Come mummificare le uova

Nel resoconto sui corsi di pranoterapia della A.Mi. University abbiamo parlato di test di “mummificazione” per gli aspiranti pranoterapeuti. Apparentemente alcune persone sarebbero in grado di “mummificare” fettine di fegato, uova e altre sostanze organiche con la semplice imposizione delle mani. Di che cosa si stratta? Lo spieghiamo con un estratto da Sulla scena del mistero, Sironi Editore 2010.

Qualche anno fa, si presentò al CICAP una signora che sosteneva di avere un misterioso potere, frutto forse di un fluido che promanava dalle sue mani: era in grado di mummificare le uova. In pratica, la signora rompeva un uovo in un piattino, imponeva le mani per qualche minuto senza toccarlo e poi lo lasciava per un po’ in un angolo tranquillo. Dopo alcuni giorni l’uovo, invece di cominciare a far notare prepotentemente la sua presenza con il caratteristico odore sulfureo, si era disseccato, come mummificato: non puzzava, aveva la consistenza della plastica e poteva essere conservato indefinitamente (anche se nessuno si azzardò ad assaggiarlo). Effettivamente, alcune uova mostrate dalla signora avevano proprio queste caratteristiche; a quanto pare, mummificare uova, piccoli frutti o pezzi di carne è una pratica seguita da molti pranoterapeuti per dimostrare l’efficacia del proprio “prana”. Per mettere alla prova i poteri della signora, la procedura ovvia sarebbe stata di scegliere dieci uova identiche, romperle in altrettanti piattini identici sui quali la signora avrebbe dovuto imporre le mani sotto lo stretto controllo degli scienziati. I piattini sarebbero poi stati chiusi per il periodo richiesto in una stanza opportunamente sigillata, sempre per impedire qualunque possibilità di imbroglio. A questo punto però la sappiamo più lunga, e abbiamo capito che è necessario un campione di controllo: cosa succede alle uova messe nelle stesse condizioni ma non sottoposte all’imposizione delle mani? Altre dieci uova, identiche alle prime, furono rotte in altri dieci piattini anche loro identici, e riposte nella stanza sigillata: la Signora delle Uova venne tenuta ben lontana da queste uova di controllo. Dopo una settimana di “incubazione” le uova furono esaminate dagli sperimentatori. Le dieci uova trattate dalla signora erano in effetti perfettamente mummificate, senza alcuna traccia di muffa, puzze o altre tracce di putrefazione. La sorpresa fu che anche le dieci uova non trattate erano nelle stesse identiche condizioni, praticamente indistinguibili dalle altre. Era semplicemente successo quello che, contro le nostre aspettative, succede a tutte le uova messe in quelle condizioni. Se si mette un uovo in un ambiente non troppo caldo e non troppo umido e lo si lascia lì, l’acqua evapora e le proteine si cristallizzano più rapidamente di quanto facciano i batteri e le muffe ad aggredire l’uovo facendolo marcire. A differenza di altri, questo esperimento si può facilmente fare a casa: evitate il bagno e la cucina, spesso umidi, eventualmente avvisate chi in casa vostra si occupa delle pulizie per evitare sorprese e rimostranze e in qualche giorno avrete anche voi il vostro uovo mummificato. Come aveva fatto la signora a non rendersene conto? Banalmente, non avendo mai fatto un vero esperimento come quelli che stiamo imparando a progettare, non poteva sapere che il suo non era un superpotere (un po’ sui generis ma sempre superpotere).

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