Inca Roads: Frank Zappa e le Linee di Nazca

L’eclettico musicista americano Frank Zappa vanta, nella sua sterminata produzione, anche una canzone sulle celebri linee di Nazca e sulla loro origine extraterrestre. Il brano si intitola Inca Roads ed è uno dei suoi pezzi più popolari, presenza fissa dei suoi concerti dalla genesi nei primi anni Settanta al tour del 1988.

Ecco il testo

Did a vehicle
Come from somewhere out there
Just to land in the Andes?
Was it round
And did it have
A motor
Or was it
Something
Different
George: Sure was different. I ain’t never seen nothing like that in my entire life!
Napoleon: Whose python boot is that? That ain’t my sh– What?
FZ: Why don’t you sharpen it then?
George: Little round ball . . . I could . . . couldn’t . . . That white cain’t do nothin’
Napoleon: Je-he-zus! Wait a minute!
FZ: Mother Mary and Jozuf!
Did a vehicle
Did a vehicle
Did a vehicle
Fly along the mountains
And find a place to park itself
Park it
Se-e-e-elf
(PARK IT . . . PARK IT)
Or did someone
Build a place
To leave a space
For such a thing to land
Did a vehicle
Come from somewhere out there
Did a vehicle come
From somewhere out there
Did the Indians, first on the bill
Carve up the hill
Did a booger-bear
Come from somewhere out there
Just to land in the Andes?
Was she round
And did she have a motor
Or was she something different
Guacamole Queen
Guacamole Queen
Guacamole Queen
At the Armadillo in Austin Texas, her aura,
Or did someone build a place
Or leave a space for Chester’s Thing to land
(Chester’s Thing . . . on Ruth)
Did a booger-bear
Come from somewhere out there
Did a booger-bear
Come from somewhere out there
Did the Indians, first on the bill
Carve up her hill
On Ruth
On Ruth
That’s Ruth
Un veicolo
venne da qualche parte la fuori
per atterrare nelle Ande?
Era rotondo?
Aveva
un motore?
O era
qualcosa
di diverso?
George: Sicuro che era diverso! Non ho mai visto nulla di simile nella mia vita!
Napoleon: Di chi è questo stivale pitonato? Questo non è il mio… cosa?
FZ: Perché non lo affili allora?
George: Piccola palla rotonda, io potevo, io non potevo, quel bianco non può far niente
Napoleon: Gesù! Aspetta un minuto!
FZ. Maria e Giuseppe!
un veicolo
un veicolo
un veicolo
è volato lungo le montagne
e ha trovato un posto per parcheggiarsi
Parcheggiarsiiiiii? (parcheggialo . . .parcheggialo)
O magari qualcuno
costruì un posto
per dare spazio
a questa roba, per parcheggiare?
Un veicolo
venne da qualche parte la fuori?
Un veicolo venne
da qualche parte la fuori?
gli indiani, primi arrivati
sagomarono la collina?
Venne un booger-bear
da qualche parte la fuori
per atterrare nelle Ande?
Era rotonda?
Aveva un motore?
O era qualcosa di diverso?
La Regina del Guacamole!
La Regina del Guacamole!
La Regina del Guacamole!
Al bar Armadillo in Austin Texas, la sua aura!
O qualcuno costruì un posto
O lasciò un posto per questa roba di Chester per atterrare?
(Roba di Chester. . . su Ruth)
Venne un mostro
da qualche parte la fuori?
Venne un mostro
da qualche parte la fuori?
O gli indiani, primi arrivati
sagomarono la sua collina
Su Ruth
Su Ruth
Questa è Ruth

Le linee di Nazca non sono mai esplicitamente nominate, ma sono chiaramente riconoscibili, perché si fa riferimento ad astronavi che atterrano sulle Ande e nativi che scolpiscono colline. Le menti sottili noteranno che gli Incas del titolo non c’entrano un fico secco, ma gli studenti statunitensi hanno difficoltà a indicare la data della scoperta dell’America, perciò chiedere a un musicista di districarsi tra la cronologia di remote civiltà precolombiane è davvero troppo.
La canzone parte dal viaggio delle astronavi per giungere fin qui e termina con riferimenti alla vita in tour della sua band musicale. Tali riferimenti saranno sembrati alquanto oscuri a chi avesse provato a leggere il testo. Sveliamone alcuni: la regina del Guacamole è una cuoca eccezionale, i cui biscotti Zappa amava, mentre il booger-bear è l’immaginario premio che vinceva chi finiva a letto con la groupie più brutta.
Ulteriori note esplicative si trovano qui.

