Traffico di organi: mille bambini scomparsi. È vero?

manifestazione anti trapianto

Il 26 maggio Ida Magli scrive per il Giornale un articolo molto critico nei confronti della normativa sui “trapianti samaritani” proposta dal Ministro Sacconi. Il Giornale riceve molte lettere di protesta alle quali Magli risponde con una lettera molto preoccupata:

Il ministero dell’Interno ha comunicato in questi giorni la cifra dei bambini scomparsi in Italia nel 2009: mille. Mille bambini, caro Direttore, non due o tre o dieci, che possono essere scappati da casa o aver perso la strada; e in Italia, non in qualche landa sperduta del terzo o quarto mondo. Nessuno, però, ha commentato un dato così sconvolgente, né ha fatto ipotesi o si è posto domande, mettendo in atto quell’abituale strategia del silenzio che denunciavo e che rappresenta di per sé una prova che ci troviamo nell’ambito dei trapianti.

Lasciando da parte la logica che porterebbe a chiedersi perché il silenzio sul destino di questi bambini scomparsi dovrebbe per forza implicare un qualche traffico illecito di organi, la domanda da farsi è: ma è vero che sono spariti mille bambini?

Lisa Maccari ha fatto qualche indagine e ha scoperto che in generale i dati del ministero non parlano di “bambini”, ma in generale di “minori”.
La maggior parte di quei casi (circa i 2/3) riguarda adolescenti al di sopra dei 15 anni e il Telefono Azzurro parla di ” per lo più di ragazzi che si allontanano volontariamente da casa o dalla comunità che li ospita”.

Un altro dato importante è che circa i 3/4 di tutte le sparizioni di minori, di qualsiasi età, riguarda cittadini stranieri, oppure ragazzi dei campi rom, o figli di immigrati irregolari, o addirittura ragazzini che avevano preso la via dell’emigrazione da soli e che una famiglia in Italia non l’hanno mai avuta. Ossia, persone già abituate alla “normalità” di una vita randagia e non istituzionalizzata, o membri di comunità in cui l’instabilità familiare e le relazioni parentali allargatissime sono comuni.

Combinando le due cifre, troviamo che almeno la metà delle presunte migliaia di casi denunciati da Ida Magli riguardano:

– ragazzi grandi che scappano dalle case di accoglienza in cui il tribunale li aveva messi a forza, per tornarsene dalla famiglia d’origine;

– ragazzi altrettanto grandi, cresciuti in un campo nomadi, che lo abbandonano perché magari si sono messi in testa di raggiungere gli zii in Germania, o per ritrovare in Bosnia la madre naturale che cinque anni prima lo aveva affidato alla cugina;

– sedicenni africani arrivati da soli sulle coste siciliane (magari dopo essersi salvati da un naufragio del barcone in cui hanno perso il padre e il fratello), e affidati a un centro di accoglienza in cui nessuno parla una parola della loro lingua e di cui non capiscono le regole.

Tra i casi di scomparsa di veri e propri bambini, ossia quelli al di sotto dei 10 anni, la stragrande maggioranza delle denunce riguarda contestazioni tra genitori separati (specialmente tra coppie di nazionalità mista), ovvero un genitore che accusa l’altro di avergli portato via il figlio, e magari averlo portato all’estero.

Vanno depennati dal totale, inoltre, tutti quei casi di scomparse brevissime e risolte bene, ovvero ragazzini scappati di casa ma ritornati dopo pochi giorni, in cui la famiglia, dopo aver fatto la segnalazione di scomparsa, non si preoccupa di comunicare alle forze dell’ordine che il fuggiasco è stato ritrovato.

E infine, anche quelli che purtroppo sono rimasti vittime di incidenti, o di volgarissimi delitti comuni, ma la cui sorte si viene a sapere solo diversi mesi o anni dopo (come i due fratelli di Gravina di Puglia caduti nel pozzo, o la ragazza uccisa nella chiesa a Potenza): anche loro, fino al giorno del ritrovamento, contribuivano incolpevolmente a gonfiare le statistiche dei “bambini scomparsi”.

Togliendo tutto questo, cosa resta?

Secondo questo articolo (di un paio d’anni fa) i minori scomparsi in Italia di cui veramente non si è mai più saputo nulla, mai più ritrovati né vivi né morti, né è mai stato raggiunto qualche aggiornamento rilevante, sono esattamente tredici (13) casi in 25 anni, tutti celebri, tutti ampiamente seguiti dalla stampa e fatti oggetto di indagini a tappeto da parte della magistratura e delle forze dell’ordine.

Una media di un caso ogni due anni, di cui soltanto cinque relativi a bambini al di sotto dei 10 anni.

Sembra che siamo molto lontani dalle migliaia di casi paventati dalla Magli. Una “lobby dei furti di organi” piuttosto scalzacani.

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