La leggenda dei tre giorni di buio

Quella dei “tre giorni di buio” è una vecchia storia frutto di una visione deviata e fondamentalista del Cristianesimo. Secondo questa tesi, che non ha ricontro nel Vangelo, sarebbero imminenti tre giorni di buio, in cui cioè il Sole non brillerà e non sarà possibile accendere la luce artificiale. Nel corso di questi tre giorni dovrebbe avvenire il Giudizio universale: una grande battaglia tra angeli e demoni con il conseguente sterminio dell’umanità peccatrice. Al termine dell’ecatombe, durante la quale un solo segno brillerà nel cielo buio, quello della croce, solo un quarto della popolazione mondiale – gli “eletti” – sarà stata risparmiata e sarà pronta a popolare il Regno di Dio calato sulla Terra.

E’ difficile ricostruire l’origine della leggenda. Alcuni l’attribuiscono a San Gaspare del Bufalo che, nonostante il nome, non è un “bufalaro” ma un sacerdote italiano della prima metà del XIX secolo, celebre anche come profeta. Altri a San Pio da Pietralcina, ma i frati che lo conoscevano hanno sempre smentito l’esistenza di una “profezia” al riguardo. C’è un riferimento esplicito ai tre giorni di buio nel diario di Santa Faustina Kowalska, in cui la suora racconta di aver avuto da Gesù la visione di una grande oscurità scesa su tutta la Terra a eccezione di una grande croce luminosa nel cielo. Non è invece vero che i tre giorni di buio siano stati profetizzati dalla Madonna di Medjugorje: ad affermarlo fu un frate americano, David Lopez, di ritorno da un pellegrinaggio a Medjugorje. Ma, intervistati da padre Livio di “Radio Maria”, alcuni veggenti hanno smentito sostenendo che la Madonna non ha mai parlato loro di questi tre giorni di oscurità. Tuttavia, la storia ‘tira’, nel senso che piace a molti cattolici che auspicano l’imminente fine del mondo, convinti di essere promossi a pieni voti nel Giudizio universale. Perciò, alcuni sedicenti profeti hanno spesso fatto riferimento ai tre giorni di buio per ottenere visibilità: per esempio un certo Albino Reali di Frosisone, uno dei tanti che ha dichiarato di avere le stimmate.

Non c’è dunque da stupirsi se la leggenda dei tre giorni di buio sia stata fatta propria da alcune sette New Age di vago stampo cattolico, e gettata nel calderone delle teorie apocalittiche che mescolano insieme Maya, Bibbia e UFO. Proprio così: secondo alcuni contattisti della Federazione Galattica di Luce, il 28 ottobre 2011 i tre giorni di buio avranno inizio. Se il nome vi ricorda un pò Star Trek, non avete tutti i torti: coloro che hanno ideato la storia dell’esistenza di questa Federazione Galattica sono dei trekker, appassionati di Star Trek che hanno pensato di arricchirsi con la passione non solo americana per il celebre telefilm inventando l’esistenza di una Federazione (lo stesso nome usato in Star Trek) di popoli illuminati sparsi nella Galassia, che desiderano preservare le civiltà come la nostra non ancora pronte per essere ospitate nel seno della Federazione. Alcune persone sarebbero state contattate dagli alieni attraverso pratiche New Age, scoprendo che tra di essi ci sono esseri di luce simili ad angeli che tutto sanno e tutto prevedono. Questi esseri di luce avrebbero messo in guardia i contattisti: il 28 ottobre quei tre giorni di buio a lungo profetizzati avverranno concretamente. Al termine, i nostri “stati vibrazionali” (un concetto non chiaro che fa riferimento alle dottrine New Age) saranno pronti per accedere a un nuovo “livello esistenziale”. Non tutti i contattisti sono d’accordo: alcuni infatti ricevono voci dai Siriani, altri dagli abitanti delle Pleiadi e così via. Ciascuno di questi popoli darebbe informazioni diverse. Tra l’altro, alti esponenti della Federazione starebbero viaggiando verso la Terra a bordo della nava ammiraglia della Federazione che ha un nome familiare: no, non Enterprise, ma Nibiru. E così anche la famosa teoria del pianeta Nibiru che ogni tanto tornerebbe a farci visita ha modo di rientrare nella vicenda.

Non è chiaro a nessuno come improvvisamente la Terra possa calare nel buio pesto per tre giorni. Anche ipotizzando un black out mondiale, nulla vieta al Sole di continuare a illuminarci (e così la Luna e le stelle). Un’eclisse può durare qualche minuto e solo per un’area circoscritta della Terra. Un’inversione dei poli non ha alcun effetto sulla luce che proviene dal Sole. E non può, come sostengono alcune tesi, “fermare” il pianeta. E anche se la Terra si fermasse, cosa scientificamente impossibile, metà del pianeta sarebbe comunque illuminata dal Sole. Dunque, se proprio vogliamo prendere in considerazione la tesi dei tre giorni di buio, dobbiamo mettere in conto che il Sole si spenga. Ma il Sole si spegnerà non prima dei prossimi 4 miliardi di anni e solo dopo lunghe convulsioni di cui non abbiamo alcun cenno attualmente. Non è possibile che il Sole si spenga all’improvviso e poi si riacenda, come per miracolo. Ma ecco la parola chiave: miracolo. Dopo tutto, nonostante stiamo camminando nel terreno minato della New Age, i contattisti si dichiarano pur sempre cristiani e quindi sostengono che i tre giorni saranno frutto di un miracolo, una chiara deroga alle leggi della fisica che fino a oggi, da 14 miliardi di anni, regolano così finemente il nostro universo. Se così, c’è poco da fare. Un miracolo non può essere smentito, se non dopo che (non) è avvenuto.

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