Aggiungo un particolare non contenuto nelle note, perché è dato per scontato dai fan di Zappa che le leggono. La Ruth citata verso la fine è Ruth Underwood, la percussionista di cui si sono appena ascoltati dei virtuosismi alla marimba, una specie di xilofono.

La versione di Inca Roads contenuta nell’album One size fits all (1975), la prima pubblicata su disco, può essere vista su Youtube:

Questa versione proviene in gran parte da un’esibizione dal vivo registrata a Los Angeles per la TV l’anno precedente; può essere vista anch’essa su Youtube.

L’assolo di chitarra che si sente qui è però diverso da quello del disco. Gli assolo di Zappa erano in gran parte improvvisati ed erano perciò diversi da esibizione a esibizione. Il musicista ha pubblicato interi album di assolo di chitarra estratti dai suoi concerti. Quello del disco proviene da un’esibizione tenuta a Helsinki sempre nel 1974 ed è considerato uno dei suoi migliori, se non il migliore in assoluto.

Un’avvertenza a chi volesse ascoltare la canzone: la musica di Frank Zappa non è particolarmente amichevole, per usare un eufemismo. Questa canzone è di genere più o meno progressive, un unicum nella sua sterminata produzione. Anche il testo è in tema, perché parte impegnato, come è tipico di questo genere, ma degenera fin da subito nel nonsense caratteristico del suo bizzarro senso dell’umorismo. Il video dell’esibizione TV merita la visione perché in parte consiste nell’animazione di pupazzi d’argilla (claymation), che vengono mossi e ripresi fotogramma per fotogramma. L’autore di queste animazioni è l’artista americano Bruce Bickford.

Naturalmente questo non è l’unico brano musicale che parla di alieni. Cercando nel database del sito allmusic.com saltano fuori centinaia di brani solo tra quelli che contengono la parola UFO nel titolo.
Uno che a me piace molto è Concerning The Ufo Sighting Near Highland, Illinois del polistrumentista Sufjan Stevens, tratto dall’album Illinoise (2005). Può essere ascoltato anch’esso su Youtube, in un video creato da un fan, oppure in un’esibizione dal vivo accompagnato dalla sola chitarra.
Nel breve testo, che descrive l’incontro con un alieno, ci sono molti termini di origine biblica e riferimenti a Gesù (incarnazione, fare segni). L’associazione tra UFO e religione non è un’invenzione del musicista: in alcuni ambienti cristiani gli UFO sono visti come manifestazioni demoniache o segni della seconda venuta di Gesù, ad esempio. Per contro, in alcuni settori dell’ufologia, certi passi dei testi sacri o certe apparizioni sono interpretati come incontri con extraterrestri.

Anche nella musica italiana ci sono riferimenti alle astronavi aliene. CapaRezza, nel rap “Cacca nello spazio” da “Le dimensioni del mio caos” (2008), contrappone ciò che per lui è il peggio della natura umana all’indole artistica degli extraterrestri, che si manifesta coi cerchi nel grano. Un’interpretazione che questa volta è squisitamente politica; d’altronde il rapper di Molfetta stesso afferma di non essere un cantante politico, ma un politico punto e basta.
Deve inoltre nutrire un certo interesse per gli argomenti misteriosi in genere, che ogni tanto affiorano nei suoi pezzi. In un rap spiccatamente scettico dedicato alle profezie catastrofiste sul 2012, La fine di Gaia, è citata indirettamente la famigerata puntata della trasmissione Mistero che spacciò un coniglio per ibrido alieno-umano:

È un pervertito ha rapito Gaia per fecondarla
con alieni adepti che scuoiano coniglietti
e li mostrano alle TV spacciandoli
per feti extraterrestri.

Anche da questa breve e largamente incompleta rassegna si nota che un tema misterioso, la visita di alieni sulla Terra, pur essendo lo stesso in tutti i casi, ha ispirato riflessioni divergenti ad artisti di sensibilità diverse. Ognuno attribuisce al fenomeno un significato diverso, che non nasce da un’analisi e da un’indagine sul campo, ma rispecchia piuttosto la propria visione del mondo e del senso che ciascuno di loro attribuisce alla vita.

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