L’incontro Garattini Boiron: l’omeopatia funziona, per gli altri

farmaci omeopatici

Pochi giorni fa si è tenuto un interessante incontro sull’argomento omeopatia. Ospiti del dibattito Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerca Mario Negri di Milano e Christian Boiron, proprietario dell’omonima azienda che è la più grande industria di prodotti omeopatici al mondo.

Ecco il resoconto di MedBunker con il permesso dell’autore.

L’incontro non ha avuto approfondimenti scientifici particolarmente complicati ma è stato abbastanza discorsivo e comprensibile. Si è trattato alla fine di un importante occasione perchè vedeva di fronte un rappresentante della medicina moderna e colui che rappresenta in pratica l’omeopatia nel mondo.

Il dibattito è stato interessante, sia per chi non crede all’omeopatia sia per chi ha fede nelle sue proprietà. le due posizioni si sono espresse con gli argomenti abituali ed è stata quindi un’occasione per ribadirne i concetti.

I due ospiti si sono confrontati con alcuni degli argomenti tipici nel dibattito “omeopatia contro medicina”.

Intanto iniziamo con una dichiarazione “scioccante” che potrebbe chiarire come stanno le cose già dall’inizio. Christian Boiron, erede della dinastia Boiron e proprietario della Boiron che produce e vende prodotti omeopatici ha candidamente dichiarato che per la sua ernia al disco utilizza cortisone.

Non “cortisone omeopatico”, proprio cortisone, quello vero. Alla faccia di Hahnemann. Ha anche aggiunto che lui non si sognerebbe mai di non utilizzare antibiotici o altri farmaci “quando c’è bisogno”. Beh, è curioso come chi produce e promuove l’omeopatia non la usi su se stesso. Singolare anche il fatto che l’omeopatia dovrebbe funzionare su tutto ma non proprio su tutto, sulle malattie serie non riesce funzionando a volte e secondo i casi. Che medicina è quindi? Una medicina di “convenienza”? Serve solo quando non serve? Che ne direste se la medicina standard fosse basata su rimedi che funzionassero solo per le cose “banali”? Una tragedia…

Boiron rispondendo così ha chiarito tantissimi dubbi in un colpo solo: a chi ha un po’ di sale in zucca trarne le conclusioni.

Alla domanda “l’omeopatia è efficace?” Silvio Garattini ha risposto con gli argomenti che conosciamo: non lo è più del placebo. Non esiste motivo per giudicarla una medicina, non c’è evidenza di efficacia, non c’è nessuna dimostrazione dell’esistenza delle sue teorie.

E Boiron? I soliti argomenti ritriti, scivolosi e non attinenti. Si chiamano fallacie logiche. L’omeopatia è efficace perchè è utilizzata da oltre 200 anni, se non lo fosse stata il mondo avrebbe dimenticato questo tipo di pratica. In più l’omeopatia è utilizzata da milioni di persone e se la utilizzano vuol dire che qualcosa fa.

Anche gli oroscopi sono letti da migliaia di persone nel mondo da secoli, eppure…

Sui meccanismi di funzionamento della sua pratica preferita una sola risposta: non-lo-so. Boiron ha detto chiaramente che nemmeno lui sa perchè dovrebbe funzionare l’omeopatia.

Non è illuminante?

Che Boiron risponda con questi argomenti di una debolezza sconcertante è deludente ma è anche vero che di veri argomenti ne ha davvero pochi a disposizione.

Non discutiamo poi della filippica sulle medicine e su “Big Pharma”: che Boiron critichi “Big Pharma” suona un po’ come se il mostro di Firenze definisse “crudele” il fallo di Totti su Balotelli. Poi esplode in una contraddizione clamorosa: l’omeopatia è efficace, solo che la conosciamo appena e quindi non è dimostrabile il suo meccanismo d’azione. Peccato che poco prima aveva “giustificato” l’efficacia dell’omeopatia con il suo uso secolare: si decida, la conosciamo appena o la conosciamo da tanto tempo che non può che essere efficace?

Ma Boiron si contraddice in quasi tutto il suo intervento, come quando afferma che l’omeopatia ha ottenuto prove di efficacia accertate (!) e quando questo gli viene contestato risponde che le prove di efficacia non ci sono perchè le pubblicazioni scientifiche sono “interpretabili”. Queste prove Boiron, ci sono o non ci sono? E poi mi domando cosa ci sia da interpretare quando uno studio in doppio cieco conclude con le parole: non ha più efficacia del placebo.

Garattini fa presente che credere all’omeopatia equivale a credere ai miracoli: nessuno proibisce di farlo, ma non si sostenga che il miracolo abbia dignità scientifica, ci credi per fede…ci credi perchè ci credi. Stop.

Boiron prosegue sottolineando che l’omeopatia non ha effetti collaterali, è innocua, si può usare su donne e su bambini (e certo, aggiungo io…), al contrario delle medicine. Certo, continua, non la userei per i tumori o per le malattie gravi!

Nuova contraddizione: Garattini aggiunge che gli omeopatici non sono farmaci ed infatti, al contrario delle medicine non hanno bisogno di controlli per la loro commercializzazione e non devono essere registrati nè controllati. Boiron risponde agitato: i prodotti omeopatici sottostanno alle stesse leggi dei medicinali!!

No, Garattini fa presente che non esiste un registro di farmaci omeopatici e che non è necessario presentare una scheda tecnica accurata nè una relazione sugli studi, sugli effetti collaterali, sulle controindicazioni e sull’efficacia dei prodotti omeopatici. Certo, afferma Boiron, i prodotti omeopatici, essendo innocui, non hanno bisogno di tutti i controlli che sono necessari per i farmaci…(ma se poco prima aveva detto che i suoi prodotti sottostavano alle stesse leggi…vabbè…).

Alla fine la discussione langue perchè giustamente Garattini ammette che si appartiene a due “parrocchie” diverse: lui si riferisce alla scienza, alle prove, agli studi, Boiron alla clientela, alla tradizione secolare, al “funziona perchè è così”.

Sostiene pure che Boiron non risponde alle domande, è evasivo e questo è vero, per chi non ci crede, mi dica a quale domanda ha risposto alla fine il manager francese ed in che modo. Evasivo nonostante i 200 anni di uso dell’omeopatia, nonostante i milioni di clienti, centinaia di studi ed altrettanti tentativi di dimostrarne l’efficacia. Se l’omeopatia funzionasse, che difficoltà potrebbe avere il maggiore rappresentante mondiale di prodotti omeopatici a dimostrarlo?

Se le stesse risposte le avesse date Garattini, cosa avrebbero detto gli omeopati?

Così l’incontro si avvia alla conclusione.

Prima di chiudere qualche domanda dal pubblico. Una in particolare molto tendenziosa che si riferisce ad uno studio di Montagnier (premio Nobel per la medicina) che confermerebbe la memoria dell’acqua. Garattini risponde che lo studio non ha attinenza con l’omeopatia ed è stato realizzato con diluizioni non omeopatiche. Approfondiremo questo argomento prossimamente.

Ma l’intervento più simpatico della serata lo fa un signore del pubblico che si rivolge a Garattini: “Lei professor Garattini, ha detto che credere all’omeopatia equivale a credere ai miracoli e lei non crede all’omeopatia proprio perchè non crede ai miracoli! Si converta Garattini, si converta!!!

Un riassunto dell’incontro sul Corriere della Sera on line ed il video relativo lo trovate qui.

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