ha fatto l’anziano reverendo?

Ebbene, Harold Camping ha rinunciato per ora a ulteriori previsioni. Colpito da un ictus a giugno, subito dopo il primo “appuntamento mancato” con la fine del mondo, si era rimesso abbastanza in forma da rassicurare i suoi seguaci sull’imminente Apocalisse ottobrina. Ma ora, dopo l’ennesimo errore, ha ammesso lo sbaglio e si è ritirato (sia dal suo ministero, sia dalla sua rubrica su Family Radio).

In un messaggio inviato proprio alla sua emittente radiofonica, il reverendo ha dovuto riconoscere che

Il mancato ritorno di Gesù Cristo lo scorso 21 ottobre può sembrare imbarazzante per Family Radio

E che, dopo tutto

alla fine è Dio ad avere l’ultima parola e non è obbligato a rivelare i suoi piani

Nonostante tutto, però, Harold Camping si è lasciato una “porta socchiusa”: se ha escluso ulteriori previsioni a breve, per il futuro non si sa. Il predicato si è infatti detto convinto che

c’è un altro linguaggio nella Bibbia, e dobbiamo analizzarlo attentamente. Dovremo avere molta pazienza

Speriamo che la pazienza l’abbiano persa invece i suoi sostenitori, quelli che secondo le stime della CNN hanno donato più di 80 milioni di dollari alla sua stazione radiofonica fra il 2005 e il 2009, e che hanno ulteriormente finanziato la sua campagna pubblicitaria apocalittica nel 2011. Soldi regalati, a volte, da coloro che avevano creduto alle parole di Harold Camping e che per questo avevano venduto buona parte dei propri beni, come vi avevamo raccontato nel precedente articolo.

Aggiungiamo infine una nota di colore: l’anziano predicatore si è aggiudicato quest’anno anche il premio IgNobel, riconoscimento satirico dedicato alle ricerche più improbabili e strampalate, in condivisione con altri cinque “profeti dell’Apocalisse”: Dorothy Martin, USA, che aveva previsto la fine nel 1954; Pat Robertson, USA, per cui l’Armageddon sarebbe dovuto avvenire nel 1982; Elizabeth Clare Prophet (nomen omen), USA, sicura che il mondo sarebbe stato distrutto nel 1990; Lee Jang Rim, Corea, per cui il termine ultimo sarebbe scaduto nel 1992; e infine Credonia Mwerinde, ugandese, per cui la fine sarebbe dovuta arrivare nel 1999.

L’AIR, rivista che ogni anno assegna il poco ambito riconoscimento, ha così riconosciuto una “valenza educativa” a queste previsioni, assegnando ai sei profeti il premio IgNobel per la matematica: “per aver insegnato al mondo” – si legge nel comunicato ufficiale – “ad essere cauti quando si effettuano assunzioni e calcoli matematici”.

Chissà se l’avvicendarsi di queste profezie non possa essere davvero istruttivo per coloro che stanno aspettando con trepidazione l’Apocalisse Maya del 21 dicembre 2012 o il “passaggio a una nuova dimensione” dell’11/11/2011.

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